DICEMBRE 2017
28/12
(da un mio post e video del 28/12/2017, qui)
Cesare Romiti, già direttore dell'IRI, ex amministratore delegato di Alitalia e FIAT, presidente onorario RCS, ha avuto modo di frequentare spesso Gustavo Adolfo Rol e dopo la sua morte lo ha in più occasioni menzionato. Questo il necrologio che inviò al quotidiano "La Stampa" nel settembre 1994:
«Cesare Romiti partecipa al lutto per la scomparsa del dott. Gustavo Adolfo Rol - ricordando affettuosamente l'amico e le sue attenzioni, specialmente nei momenti difficili. »
Avevamo già proposto su Youtube un estratto dall'intervista fatta a Romiti da Nicolò Bongiorno nel 2008, all'epoca della preparazione del suo documentario "Rol, un mondo dietro al mondo".
Qui proponiamo una versione piú estesa di quell'intervista, cosí come a suo tempo preparata da Bongiorno.
[p.s. luglio 2019: La signora a cui Rol fece l'esperimento del tovagliolo, di cui parla Romiti, doveva essere Vania Protti Traxler, produttrice e distributrice cinematografica]
[p.s. 2: Lo scrivente ha poi raccolto la testimonianza di Vania Traxler, pubblicata in L'Uomo dell'Impossibile, vol. III, 2022, p. 245 (3-XXXV-119a), cfr. qui sul sito]
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20/12
(da un mio post e video del 20/12/2017, su fb e yt)
Il giornalista de La Stampa e scrittore Renzo Rossotti (1930-2014) aveva brevemente scritto di Rol – che aveva conosciuto – in alcuni suoi libri dedicati ai “misteri” di Torino. Nel 2013, alla Radio della Svizzera Italiana aveva raccontato un episodio inedito, rimasto pressoché sconosciuto fino a questo momento in cui lo rendiamo noto, di una precisa e netta previsione al lotto fatta per caso e quasi per scherzo in sua presenza (che fa il paio con quella fatta all’amministratore delegato della FIAT, Vittorio Valletta, cfr. L’Uomo dell’Impossibile, 1-IX-29). Lo pubblichiamo con un breve montaggio da alcuni dei libri in cui Rossotti accenna a Rol, libri che comunque hanno un profilo storico senza alcun carattere sensazionalistico e speculativo come invece quelli di altri autori sullo stesso soggetto...
[p.s. Rossotti però, come altri giornalisti, definisce Rol "sensitivo", ciò a dimostrare come comunque nessuno di loro sia mai riuscito a inquadrarlo in modo appropriato]
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09/12
(da un mio post del 09/12/2017, qui)
La recente e ancora in corso mostra "Paranormal" a Torino, presso la Pinacoteca Agnelli, con l'esposizione di dipinti di Rol insieme alle cose piú astruse della parapsicologia, continua a trasmettere una immagine di Rol travisata e fuorviante.
Lo stesso si può e deve essere detto per la ben monetizzata conferenza su Rol organizzata per febbraio dalla giornalista Giuditta Dembech, la quale – come ampiamente propagandato in varie sedi – continua ad associare Rol alla "Torino magica", con tanto di tour annessi e anche'essi ben remunerati.
Non che non si possano fare conferenze – lo scrivente ha organizzato quella per il centenario della nascita di Rol, nel 2003, alla GAM di Torino (quasi 700 persone, relatori Catterina Ferrari, Giovanni Sesia, Carlo Buffa di Perrero ed altri), pagando di tasca propria l'utilizzo della sala, con entrata gratuita per tutti – né che non si possano fare escursioni turistiche, ma di certo non nell'ambito della "Torino Magica" con rimando diretto ai libri (a mio avviso superficiali e sensazionalistici) della giornalista...
Se un tour ci deve essere, allora dovrebbe essere un tour dedicato solo a Rol, e nell'ambito eventualmente di "Torino spiritualità", assai piú consono alla sua figura.
«Non sono un mago. Non credo nella magia...Tutto quello che io sono e io faccio viene di là (e indicava il cielo), noi tutti siamo una parte di Dio... E a chi mi domanda perché faccio certi esperimenti rispondo: li faccio proprio a confermare la presenza di Dio...».
(Gustavo A. Rol, 1965)
(da: Buzzati, D., Un pittore morto da 70 anni ha dipinto un paesaggio a Torino, Corriere della Sera, 11/08/1965, p. 3)
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01/12
(da un mio post e video del 01/12/2017, su fb e yt)
Invervista di R. Lugli a testimoni di G.A. Rol (1972)
Il giornalista e scrittore Remo Lugli aveva registrato all’inizio degli anni ‘70 alcune conversazioni con testimoni e amici di Rol, prima di diventarne lui stesso frequentatore e poi amico, oltre che uno dei biografi più seri e affidabili. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2014, sono state trovate e poi digitalizzate delle audiocassette con alcune di queste conversazioni. In questa, che è la piú lunga, Lugli incontra l’ing. Manlio Pesante con la moglie, raggiunti in seguito dal dott. Alfredo Gaito, medico curante di Rol e vicepresidente dell'Ordine dei Medici di Torino. È il 6 settembre 1972, il giorno successivo al primo breve colloquio avuto da Lugli con Rol.
NOVEMBRE 2017
17/11
(da un mio post del 17/11/2017, qui)
L'unica mostra seria finora fatta su Gustavo A. Rol – al di là delle esposizioni di quadri al Sermig nel 2000 e al Castello di Guarene nel 2005 – è stata quella in occasione del centenario della nascita, nel 2003, a San Secondo di Pinerolo, con il patrocinio di Comune e Regione Piemonte. Furono esposti oggetti personali, lettere, documenti e dipinti di Rol, che diedero un ritratto adeguato della sua persona, del suo spendersi per il prossimo, delle sue qualità umane e spirituali, al di là dei prodigi in sé e ben lontano da quel mondo "occultistico/NewAge" sul quale alcuni continuano a speculare, tours di "Torino Magica" compresi...
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03/11
(da un mio post del 03/11/2017, qui)
La parete di dipinti di Rol nell'ambito della mostra presso la Pinacoteca Agnelli, che inaugura oggi.
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03/11
(da un mio post del 03/11/2017, qui)
È ora necessario mettere dei paletti, visti i contorni ormai chiari della mostra "Paranormal" di cui si è detto nei posts precedenti.
Esiste una distanza più o meno siderale tra le altezze e la luminosità dell'illuminazione di Rol ("coscienza sublime"=samadhi/nirvana) e le mediocrità in chiaroscuro se non proprio oscuro dello psichismo medianico (via trance incosciente)... Nel primo caso è lo spirito puro a manifestarsi attraverso lo specchio pulito del Cuore e della Mente dell'Uomo Illuminato, nel secondo caso sono le interferenze del mondo psichico collettivo con tutto il loro bagaglio di istinti e autosuggestioni confuse e tendenzialmente materialistiche, "mondo tamasico" a dirla con la tradizione indù.
Il curatore della mostra, che manifestatamente sa ben poco di Rol, ha dichiarato addirittura che Rol faceva sedute spiritiche. Ci si chiede come ci si possa occupare di questo genere di iniziative senza la dovuta competenza, o quantomeno con consulenti qualificati... L'orgoglio del fai da te finisce spesso per prevalere, così che poi inevitabili cominciano a piovere le critiche. Certo fa piacere vedere i dipinti di Rol, soprattutto per coloro che mai li hanno visti dal vivo, 12 anni dopo l'ultima mostra dei suoi quadri al Castello di Guarene. Ma è la contestualizzazione e la competenza dei curatori che finisce per lasciare perplessi coloro che di Rol sanno qualcosa che vada oltre l'ultimo articolo sensazionalistico su una rivista di gossip...
Senza dilungarci, ripetiamo (ormai "ad nauseam") solo alcune dichiarazioni di Rol che sanciscono la distanza con le affermazioni di coloro che lo definiscono e ne definiscono l'attività e il pensiero in modo sbagliato.
«Ho sempre protestato di non essere un sensitivo, un veggente, medium, taumaturgo o altro del genere.»
(lettera pubblicata su "La Stampa" il 03/09/1978, p. 3)
«Io non sono un sensitivo né un medium e non ho mai voluto che si legasse il mio nome alla magia, allo spiritismo ed alla Parapsicologia»
(lettera pubblicata su "La Stampa" il 11/07/1986, p. 3)
«Non faccio che ripetere di non essere un veggente, né un sensitivo né un indovino e neppure un parapsicologo»
(lettera pubblicata sulla rivista "Astra" il 01/08/1987, p. 89)
«Tutto ciò che sin qui si è pensato e si è fatto nel campo del soprannaturale è ben lungi dalla verità. I concetti che si hanno sullo spiritismo e, soprattutto, sulla reincarnazione sono inadeguati se non addirittura falsi» (1951)
(Rol, G.A., "Io sono la grondaia...", p. 144)
«Lo spiritismo, inteso come la pratica sin dallo scorso secolo, deve essere considerato alla sola stregua di un esperimento scientifico, non mai, come una manifestazione di cose soprannaturali. Se l'uomo crede di potersi mettere in relazione con l'anima di altri uomini previssuti, sia pure attraverso lo speciale stato fisiologico di un "medio", s'illude»
(Rol, G.A., "Io sono la grondaia...", p. 255)
– Giornalisti e promotori di iniziative abbiate la serietà di informarvi –
OTTOBRE 2017
31/10
(da un mio post del 31/10/2017, qui)
Voremmo sottolineare che quando si parla di Rol, specialmente in maniera "ufficiale", è corretto citare il suo nome per esteso "Gustavo Adolfo", e non solo "Gustavo". Questo perché "Gustavo Adolfo" era il doppio nome effettivo di Rol (e lui lo usava nella sua carta intestata) ispirato ai Re di Svezia. "Adolfo" cioè non era solo un secondo nome, ed era legato al primo come lo sarebbero tanti nomi composti (Carlo Alberto, Piergiorgio, Gianfranco, ecc.). Qualche volta, per brevità e confidenzialità, amici e parenti lo chiamavano e continuano a chiamarlo Gustavo, tuttavia in generale è piú appropriato chiamarlo "Gustavo Adolfo Rol" come del resto si dice Carl Gustav Jung, George Bernard Shaw, John Stuart Mill, Leon Battista Alberti, Johann Sebastian Bach, Wolfgang Amadeus Mozart e cosí via.
[Nel mio primo libro "Il simbolismo di Rol" (2008) come poi ho avuto occasione di spiegare in seguito, ero molto indeciso su come chiamare Rol, avendolo io sempre e solo chiamato "Gustavo" sin da bambino. Per una questione di oggettività biografica non potevo però chiamarlo così o solo così e optai per "Gustavo Rol", come altri testimoni-autori avevano già fatto. Successivamente però ho adottato la forma corretta di cui sopra (spesso nelle forme abbreviate "Gustavo A. Rol", "G.A. Rol" o solo "Rol") proprio perché il suo nome non era solo Gustavo, ma Gustavo Adolfo]
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28/10
(da un mio post del 28/10/2017, qui)
Presso la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnellli di Torino, dal 2 novembre 2017 al 24 febbraio 2018, saranno in mostra alcuni dipinti di G.A. Rol nell'ambito di una mostra "curiosa" di cui a suo tempo ci era stato comunicato – in aggiunta alle info di cui al link – quanto segue:
«Dal 2007 la Pinacoteca Agnelli si occupa di presentare mostre dedicate al tema del collezionismo. Alcune di esse presentano artisti contemporanei internazionali che sono invitati a lavorare sulla città di Torino, reinterpretando collezioni pubbliche, artisti e personaggi locali. La mostra del prossimo autunno, curata da Paolo Colombo, sarà dedicata all’artista americano contemporaneo Tony Oursler e alla sua famosa collezione sul paranormale. Oursler infatti colleziona da anni oggetti, fotografie e documenti sul paranormale in tutte le sue forme. Il curatore e l’artista in visita a Torino sono rimasti colpiti da diversi personaggi come Cesare Lombroso, Eusepia Palladino o ancora Gustavo Rol, presenti tutti in mostra con un numero esiguo di opere inerenti alla medesima tematica. Per Rol si è scelto di dedicargli una singola parete richiedendo in prestito alcuni dipinti a collezionisti privati torinesi, mantenendo forte il legame con il territorio».
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18/10
(da un mio post e video del 18/10/2017, qui)
Gianni Minà telefona a Rol (1984)
Il giornalista, scrittore e conduttore televisivo Gianni Minà nel 1984 contattò telefonicamente Rol durante la sua trasmissione "Blitz" (Rai Due). All'epoca Rol aveva 80 anni ed era la prima volta che la sua voce veniva sentita in televisione (nel 1987 ci sarà una seconda occasione, quando sarà contattato dal regista e amico Franco Zeffirelli durante la trasmissione Domenica In). Non è dato per ora sapere se Minà lo avesse avvisato prima, oppure lo avesse chiamato direttamente senza preavviso (il numero di Rol era sulla guida del telefono, per cui chiunque poteva chiamarlo).
[Avevo già pubblicato il video nel 2013 su yt]
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14/10
(da un mio post del 14/10/2017, qui)
In quella parte della fenomenologia di Rol costituita da esperimenti "strutturati", il gradino introduttivo, piú "semplice", aveva come protagoniste normali carte da gioco. Esse potevano anche essere usate in gradini successivi come ausilio aleatorio, ovvero per stabilire dei numeri casuali volti a trovare per esempio il numero di pagina di un libro o di una enciclopedia.
Nel 2012 nell'antologia L'Uomo dell'Impossibile è stata identificata una precisa analogia tra questi esperimenti con le carte, e quelli effettuati negli anni '10 e '20 del secolo scorso da un gruppo di sperimentatori di Bruxelles.
Oltre ad un esteso dossier, sono state pubblicate anche numerose immagini inedite, in bianco e nero, delle relazioni originali di quelle sedute sperimentali.
In passato su questa pagina ne avevamo pubblicate due a colori.
Ne pubblichiamo ora una terza, corrispondente alla tavola n. 7 della suddetta antologia.
AGOSTO 2017
01/08
(da un mio post del 01/08/2017, qui)
L'idea di dedicare un museo a G.A. Rol merita senz'altro attenzione e ringrazio Loredana Roberti per l'entusiasmo nel voler coinvolgere estimatori e istituzioni in questo progetto.
Già nel 2001 anche io avevo mosso passi in questa direzione e ancora vi facevo cenno qualche anno piú tardi nel mio Il simbolismo di Rol, riferendomi all'obbiettivo di collocare documenti e scritti in «un futuro museo interamente dedicato a Rol.» (p. 197, 3a ed.)
Ho però compreso nel corso del tempo che si tratta di un progetto di non facile realizzazione e comunque – ancora oggi – troppo in anticipo sui tempi.
Non desidero demoralizzare nessuno, ma piuttosto mettere di fronte a una certa realtà pratica, cosí da prevenire le delusioni.
1) Un museo, innanzitutto, ha bisogno di una sede adeguata e spaziosa;
2) Questa sede avrebbe dei costi (affitto, personale, ecc.) di cui qualcuno dovrebbe farsi carico;
3) Cosa piú importante, il museo dovrebbe essere "riempito" di oggetti, documenti, quadri di G.A. Rol.
Quest'ultimo punto è – al momento – forse il piú difficile. Ciò che fu ( o fu dipinto) di Rol, appartiene a collezioni private di persone che lo hanno conosciuto direttamente o eventualmente ai loro figli. Che io sappia, non conosco nessuno che se ne separerebbe, per il profondo legame affettivo (e, sicuramente, per alcuni anche "venale"). Come ebbi già modo di comunicare a Loredana Roberti, la cosa sarebbe piú semplice se stessimo parlando solo di discendenti dei possessori di queste cose che non abbiano conosciuto Rol (e anche cosí, nutro ancora qualche dubbio). Per loro il legame sarebbe più labile, e quindi sarebbero piú disposti a "collaborare".
C'è però un quarto punto:
4) Fintanto che l'autenticità di Rol non sarà debitamente dimostrata, e non ci saranno più dubbi sulle sue "possibilità", difficilmente le istituzioni si esporranno a patrocinare progetti che involvano capitali, come sarebbe nel caso di un Museo. Li ignoreranno, e al massimo si limiteranno a consigliare di realizzare una fondazione privata, che però ha costi e procedure che solo grandi sponsor potrebbero coprire. E anche se si trovassero, si ricade comunque sul problema di cui al punto (3).
La mia opinione è quindi che un museo potrà realizzarsi forse tra 15 o 20 anni, quando i tempi saranno più maturi.
Questo ovviamente non significa che io non possa sostenere, nei limiti delle mie possibilità, iniziative di questo tipo.
A margine, faccio notare che al momento sarebbe un po' piú semplice, e comunque pur sempre un degno omaggio a G.A.R., quello di sollecitare il Comune di Torino a dedicargli una via (si era già pensato al tratto di Via Silvio Pellico dove Rol abitava, tra Via Ormea e C.so Massimo d'Azeglio).
[p.s. 2024: Per quanto riguarda il museo, negli anni seguenti ci sono stati vari tentativi senza successo. L'unico esistente nel 2024 è quello virtuale creato da Loredana Roberti, qui.
Anche riguardo alla via si sono fatti numerosi tentativi di coinvolgere il Comune di Torino, sempre senza successo. Respinta questa ipotesi, ci si è indirizzati ad aree verdi, ma soprattutto a quella che allo scrivente è sempre parsa la soluzione – oltre alla via – più adeguata, ovvero intitolargli il "laghetto delle anatre" che si trova al Parco del Valentino, dove stando al testimone Lorenzo Pellegrino negli anni '60 Rol camminò sull'acqua, in presenza sua e di Fellini (si veda il mio video del 2016 con la testimonianza integrale e originale, qui).
Qui sotto una foto da me scattata nel 2017, una vista dall'alto (il laghetto è a destra, la "Fontana Butterfly" a sinistra) e uno zoom da una mappa del parco dove si può notare anche la pertinenza della location per la presenza proprio vicino al laghetto del giardino "III Reggimento Alpini", al quale Rol appartenne col grado di Capitano.



LUGLIO 2017
19/07
(da un mio post e video del 19/07/2017, qui)
Il miracolo dell'incidente scampato
In questa parte di intervista inedita al prof. Luigi Giordano (di cui era stata pubblicata solo la trascrizione nel libro L'Uomo dell'Impossibile) raccolta dal regista Nicolò Bongiorno nel 2005, viene riferito un vero e proprio miracolo – di cui già Maria Luisa Giordano, moglie del professore, aveva scritto nei suoi libri dedicati a Rol – ovvero di quando loro insieme a Rol si trovavano in macchina e questa "passò attraverso" un'altra macchina con la quale altrimenti si sarebbero scontrati. Fenomeno nel fenomeno, da Rol si sprigionarono raggi di luce ed è anche per questo che qui parliamo, senza ombra di dubbio, di vero e proprio miracolo. Questo episodio, che potrebbe anche rientrare nella classe di "tunnelling", è stato tuttavia inserito, nel libro L'Uomo dell'Impossibile, in quella di "Alterazione spazio-temporale" (cap. XXIV), a causa delle analogie con altri incidenti scampati. Si tratta comunque solo di distinzioni relative, utili per l'analisi.
MAGGIO 2017
21/05
(da un mio post del 21/05/2017, qui)
A titolo informativo, e per registrarlo "agli atti", comunichiamo che la scena in cui compare G.A. Rol interpretato nella serie "1993" andata in onda nei giorni scorsi e di cui abbiamo pubblicato il video ha ricevuto una pressoché unanime stroncatura da coloro che lo conobbero in vita cosí come da quelli che ne hanno approfondito a sufficienza la biografia.
Non tanto per l'attore – interpretare Rol lo potrebbe fare forse solo un navigato premio Oscar, possibilmente anglosassone – quanto per la forma e i contenuti della scena, come ad esempio l'uso delle carte da gioco in una maniera che nulla ha a che vedere con quelli che erano i suoi esperimenti preliminari con questo mezzo.
Come affermato nei commenti che seguono al video, si è trattato di una "caricatura", abbastanza in linea con il genere di articoli spesso superficiali che ogni tanto vengono scritti da giornalisti poco informati, e non di una rappresentazione realistica. Sembra quasi che gli Autori si siano limitati a vedere – senza capirlo più di tanto – il solo documentario di Nicolò Bongiorno (quello trasmesso da History Channel) e dal quale si è chiaramente preso spunto per la parte del personaggio che nel quadro cambia di posizione. Qualcosa insomma che chiunque, navigando su internet e con una oretta a disposizione, avrebbe potuto fare.
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18/05
(da un mio post e video del 18/05/2017, qui)
Gustavo A. Rol interpretato da Dario Cantarelli nella serie tv "1993" (2017)
APRILE 2017
18/04
(da un mio video del 18/04/2017, qui)
Quali sono le reali ragioni per cui Rol non accettò di incontrare il prestigiatore Silvan, che voleva conoscerlo?
[Pubblicato in seguito anche su facebook il 26/05/2018, qui]
MARZO 2017
26/03
(da un mio video del 26/03/2017, qui)
Terza serata di esperimenti di cui pubblichiamo un documento audio inedito, parte del nostro archivio. Rol cerca di far capire alcune modalità riguardanti il procedimento di scelta dei fogli nei suoi esperimenti, poi ha avvio – con la partecipazione di tutti – l'esperimento principale della serata, che porterà alla materializzazione di 4 dipinti del pittore Ugo Valeri (1873-1911). Questo esperimento non è descritto in nessun libro o articolo, nonostante tra i presenti ci fosse anche il giornalista Remo Lugli, che peraltro nel corso degli anni assistette a decine di incontri, e di molti non deve avere annotato i fatti avvenuti.
[Pubblicato in seguito anche su facebook il 18/01/2018, qui]
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13/03
(da un mio video del 13/03/2017, qui)
Lugli incontra il prof. Hans Bender. Conversazione su G. A. Rol - 1973
Terza e ultima conversazione-intervista inedita del giornalista Remo Lugli, alcuni mesi dopo aver conosciuto Rol. Qui incontra il prof. Hans Bender, medico e psicologo, all'epoca titolare della prima cattedra di parapsicologia d'Europa. Bender conobbe Rol a Torino in una occasione, e ne parla in toni entusiastici (come anche Lugli) anche se vorrebbe sottoporlo a controlli scientifici più accurati per accertarne oggettivamente le possibilità paranormali.
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12/03
(da un mio video del 12/03/2017, qui)
Opinione e testimonianza su Rol del fisico Carlo Castagnoli, presidente SIF
Il giornalista Remo Lugli aveva incontrato il 6 settembre 1972 il prof. Carlo Castagnoli (1924-2005), importante fisico italiano già ai vertici della Società Italiana di Fisica di cui diverrà presidente negli anni successivi. Castagnoli aveva conosciuto e frequentato G.A. Rol l'anno precedente. Lugli – che aveva incontrato Rol solo il giorno prima e ancora non lo aveva frequentato – voleva conoscere la sua testimonianza e opinione di scienziato.
[Trascrizione e commento sono stati pubblicati nel vol. VI de "L'Uomo dell'Impossibile", 2023, pp. 11-17]
[Pubblicato in seguito anche su facebook il 09/12/2017, qui]
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09/03
(da un mio video del 09/03/2017, qui)
Serata di esperimenti n. 2 – 1975
Un nuovo documento audio inedito dal nostro Archivio. Un estratto di un’ora senza tagli – la durata di un lato di una cassetta a nastro – esattamente come avvenuto in una serata di esperimenti fatti da Rol a casa di amici nel 1975. Si sentono alcuni esperimenti introduttivi con le carte, quindi è la volta di un esperimento di materializzazione di 4 acquerelli del pittore francese F.A. Ravier.
[Pubblicato in seguito anche su facebook il 17/12/2017, qui]
FEBBRAIO 2017
27/02
(da un mio video del 27/02/2017, qui)
Rol - Le teorie spiritiste non hanno dimostrato niente di vero (anni '70)
Da una registrazione fatta durante un incontro a casa di amici di Rol, metà anni '70.
La parte iniziale era già stata pubblicata nel 2008 come allegato audio al testo di Franco Rol Il simbolismo di Rol, e ripubblicata su YT nel 2014. Abbiamo colto l'opportunità di correggere un refuso nel video del 2014 e pubblicarne una versione più estesa, con altri interessanti commenti di Rol.
Qui come anche in altri audio e scritti, Rol sottolinea di non sottoscrivere le teorie spiritiche, opponendo la "sua" teoria dello "spirito intelligente".
[Pubblicato in seguito anche su facebook il 10/11/2017, qui]
GENNAIO 2017
29/01
(da un mio video del 29/01/2017, qui)
Una serata di esperimenti con Gustavo A. Rol – 1977
Un raro ed inedito documento audio di una serata di esperimenti con Gustavo Adolfo Rol, montata insieme a una descrizione che ne fece a suo tempo un testimone (Alfredo Ferraro, fisico e poeta) nei suoi libri.
Nota: Quando vengono annotati da Rol su un foglio – che compare nel video – i nomi inizianti per "G" detti dai presenti, a un certo punto la signora Visca fa il nome di Gesù (al min. 12:54), ma Rol non lo annota. Viene annotato invece "Gabriele" (nome n. 25), che non sembra essere stato detto da nessuno.
P.S. 2024: Per le relazioni di Alfredo Ferraro, riprodotte, commentate e corredate di documenti integrativi, si veda il vol. IX de L'Uomo dell'Impossibile, 2024, p. 89 e sgg., scaricabile gratuitamente a partire da questo post: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10
[Pubblicato in seguito anche su facebook il 06/11/2017, qui]
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01/01
(da un mio post del 01/01/2017, qui)
Mi permetto ancora alcune riflessioni sulle polemiche delle ultime 48 ore. Intanto, i “sostenitori” del signor V. – ma il suo caso valga anche per tutti gli altri analoghi – fanno un primo errore metodologico: essi confondono la difesa della possibilità – reale – dell’homo sapiens di poter esprimere, in determinate condizioni, i cosiddetti “poteri paranormali”, con la difesa di chiunque faccia affermazioni di possedere tali “poteri”. Occorre quindi intanto separare per bene le due cose. I “poteri” eventualmente espressi in stato di coscienza apparentemente “normale”, ben noti sia alla tradizione occidentale (si pensi ai “carismi”) che a quella orientale (“siddhi” della tradizione indù) sono qualcosa di realmente raggiungibile, appunto a determinate condizioni, sulle quali qui per ora non mi soffermerò, e che comunque sono sempre considerati secondari rispetto all’elevazione spirituale, e in verità ne sono una conseguenza (non considererò qui il caso dei poteri “minori” legati al medianismo, perché occorre la trance per esprimerli). Ora, già solo il fatto di metterli in mostra come fenomeni da baraccone (come faceva per esempio Uri Geller, o appunto come qualcuno fa tramite il web), è un campanello d’allarme sulla supposta loro autenticità.
E questo perché, come ho già affermato in precedenza in questo gruppo, il loro prodursi e la condizione di coscienza ad essi associata sono indissolubili. Siccome poi questa condizione di coscienza deve essere alta e presuppone un intendimento superiore alla norma delle relazioni causa-effetto e del rapporto esistente tra il proprio corpo, la propria mente e il proprio spirito, questo stesso intendimento blocca tutte le manifestazioni fini a se stesse espressione dell’ego inferiore.
Tra parentesi, la telecinesi è un fenomeno di grado superiore rispetto per esempio alla visione dell’aura o alla telepatia o alla chiaroveggenza – perché l’azione sulla materia è più difficile della percezione oltre i cinque sensi – e per poterla davvero esprimere l’apprendista o il sadhaka se si preferisce, deve già “possedere” quelle di grado inferiore. Natura non facit saltus neque etiam spiritus (senza contestare la meccanica quantistica, vera al suo livello).
Il secondo errore metodologico è anch’esso relativo a una certa confusione, tra il fatto che una persona sia “brava”, che aiuti gli altri o che faccia persino volontariato, e il fatto di dichiarare di possedere poteri autentici. Di per sé, generiche qualità positive non dimostrano che i “poteri” siano reali, e potrebbero invece essere solo una facciata per accreditarli. Nel senso di: “Sono onesto, sono gentile, sono altruista, ergo i miei poteri sono autentici”. Una tale relazione diretta semplicemente non esiste. Ovvero, queste qualità, ammesso poi che esistano davvero e nel caso occorrono testimonianze solide e persistenti nel tempo per comprovarle, costituiscono una condizione necessaria, ma non sufficiente. Si tratta di un parametro certo importante, ma solo uno di molti. Occorre combinarlo con altri per trarre alcune conclusioni preliminari (e anche su questo, per ora non mi soffermo).
Il terzo errore metodologico è voler fare paragoni con Rol, senza conoscere a sufficienza la sua storia, la sua filosofia e le sue possibilità. Tirarlo in ballo ad esempio dicendo che “anche Rol non era stato creduto”, per avvalorare le affermazioni proprie o di altri che vorrebbero imitare Rol o farsi passare per qualcuno che abbia sviluppato “poteri paranormali”, è semplicemente una forzatura. Queste presunte somiglianze non hanno alcun valore, così come la somiglianza tra una mela vera e una mela di plastica. E per chiarire bene questo dovrei mettere in luce in profondità quale è stata la vita di Rol, cosa che qui non sarebbe possibile (ma chi conosce i miei scritti, sa benissimo cosa voglio dire). Geni incompresi ne sono esistiti moltissimi, e di norma la società finisce per riconoscerli, siano essi ancora vivi siano essi morti da tempo. Lo stesso dicasi dei ciarlatani, anche se quelli, a un esame attento, si fa molto più in fretta a riconoscerli.
Chiudo queste riflessioni facendo una previsione che certamente si avvererà (sono anche io un veggente, why not?): aumenteranno esponenzialmente quelli che in un mio libro, anni fa, chiamai “pseudo-rollini da palcoscenico” riferendomi principalmente agli illusionisti che volevano imitare Rol, ma che può essere esteso anche a quelli che pur non avendo alcun “potere” lo millantano urbi et orbi approfittando delle nuove tecnologie e citando Rol come loro mentore, loro spirito-guida e chi più ne ha più ne metta. Nello stesso libro dicevo anche che certe mie considerazioni sarebbero servite «come argine alle imminenti speculazioni New Age che presto si affacceranno alla finestra del caso Rol da ogni dove.»
Ed è quello che continuo a fare ora, senza pretendere di piacere a tutti, e anzi aperto alle critiche quando siano costruttive, motivate e precise.