DICEMBRE 2025

21/12

(da un mio post del 21/12/2025, qui)

Questa pagina [facebook] non è solo un omaggio al grande Gustavo Adolfo Rol e un contributo alla divulgazione della sua biografia, del suo pensiero, della sua personalità e dei suoi straordinari esperimenti e prodigi, ma ha anche tra i suoi principali propositi quello di fornire per quanto possibile una informazione attendibile, rilevante e precisa, e contrastare superficialità, disinformazione e fake news.


NOVEMBRE 2025

29/11

(da un mio post del 29/11/2025)

All’inizio del 1977 il giornalista di Gente Renzo Allegri, che aveva appena conosciuto Rol e avrebbe incontrato quell’anno alcune volte, aveva partecipato ad una seduta dove era “intervenuto” lo “spirito intelligente” di un compositore settecentesco, Paisiello, per mezzo del quale, grazie a Rol, era stato materializzato un suo spartito musicale del 1773. A quell’epoca il giornalista sapeva ancora molto poco di Rol, dei suoi esperimenti e della sua filosofia; anni dopo, nel 2003, commentando le sue riflessioni di allora su quella seduta scriveva:

«Stando sul piano di una normale seduta medianica avrei dovuto ammettere che quella sera era venuto dall’aldilà lo spirito di Paisiello per regalarmi uno dei suoi spartiti (...).
Il giorno dopo, quando andai a trovare Rol, tornammo a parlare dell’esperimento della sera precedente. Accennai appena alla seduta medianica, ma Rol troncò subito il discorso affermando: “No no, niente sedute medianiche. Io non ho niente a che fare con lo spiritismo, non sono medium, ieri sera tu non hai assistito a nessuna seduta medianica. Hai assistito a un esperimento straordinario di presa di contatto con lo ‘spirito intelligente’ di Paisiello, non quindi con la sua anima che si trova in paradiso. Capito? Lo ‘spirito intelligente’ è una cosa diversa”.
Non avevo capito niente, ma cambiai discorso perché sapevo che, insistendo sul versante delle sedute spiritiche, Rol si sarebbe arrabbiato».

(cit. in L’Uomo dell’Impossibile, vol. II, pp. 459-460; da R. Allegri, Rol il grande veggente, 2003, pp. 90-91)

(sulla posizione anti-spiritista di Rol e la sua nozione di “spirito intelligente”, si veda ad es. questo ns. post: https://bit.ly/paradigma_Rol)

[p.s.: Purtroppo ancora oggi, anche tra i testimoni e tra quelli che hanno scritto libri su Rol, molti continuano a non aver «capito niente» e usano termini e inquadramenti sbagliati quando parlano degli esperimenti in cui Rol prende contatto con uno o più "spiriti intelligenti". Di qui, anche, la necessità di una bibliografia ragionata ed attendibile.]

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24/11

Primo teaser della docuserie - documentario in più puntate – su Rol, di Corrado Monina, già alle prese e riprese con il film L'ombra di Dio. Entrambi i progetti sono previsti in uscita per la seconda metà del 2026.

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22/11

(da un mio post del 22/11/2025, qui)

Alcuni pensieri autografi e diretti di Rol sulla morte e sui morti.

«La morte è la fine di una vita materiale, ed il principio di un altra. Nessuna cosa comincia se non da un'altra che finisce, quindi tutto ciò che finisce genera altre cose.
Allora la morte non è la fine di nulla, né il principio di nulla, non esiste; trattasi di un semplice avvenimento transitorio, non mai definitivo, sinonimo di movimento e di continuità» (da scritto autografo, in: “Io sono la grondaia”, 2000, p. 266)

«Non c'è la morte, non c'è, non esiste, c'è subito un'altra vita» (da conversazione registrata, trascritta in: Il simbolismo di Rol, 2008, p. 506 3a ed.)

«Il corpo si rigenera in un’altra vita ma, questa volta, non più Terrena» (da annotazione autografa, in: L’Uomo dell’Impossibile, vol. VIII, 2024, p. 285)

«La patria di questo corpo è nell’Infinito» (da conversazione registrata, trascritta in: L’Uomo dell’Impossibile, vol. VIII, 2024, p. 354)

«Ma i morti quaggiù non rispondono e nessuna cosa potrà sollevare il velo dei segreti che hanno seco portati. Questi ultimi essendo fra le cose più pure che esistono e che sole ad essi appartengono. Cose che accendono un fuoco che brillerà immortale al di là della tenue linea di questa vita e si distruggono così, da se stesse, alimentando quel fuoco.
La sapienza e l'intelligenza umana s'arrestano all'orlo delle tombe: qui più nessuno sa, più nessuno comprende. Tutto pare finisca, non c'è altro che lo spirito dei morti che continua invece a sussistere, invisibile, per dar vita ed illuminare le cose che essi hanno amato e che continueranno ad amare» (da scritto autografo, in: “Io sono la grondaia”, 2000, p. 259)

«Purtroppo, noi sappiamo che da Annie Besant – attraverso Allan Kardec – a noi, tutte queste teorie [spiritiste] non han dimostrato niente di vero. Conan Doyle è morto ed ha dato 62 appuntamenti scaglionati nel tempo. Non si è mai trovato una volta. È deludente. Veramente deludente...
Appuntamenti agli amici, alla gente che credeva allo spiritismo. Conan Doyle era l'esponente britannico dello spiritismo. (...)
Il cimitero di Père-Lachaise [a Parigi] è una città nella città ed è, come è stato definito non so più da chi, “une ville dans le cœur des hommes qui le visitent”, una città nel cuore degli uomini che lo visitano. C'è tutto, c'è tutto, c'è tutto...
Quello che è strano, è che si sentono delle presenze e non ci sono. Siamo noi che abbiamo una tale forza di suggestione da queste cose, da queste reliquie del tempo, che il nostro subcosciente viene messo in grado di percepire gli “spiriti intelligenti” di coloro che hanno soltanto più le ceneri» (da conversazione registrata, trascritta in: L’Uomo dell’Impossibile, vol. IX, 2024, p. 358, nota 7)

«Lo spiritismo, inteso come la pratica sin dallo scorso secolo, deve essere considerato alla sola stregua di un esperimento scientifico, non mai come una manifestazione di cose soprannaturali. Se l'uomo crede di potersi mettere in relazione con l'anima di altri uomini previssuti, sia pure attraverso lo speciale stato fisiologico di un “medio”, s'illude» (da scritto autografo, in: “Io sono la grondaia”, 2000, p. 255)

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21/11

(da un mio post del 21/11/2025, qui)

Dal momento che in rete ormai a cadenza quasi settimanale c'è qualcuno – illuso o mistificatore – che pubblica un nuovo video o post con, o parlando della, ennesima presunta "canalizzazione" di Rol, occorre ribadire ancora una volta che si tratta di "spazzatura" e che quello che si fa dire a questo supposto "Rol" ha valore inferiore a zero (perché oltre a non aver nessun valore, fa anche danno, attribuendo a Rol pensieri che magari non ha mai avuto - un po' come la già citata "deficienza artificiale"...). Nel 2021 si era fatto un lungo post al riguardo su questa pagina, poi incluso nel vol. IV de L'Uomo dell'Impossibile (2022), da cui lo riproponiamo qui in pdf.

A complemento, si può anche ascoltare ciò che disse in merito il VERO Rol nel 1975 in una conversazione registrata, a suo tempo qui già pubblicata (e ce ne sono anche altre), durante un esperimento di scrittura automatica.

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19/11

(da un mio post del 19/11/2025, qui)

Nella stanza adibita a studio di pittura a casa sua a Torino, Gustavo A. Rol teneva sul ripiano di un mobile, insieme ai suoi pennelli e al ritratto del fratello Carlo, anche questo ritratto di mio nonno Franco Rol.

Franco Rol foto studio Gustavo.A.Rol
(foto dello studio: © Valerio Gentile)

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19/11

(da un mio post del 19/11/2025, qui)

DEFICIENZA ARTIFICIALE

Su questa pagina si è già segnalato il crescente problema dell’IA in collegamento alla biografia di G.A. Rol., ovvero della sua inaffidabilità come fonte e dell’uso e abuso da parte di autori e commentatori improvvisati in scritti stilisticamente accattivanti ma colmi di errori ed invenzioni. Questo perché l’IA pesca soprattutto dalla rete, dove le informazioni su Rol sono prevalentemente superficiali e inaffidabili (questa pagina è una delle poche fonti attendibili).

L’IA mescola allegramente il vero con il falso, e chi non conosce la biografia reale di Rol – ancora in divenire – non è in grado di discernere quale l’uno e quale l’altro. Di qui l’esigenza e importanza di segnalare ricorrentemente le fonti attendibili.

In questo quadro, riproduciamo il testo di un ottimo articolo di oggi 19 novembre dal sito del Corriere della Sera.

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18/11

(da un mio post del 18/11/2025, qui)

«Non vuole pubblicità, non vuole ricavare un solo soldo da queste sue doti. Di sè dice: “Alla base delle mie facoltà c'è la rinuncia all'orgoglio, al denaro e all'ambizione”» (Remo Lugli su Rol, 1972)

(è questa una "legge" di Rol ancora più importante e fondamentale rispetto alla cosiddetta sua "tremenda legge" (verde-quinta): la rinuncia dell'ego, il non-attaccamento a tornaconti personali)

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11/11

(da un mio post del 11/11/2025, qui)

– IN MERITO AI DISEGNI/ALL'OPERA DI G.A. ROL –
(segnalazione)

L’acquerello del post ci serve qui come spunto per segnalare un problema sgradevole al quale già si è accennato in passato: se esso è un VERO disegno di Rol, sulla base di tratto, soggetto e provenienza accertata, non si può purtroppo dire lo stesso di altri disegni colorati e pseudo-“esperimenti” che da circa 3-4 anni sono stati messi in circolazione da persone ignoranti o in malafede attraverso mercatini o la rete (a chi scrive – ed anche a persone di sua conoscenza – ne sono stati proposti alcuni, più volte e da soggetti diversi). Si tratta di materiale piuttosto dozzinale, si potrebbe dire “pacchiano”, che non è dato capire se realizzato da una mano sola ma che comunque, per alcune caratteristiche simili e ricorrenti, potrebbe essere opera di più mani ma/o di una unica “regia”. Sembrano disegni (sono qualche decina, comparsi più o meno in contemporanea) fatti da adolescenti, tanto che lo scrivente aveva supposto che fossero stati realizzati da una scolaresca, magari delle scuole medie, che in un “compito a casa” o per un ricorrenza dovevano rappresentare soggetti ispirati a Rol e ai suoi esperimenti. Vi si incontrano numeri scritti in grande più o meno a casaccio, carte da gioco, parole grandi come “verde”, scritte in piccolo con grafia completamente diversa da quella di Rol, monogrammi (R+croce) con cui lui firmava i suoi dipinti e qualche volta i disegni, ma molto grandi (da spot pubblicitario), soggetti che mai ha dipinto nella vita, tratti completamente diversi dal suo; in generale l’insieme del prodotto è qualcosa che con Rol davvero non c’entra nulla, se non appunto come eventuale omaggio-allusione infantile o adolescenziale, pseudo-simbolica (e diciamo pure che, caso fossero stati fatti da adulti, in alcuni casi proprio demenziale). Ce ne sono altri con tratto un po’ più raffinato – ma sempre alieno a quello caratteristico di Rol – e che in alcuni casi paiono disegni di qualche vero disegnatore, magari comprati nei suddetti mercatini e riciclati dal mediocre falsario improvvisato con l’aggiunta del monogramma summenzionato, come se questo bastasse a farne un’opera di Rol. In molti poi c’è una pseudo-firma, la sigla delle sue iniziali (G.A.R.) che il falsario ha cercato di riprodurre nel miglior modo possibile scopiazzandola da documenti autentici visibili anche in rete, ma che a un occhio attento e/o conoscitore degli scritti autografi di Rol rivela le sue imperfezioni (una sigla del resto è ciò che di più facile si può falsificare trattandosi di pochi tratti, basta allenarsi decine di volte). C’è chi senza conoscenza dell’opera di Rol li ha creduti “buoni” e li ha acquistati in buona fede, pensando di fare chissà quale affare. E invece, come si dice in gergo, sono “croste” che non valgono nulla e chi ha avuto la sfortuna di acquistarle farebbe meglio a distruggerle, ciò che le forze dell’ordine fanno usualmente con i falsi. È però anche vero che sono così diverse dalla VERA opera di Rol che solo degli sprovveduti potrebbero confonderla con essa. I dipinti e i disegni VERI di Rol – su questa pagina, ad esempio, ne abbiamo pubblicati molti, e altri si trovano nei libri e in pochi cataloghi del passato (come quelli delle mostre del 2000 e del 2005 che ebbero la supervisione della responsabile di Sotheby’s a Torino) –, oltre ad essere delle assolute rarità, hanno anche caratteristiche peculiari, come del resto ce l’ha l’opera di ogni artista. Chi avesse quindi la (s)ventura di imbattersi in manufatti come quelli di cui sopra – sui quali ci guardiamo bene dal fare pubblicità mostrandone delle immagini – farebbe bene a non farsi abbindolare ed eventualmente chiedere lumi a chi ha dimostrato competenza sulla biografia di Rol (ancora pochi giorni or sono abbiamo dovuto segnalare invece altri generi di falsificazioni emergenti, quelli delle opere letterarie e degli scritti su Rol realizzati con l’intelligenza artificale che contengono errori e fraintendimenti macroscopici sotto le apparenze ingannevoli di uno stile accattivante).
Chi poi li rivendesse, divulgasse od esponesse pubblicamente, per ignoranza o interesse personale, magari anche dopo essere stati avvertiti che si tratta di falsi, farebbe certamente un danno a Rol e alla sua opera, oltre ad esporsi all’accusa di ricettazione e smercio di materiale falso.
Intanto, sui dipinti per esempio, oltre a quanto si trova su questa ns. pagina, si può vedere anche qui.

disegno acquerello Rol 1977 da Uomo Impossibile vol7
Un acquerello realizzato da Rol nel 1977
(foto: © Archivio Franco Rol - pubblicato per la prima volta nel 2024, in L’Uomo dell’Impossibile, vol. VII, p. 223).

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04/11

(da un mio post del 04/11/2025, qui)

ROL - BIBLIOGRAFIA essenziale

Questa è una bibliografia aggiornata su G.A. Rol (novembre 2025) sul modello di versioni precedenti già pubblicate su questa pagina.
È composta da due liste complementari, una generale e una tipologica, per potersi orientare correttamente.

Per chi sia interessato a comprendere chi fosse davvero Rol, occorre riferirsi alle fonti attendibili, quelle più precise ed approfondite. Purtroppo la disinformazione e la superficialità sono in crescente aumento, soprattutto in rete dove commentatori e influencers piccoli o grandi pontificano su Rol dimostrando di saperne molto poco e male, con le speculazioni più varie basate spesso su errori biografici e fraintendimenti. La maggior parte di costoro più che a Rol è interessata alle visualizzazioni dei propri canali o a far crescere i followers delle proprie pagine o gruppi, usando Rol come specchietto per le allodole con titoloni gridati e pseudo-rivelazioni.

Sono in aumento anche le pubblicazioni, ed è per questo che occorre sapere che cosa vale la pena leggere e che cosa si può o persino si deve evitare. Comprare il libro sbagliato non è solo uno spreco di soldi, ma soprattutto uno spreco di tempo e un danno, sia per il lettore che per la memoria di G.A. Rol, che ha passato la vita a lamentarsi di giornalisti, commentatori e testimoni imprecisi che non lo capivano o che riportavano i fatti in maniera approssimativa. Oggi la situazione è assai peggiore e si è aggiunta anche l'intelligenza artificiale ad aggravarla, con autori sconosciuti che la usano per poi assemblare pseudo-pubblicazioni colme di invenzioni, grossolani fraintendimenti ed errori macroscopici invisibili a chi non conosce la VERA biografia di Rol, scritte con quello stile sofisticato di cui è ormai capace l'IA che dona credibilità all'inganno e spacciate infine, come al solito, per rivelazioni o biografie fondamentali, mentre invece non sono che spazzatura.

L'immagine può essere scaricata anche ad alta risoluzione qui.

libri Rol 2025


OTTOBRE 2025

11/10

(da un mio post del 11/10/2025, qui)

C'è una affermazione scritta di Rol piuttosto fondamentale – in linea con molte sue altre e con la tradizione esoterica seria – e che troppi ignorano o fanno finta di ignorare, dal momento che mette in discussione certe credenze e anche diffuse illusioni:

«Se l’uomo crede di potersi mettere in relazione con l’anima di altri uomini previssuti, sia pure attraverso lo speciale stato fisiologico di un "medio", s’illude» (da: "Io sono la grondaia", 2000, p. 256)

Anche tra i testimoni di Rol, alcuni persino pretendendo falsamente di averlo frequentato "tutti i giorni" nel corso di anni, c'è chi fa continua confusione tra "spiriti" e "spiriti intelligenti" (lo spirito intelligente – nozione propria, con questa scelta terminologica, della filosofia/scienza di Rol – NON è il defunto ma, nel suo aspetto individuale e post mortem è una sua "traccia", "memoria", "fotocopia", ecc., ovvero un simulacro di ciò che un individuo è stato, un "archivio" – oggi potremmo anche dire un "cloud" o una IA – con tutta la sua storia, accessibile in determinate condizioni, avendo la giusta "password"), e parlano erroneamente di «comunicazioni dall’Aldilà» quando lo stesso Rol aveva sottolineato:

«Quando si parla di me, non voglio che si adoperino mai termini come mago, medium, sedute spiritiche, aldilà e cose del genere» (1977, cit. in Rol. L'Illuminato, 2024, p. 12)

questo anche perché:

«Il nostro "spirito intelligente" esiste solamente per una dimensione che non ne ammette altre, perché la dimensione umana è già quella divina» (ib., p. 101)

Vale a dire gli "spiriti (intelligenti)" di cui parla Rol (sia dei vivi che dei morti) – e quelli con cui i medium pretendono entrare in contatto – non si trovano in un «Aldilà», ma in un «Aldiqua». E non sono i defunti veri e propri, i quali si trovano invece "in altra sede" non più accessibile (salvo a pochissimi Maestri – non a medium e sensitivi – che però si rifiutano di "importunarli", per valide ragioni).
Questo è un aspetto su cui è opportuno spesso ritornare, visto quanta ignoranza e disinformazione, soprattutto in rete, c'è quando si parla di Rol e viste le dichiarazioni di testimoni poco attendibili, anche recenti, quantomeno su questi aspetti.

Per altri post passati su questo argomento, si possono vedere per es.:
1) https://bit.ly/paradigma_Rol
2) https://bit.ly/presunte_comunicazioni_post_mortem_Rol

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08/10

(da un mio post del 08/10/2025, qui)

In un post di ieri si segnalava il significativo conferimento del premio Nobel per la fisica a 3 scienziati per gli esperimenti sull’effetto tunnel quantistico macroscopico (macroscopic quantum mechanical tunnelling), per brevità "tunnelling". Significativo anche per l'immagine che la commissione del Nobel ha mostrato durante l'annuncio del conferimento, e che giova riprodurre di nuovo, qui insieme al contesto, dato che la sua pertinenza con una delle possibilità di Rol non pare sia stata ben compresa. Vediamo un omino che a sinistra scaglia un oggetto, una "pallina", contro una barriera, e in accordo con la fisica classica – ovvero la fisica "di tutti i giorni" e del senso comune – rimbalza, viene respinta; a destra vediamo invece che la pallina attraversa la barriera, grazie al fenomeno del tunnelling della meccanica quantistica. Si potrebbe ben dire, in questa sede, che da una parte abbiamo la "coscienza comune" e dall'altra la "coscienza sublime", quella che consentiva a Rol – e consentirebbe a chiunque – la possibilità che lo scrivente aveva nel 2012 chiamato appunto "tunnelling" (cfr. l'opera enciclopedica L'Uomo dell'Impossibile) prendendo a prestito la terminologia associata al fenomeno oggetto del Nobel di ieri.
Nel 2024 lo scrivente faceva anche questo esempio:

«se io sostituissi alla parete un muro di acqua che ipoteticamente riesca a stare “compatto” senza disperdersi e rovesciare a terra, e lanciassi con forza una palla da golf nel mezzo, la palla passerebbe dall’altra parte senza subire alcuna alterazione, semplicemente la parete di acqua l’avrebbe fatta passare. Per arrivare a una comprensione precisa di come questo fenomeno sia possibile, questo mio esempio può essere piuttosto utile e si può sviluppare e mettere in pratica come segue: in un istante di coscienza sublime si immagini intensamente tramite chiara visualizzazione che la parete che avete davanti sia fatta di acqua, quindi lanciate la pallina con forza e fiducia incrollabile che essa passerà dall’altra parte e mentre fate questo sentitevi come foste una sola cosa indivisa con la pallina e la parete. Essa passerà» (L'Uomo dell'Impossibile, vol. IX (marzo 2024), p. 384 nota 1).

Nobel fisica 07.10.2025 b tunnelling
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07/10

(da un mio post del 07/10/2025, qui)

Nel 2012, all’epoca del primo volume della mia opera enciclopedica L’Uomo dell’Impossibile (arrivata a 10 volumi nel 2024), dove per la prima volta pubblicavo un’antologia completa della fenomenologia di G.A. Rol, suddivisa in 49 classi diverse (poi 50), avevo denominato una di queste classi “tunnelling”, prendendo il termine a prestito da un fenomeno della meccanica quantistica. Sotto questa etichetta nuova, riunivo tutti gli episodi conosciuti fino ad allora, ai quali se ne sono aggiunti poi molti altri, dove Rol faceva passare oggetti attraverso superfici solide (pareti, pavimenti, tavoli, cancelli, ecc.) e dove lui stesso, parzialmente o integralmente, era stato visto attraversarle (si veda ad es. questo post sulla pagina dedicata a Rol che amministro: https://bit.ly/ROL-TUNNELLING)

Questa “possibilità”, pur essendo estremamente rara, è nota nella storia delle religioni e prerogativa solo di Maestri illuminati (se ne veda anche una trasposizione del 1963 in un noto fumetto amato da Federico Fellini, in questo mio post)

Essa ha già basi scientifiche, ulteriormente ufficializzate oggi 07/10/2025 con il conferimento del premio Nobel per la fisica agli scienziati John Clarke, Michel H. Devoret e John M. Martinis per «la scoperta dell’effetto di tunnel quantistico macroscopico e della quantizzazione dell’energia in un circuito elettrico». L’immagine che pubblico e che “parla da sola”, è tratta dalla relazione nell’ambito dell’annuncio del Nobel da parte della Royal Swedish Academy of Sciences di Stoccolma.

Nobel fisica 07.10.2025 tunnelling

Segnalo:

- un articolo divulgativo in italiano.
- il video della presentazione originale in inglese.


SETTEMBRE 2025

30/09

(da un mio post del 30/09/2025, qui)

Ogni tanto articoli e libri ripubblicano questa foto di Rol con le carte, una delle poche nel suo genere e l’unica quando era nella sua mezza età. È stata scattata all’inizio del 1951 quando aveva 47 anni e pubblicata in un articolo sul settimanale “Epoca”, riprodotto, contestualizzato e commentato nel vol. IV, 2022, de L’Uomo dell’Impossibile (inclusi altri scatti inediti dello stesso giorno dall’Archivio Franco Rol).
La foto è in genere prediletta da scettici e illusionisti che hanno gioco facile ad associarla indebitamente ai giochi di prestigio, o da chi voglia sminuire Rol o lasciare su di lui un alone di ambiguità, dal momento che le carte sarebbero un mezzo “banale” e non – come sa chi è stato in grado di inquadrare questi esperimenti correttamente – uno straordinario quanto accessibile-a-chiunque strumento di potenziale complessità “aritmetica” in grado di far emergere una sottostante legge ancora insondata della natura. Su questa pagina si sono date spesso indicazioni su dove guardare per poterli comprendere (cfr. ad es. questo post: https://bit.ly/POUTET-STASIA), e il riferimento principale è ancora l’opera enciclopedica menzionata (a partire dal vol. I).
Intanto, ecco qual’era la didascalia a questa foto:

«Una prova sorprendente compiuta dal dott. Rol alla presenza del nostro inviato [Furio Fasolo].
Il “mago” fece mescolare meticolosamente 5 mazzi di carte all’intervistatore, che poi ne scelse uno e lo suddivise in quattro mucchietti.
“Ora” disse Rol “scelga il mucchio che preferisce, vi ponga sopra la mano e mi dica di quale seme desidera diventino tutte le carte da lei prescelte”.
La risposta fu: “Fiori”. Rol allora sollevò la destra, quasi a carezzare l’aria intorno al mazzetto indicatogli; il suo viso si trasfigurò in espressione di estasi, forza di volontà, sofferenza, commiste a contentezza.
Infine esclamò: “Ecco i suoi fiori!”. Tutte quelle carte – dodici – erano davvero diventate fiori».

Questo genere di esperimento dove Rol trasforma istantaneamente o quasi le carte (che vanno da una sola fino a mazzi interi) lo ha fatto in tutte le varianti possibili (di distanza, luogo, testimoni, ecc.) e grazie alla fenomenologia comparata è possibile rendersi conto della loro chiara autenticità, che diverrà poi evidente una volta compreso il “meccanismo” (tra gli esperimenti “paradigmatici” in questo senso, si veda quello raccontato da Gianluigi Marianini, a partire da qui: https://bit.ly/Cinque_Testimonianze-Chiave_su_ROL).

Ciò che però qui si vuole mettere in risalto è la foto in se stessa e in particolare l’espressione di Rol (che non è in “trance” come erroneamente scritto anche in un recente articolo), su cui lo scrivente (Franco Rol) aveva commentato quanto segue (da L’Uomo dell’Impossibile, vol. X, 2024, p. 419):

«...la foto presentata è quella che gli illusionisti e gli scettici adorano e riproducono ogni volta, scattata nel 1951 per ‘Epoca’. Per loro è una immagine che evoca naturalmente una sorta di prestazione illusionistica, come tutto ciò che coinvolga le carte da gioco. Anche se è una foto che a Rol alla fine non dovette piacere e dovette pentirsi di avere acconsentito a che fosse scattata, si lasciò però fotografare in quel modo perché evidentemente voleva dar risalto alle carte, e questo perché, come io vado dicendo ormai da oltre vent’anni, gli esperimenti con le carte sono fondamentali per capire (quasi) tutto il resto. Inoltre, la didascalia su ‘Epoca’ spiegava: “il suo viso si trasfigurò in espressione di estasi, forza di volontà, sofferenza, commiste a contentezza”, e questa non è una descrizione qualunque, perché coincide con alcuni degli elementi che caratterizzano la ‘coscienza sublime’.
Arriverà quindi il giorno in cui la foto che gli illusionisti riproducono di più credendo sia intrinsecamente allusiva dell’illusionismo, sarà invece allusiva della spiegazione reale sia di questi esperimenti che dello stato di coscienza che li rende possibili».

Giova quindi ricordare, a conclusione di questo post, una delle definizioni che Rol diede della suddetta “coscienza sublime” e che come lo scrivente ha più volte mostrato, ha chiari punti di contatto con determinati stati mistici elevatissimi:

«è l’unione con l’Assoluto, un Tutto, un’interezza senza separazione alcuna».

Rol carte coscienza sublime 1951
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22/09

Si è tenuta il 22 settembre a Torino una conferenza di presentazione del progetto del primo film su Rol, L'ombra di Dio – previsto nelle sale a fine 2026 – del regista esordiente e critico cinematografico Corrado Monina. Qui una pubblicità dell'evento su un autobus della linea urbana di Torino.

Giubileo Monina Ombra di Rol pubblicita autobus 03.09.2025
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08/09

(da un mio post del 08/09/2025, qui)

In una lettera pubblicata su La Stampa il 24 giugno 2003 Jas Gawronski, figlio di Luciana Frassati, giornalista molto noto negli anni ’80 come conduttore della trasmissione scientifica Big Bang sulle reti Mediaset, ricordava Rol e

«l’amicizia che questo straordinario personaggio aveva con mia madre, Luciana Frassati. Vi era tra di loro un rapporto di esclusiva reciproca fiducia, a tal punto che essa sottoponeva al suo giudizio i suoi versi poetici, ed egli le dava suggerimenti, consigli, li commentava con rara finezza ed arguzia. Il libro di queste poesie fu pubblicato con il titolo “L’impronta di Rol” da cui traspare il loro legame di affinità elettiva. Mia madre era affascinata non solo dalla sua personalità, poliedrica, provava profonda ammirazione e rispetto per la sua umanità e disponibilità verso il prossimo, il suo essere cristiano, non solo con le parole, ma nel suo continuo donarsi a chi gli chiedeva aiuto».

Nell’immagine, Giovanni Paolo II insieme a Luciana Frassati in visita alla tomba del fratello Pier Giorgio al cimitero di Pollone (16/07/1989); nella foto di sinistra è presente anche Jas Gawronski, che nel 1993 avrebbe fatto una famosa intervista al Papa pubblicata su La Stampa; sotto, Pier Giorgio e Luciana da giovani e la copertina del libro di Luciana del 1996 in omaggio a Rol.

Frassati Wojtyla Gawronski Impronta Rol

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07/09

(da un mio post del 07/09/2025, qui)

Rol conobbe Pier Giorgio Frassati (1901-1925), proclamato santo oggi 7 settembre, ai tempi del liceo. Erano quasi coetanei. La sorella Luciana Frassati, poetessa che sarebbe diventata amica di Rol e avrebbe pubblicato anche un libro in omaggio a lui ("L'impronta di Rol", 1996) era solita mandargli i suoi libri (con dediche, ancora inedite). In uno di questi, "Mio fratello Pier Giorgio - La morte" (ed. del 1960) Rol aveva annotato, in una pagina-documento inedito che pubblichiamo per la prima volta:

«Lo conobbi quando ero alunno al Liceo Massimo d’Azeglio, in Torino. Era un giovane molto attento e generosissimo!»

L'annotazione è priva di data, ma la calligrafia di Rol corrisponde a quella che aveva nell'ultimo anno della sua vita, 1994 (foto © Franco Rol, da Archivio Storico del Comune di Torino).

[sul libro di Luciana Frassati L'impronta di Rol si veda ad es. questo ns. post del 2016]

Rol Piergiorgio Frassati


AGOSTO 2025

20/08

(da un mio post del 20/08/2025, qui)

Nelle ultime settimane ho aggiunto nuovo materiale documentale su mio nonno Franco Rol (1908-1977), industriale, aviatore e pilota di automobilismo, sulla pagina che gli ho dedicato a partire dal 2018. Di lui Gustavo Adolfo Rol aveva scritto (necrologio pubblicato su La Stampa il 05/07/1977):

«Egli era il migliore, il coraggioso, il più sensibile, modesto e generosissimo amico. La Sua vita rimane scolpita nel tempo eterno».

Catterina Ferrari, co-esecutrice testamentaria di G.A. Rol, in una intervista del 2005 a Nicolò Bongiorno aveva ricordato

«Franco Rol, che era il cugino da lui amatissimo, di cui mi aveva parlato molto, che a me sembra d’averlo conosciuto, tanto ne ho sentito parlare da Gustavo» (cit. nel mio libro Resuscitazioni. Da Lazzaro a Rol, 2023, p. 16)

Nel post di ieri 19/08 ho mostrato che anche mio nonno è stato almeno in una occasione "scrittore", scrivendo un dettagliato capitolo in inglese per un volume sulle gomme industriali pubblicato a New York nel 1959 (e in 2a ediz. aggiornata nel 1973). Ne ho pubblicato l'originale, in pdf, con mia traduzione in italiano.

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12/08

(da un mio post del 12/08/2025, qui)

5 DOSSIER SCOMODI CHE GLI SCETTICI CENSURANO
(e non solo questi)

A marzo 2024 lo scrivente e amministratore di questa pagina [facebook] (Franco Rol) ha pubblicato i volumi VII-VIII-IX-X de L’Uomo dell’Impossibile (1800 pagine) rendendone disponibile da subito la versione ebook in pdf, gratuita (qui: https://bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10).
Questi 4 volumi ruotano intorno all’“anno critico” 1978, quando Rol – e con lui tutto il campo della parapsicologia/paranormale – fu attaccato pubblicamente sia su giornali che in televisione dagli “scettici di professione” o “scettico-negazionisti”, gente spesso in malafede e bugiarda che si nascondeva (e continua a nascondersi) dietro una presunta difesa della scienza (“false flag”) ma che nei fatti, per chi li conosceva davvero, dimostrava solo il perseguimento dei propri interessi personali e delle proprie posizioni ideologiche e pregiudiziali, che con la vera scienza e il vero metodo scientifico non c’entravano e non c’entrano nulla.

A quasi un anno e mezzo dalla pubblicazione di questi volumi non c’è stata alcuna reazione o commento a quella che è una vera e propria demolizione sistematica e capillare delle “argomentazioni” scettiche (con concomitanti contro-argomentazioni e spiegazioni dettagliate). Naturalmente ciò era atteso e prevedibile, perché al primo posto del modus operandi di questa gente c’è la censura, ovvero l’omissione e l’insabbiamento costante di tutto quanto possa in qualche modo inficiare la loro narrativa truffaldina, mascherata appunto da “difesa della scienza”.
Sfortunatamente per loro, non solo G.A. Rol riponeva molta fiducia nella (vera) scienza ed era convinto – lo ha proprio previsto – che in futuro essa dimostrerà la realtà ed autenticità delle sue “possibilità” paranormali (e che chiunque sarà in grado di manifestare, previo raggiungimento dello stato da lui chiamato “coscienza sublime”, indissociabile da una robusta maturità spirituale dove ogni forma di ego è esclusa) ma anche chi scrive la pensa negli stessi termini e ritiene che questi scettico-negazionisti non siano che degli abusivi e degli impostori che ostacolano sia il progresso della scienza che l’evoluzione spirituale dell’umanità.
Per dimostrare questo sono stati pubblicati i volumi in questione (appena un antipasto dopo qualche aperitivo) che si sviluppano non sul terreno speculativo e scivoloso della “credenza” o della “fede”, ma su quello solido e concreto di uno stringente fact checking, propriamente la base della scienza e di qualunque seria indagine.

In tale prospettiva, per facilitare e semplificare ulteriormente l’accesso a informazioni basilari che smentiscono le menzogne, le censure, i depistaggi e la disinformazione degli scettico-negazionisti, sempre molto presenti e agguerriti nella infosfera, si è pensato di fornire qui alcuni specifici estratti, ovvero 5 dossier referenti ad altrettante persone che hanno conosciuto Rol e/o parlato di lui e le cui affermazioni sono rilevanti nel dibattito “contro vs. a favore di Rol”.

Le prime tre, il giornalista Piero Angela e il fisico Tullio Regge che incontrarono Rol in un paio di occasioni a testa (e forse qualcuna in più), e l’illusionista Silvan che gli parlò solo per telefono, sono il caposaldo della narrativa scettica, i loro nomi infatti vengono regolarmente citati ed esaltati acriticamente nelle echochambers degli scettici e in generale tutte le volte che costoro trovano palcoscenici mediatici dove propagare la loro disinformazione.
Ossimoricamente, essi che negano qualunque valore alle testimonianze fanno eccezione, chissà come mai, per il duo Angela&Regge, il primo fondatore del Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale, poi Pseudoscienze) e il secondo suo membro attivo (fu anche presidente del Cicap Piemonte), i quali, sia ben chiaro, fecero solo illazioni prive di fondamento e non “smascherarono” Rol, come alcuni vorrebbero far credere.
Le altre due persone, che Rol lo hanno invece frequentato in maniera più approfondita e ne hanno una ottima opinione, sono entrambi illusionisti ed esperti di illusionismo: il primo, Alexander, professionista molto noto negli anni ’80 quando conobbe Rol; e Carlo Buffa di Perrero, amatoriale, che Rol tentò anche di “incastrarlo” (amichevolmente). Su questa pagina abbiamo spesso fatto riferimento ad ognuno di loro e già riportato all’occasione loro testimonianze o affermazioni, questa volta però sono fornite nella forma di dossier completi (estratti appunto dai volumi di cui sopra pubblicati nel 2024 e per questo considerati già censurati) ovvero tutto quanto hanno detto su Rol nel corso degli anni, raccolto, ordinato, analizzato, contestualizzato e corredato di tutte le fonti necessarie.

Il primo dossier, quello su Piero Angela, è il più lungo (159 pagine). I capitoli selezionati per comporlo, estratti dai voll. VII e VIII, sono solo quelli più rilevanti in relazione al “caso Rol”. Per inquadrare in maniera completa quello che fu il modus operandi di questo giornalista in relazione alla parapsicologia in generale – oltre allo sguardo panoramico fornito nel “Prologo 1”– occorre leggere i volumi integrali, dove si troveranno le innumerevoli critiche che esperti in materia mossero contro di lui, molto ben argomentate, così come suoi articoli sull’argomento al di là del “caso Rol”, sempre commentati nel dettaglio e contestualizzati.

1) Rol e Piero Angela (159 pag.)

2) Rol e Tullio Regge (70 pag.) 

3) Rol e Silvan (62 pag.)

4) Rol e Alexander (82 pag.; include anche il cap. Rol e la roulette)

5) Rol e Carlo Buffa di Perrero (47 pag.; include anche un estratto dalla successiva recensione-libro Enigma Rol. Una occasione mancata, settembre 2024)

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Tutte le volte che lo scettico di turno dovesse nominare Piero Angela, Tullio Regge e Silvan credendo di citare testimoni o commentatori attendibili contro G.A. Rol, lo si può reindirizzare al presente post, dove scoprirà ben presto di non avere più quella terra sotto ai piedi che si illudeva di avere.
Potrà poi aggiungere anche la lettura di un altro ns. post dello scorso anno:

https://bit.ly/Cinque_Testimonianze-Chiave_su_ROL

Ciò sarà, per lui, appena l’inizio di un lungo e tormentato percorso dalle chiacchiere e insinuazioni gratuite a fatti precisi, ineludibili e (apparentemente) impossibili.


LUGLIO 2025

19/07

(da un mio post del 19/07/2025, qui)

IN MERITO ALLA SPAZZATURA SU ROL

Su questa pagina [facebook], amministrata da chi G.A. Rol lo ha conosciuto e lo spiega nel dettaglio da decenni, si è – anche e proprio per questo – insistito molto più che da altre parti nel denunciare senza mezzi termini disinformazione e fake news sul suo conto. Non solo provenienti da scettici di varia entità e grado, ma anche e ormai sopratutto da “new-agers”, ovvero individui che abitano la galassia “new age” con tutte le sue sfumature e soprattutto le sue innumerevoli speculazioni.
Non si contano ormai gli “influencer” (piccoli medi o grandi) che fanno soprattutto video dove di Rol dicono tutto e il contrario di tutto, dimostrando chiara impreparazione e scarsa comprensione di chi fosse, non avendo fatto la fatica di approfondire un minimo (sui libri, che non leggono, e in generale sulle fonti attendibili, che non conoscono o comunque che non citano) e preoccupandosi, parrebbe, soltanto o soprattutto di usare il brand Rol come specchietto per le allodole per promuovere i loro canali, le loro persone e le loro “teorie”, sganciate quasi sempre dai fatti (basate immancabilmente sulla “legge” scoperta da Rol nel 1927 (verde-quinta, per semplificare), essa stessa principale specchietto per le allodole del “caso Rol”, non di rado l’unica cosa che conoscano e su cui fanno le più fantasiose speculazioni pseudo-esoteriche, come è tipico della galassia di cui sopra, e/o avendo magari anche la pretesa di dire che nessuno l’ha mai spiegata, solo perché non sono a conoscenza di cosa è già stato detto al riguardo da chi è venuto prima di loro).
Questi video hanno spesso una presentazione sensazionalistica, con titoloni eclatanti e appariscenti, raramente contengono qualcosa di inedito e sono spesso il riciclo di cosa altri hanno detto in precedenza (sempre in rete), magari già molte volte, aggiungendo poi errori e travisamenti nuovi a quelli vecchi; oppure sono interviste sempre ai soliti testimoni (alcuni/e sono dei veri e propri “prezzemoli/e”) che dicono per la millesima volta le stesse cose (e si ignorano centinaia di altri testimoni, inediti in video, che invece si potrebbero intervistare e che sarebbero certamente molto più utili).

Ma la spazzatura che si sta accumulando sempre più in un trend in costante ed esponenziale aumento (non è del resto una novità) è quella costituita dalle presunte comunicazioni/“canalizzazioni” post mortem di Rol, con una proliferazione di affermazioni autoreferenziali (scritte o in video) della pseudo sensitiva-influencer o intervistata del momento alla quale Rol avrebbe “comunicato” le cose più varie e che lei (o lui) si prodiga di riferire agli altri comuni mortali che non beneficiano di questo “privilegio”.
E così si fa dire a “Rol” qualunque cosa passi per la testa (conscia o inconscia) dell’illuso, del presuntuoso o del mistificatore di turno, a seconda dei casi. Questi individui creano molti più danni alla memoria di Rol che non gli scettici, in fondo abbastanza circoscrivibili.
E ciò avviene sia da un punto di vista qualitativo, ovvero a causa dei contenuti in se stessi, che sono ancora più ingannevoli quando si mimetizzano bene e senza evidenti strafalcioni, sia quantitativo, dove con la loro crescente quantità sommergono la infosfera di spazzatura travolgendo quel poco di valido e attendibile che vi si trova, facendolo quasi scomparire. Come fa infatti, soprattutto colui che è nuovo alla figura di Rol, a districarsi in ormai centinaia di video (o scritti) senza una bussola che non sia – alla fine – il solito titolo sensazionalista che promette chissà quali rivelazioni?
Ancora ieri su questa pagina una utente con nome fasullo, poi debitamente bannata, spacciava nei commenti a un post presunte comunicazioni post mortem di Rol fatte a lei, con la solita aria fritta ormai preconfezionata (e con l’IA ora si fa anche prima e meglio).

Il presente post ha solo funzione di mero aggiornamento e “sottolineatura”, dato che tale tematica era già stata affrontata piuttosto nel dettaglio in un post del 2021, al quale ci permettiamo di rimandare:

https://bit.ly/presunte_comunicazioni_post_mortem_Rol


GIUGNO 2025

10/06

(da un mio post del 10/06/2025, qui)

GUSTAVO ADOLFO ROL ERA BIONDO (da giovane)

Nella recensione-libro, molto critica, alla docufiction Enigma Rol che ho scritto e pubblicato in pdf lo scorso anno (qui) ho dimenticato di segnalare un errore piuttosto rilevante (così evidente e banale che era finito in secondo piano) che riguarda la rappresentazione cinematografica di Gustavo Adolfo da bambino e da giovane adulto. Nel documentario viene interpretato da due attori con i capelli scuri, mentre invece era BIONDO! (e con gli occhi azzurri).

L'errore è stato commesso sia per ignoranza biografica della regista che per un fraintendimento percettivo, infatti del Rol di quell'epoca abbiamo soltanto fotografie in bianco e nero "ingannevoli" dove i capelli sembrano scuri, mentre le uniche fotografie a colori che abbiamo sono del Rol anziano già calvo e con pochi capelli bianchi sulla nuca.

Dell'importanza di questo elemento, e dell'essermi dimenticato di segnalarlo, mi sono ricordato ieri nel leggere una comunicazione del regista Corrado Monina (al quale l'ho prontamente segnalato e da lui in seguito specificato) che sta iniziando un casting per scegliere un attore bambino che rappresenterà Rol nel suo docufilm.

La cosa mi stava comunque già "ronzando in testa" da qualche giorno, il 30 maggio avevo pubblicato sulla pagina dedicata a mio nonno Franco Rol un articolo di Gazzetta Sera del 1949 (qui) dove veniva descritto come «il biondo pilota torinese dell’Alfa», e avevo riletto di recente che anche il padre di Gustavo, Vittorio, era biondo.

La cosa ha la sua importanza visto che stanno emergendo nuovi progetti di rappresentazione cinematografica (ma anche fumettistica) ed è opportuno che autori, sceneggiatori, disegnatori e registi presenti e futuri non commettano l'errore di riproporre il travisamento che si trova nella docufiction Enigma Rol.


MAGGIO 2025

22/05

Ho dedicato 3 post (qui, qui e qui) alla morte di mia mamma Raffaella Rol, avvenuta il 19 maggio. Qui riproduco le tre foto associate, dove è insieme a me, bambino, a metà degli anni '70 (a Sestriere); in chiesa al matrimonio di nostra cugina Elena Belluso (Gran Madre di Torino, 30/05/1987, al centro nella foto, di fianco a me, dietro a Gustavo e a mia nonna Elda (Quaglia) Rol; e nel giugno 1992 o 1994 mentre abbraccia Gustavo all'uscita dalla parrocchia Santa Margherita a Torino, dopo la celebrazione annuale della messa in ricordo di mio nonno Franco Rol (padre di Raffaella, morto nel 1977).

Raffaella Gustavo Elda Franco Rol 1987

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05/05

(da un mio post del 05/05/2025, qui)

Oggi 5 maggio ricorre il 204º anniversario della morte di Napoleone Bonaparte. Come è noto, Rol aveva un interesse tutto speciale per l’Imperatore francese, conoscendo in maniera dettagliata la sua vicenda ed epopea e collezionando importanti e rari cimeli. Indizio principale da cui partire per comprendere le ragioni di questo interesse lo fornì nel 1951 il giornalista Furio Fasolo, riferendo che Rol «dichiara di ammirare in Napoleone l’uomo che durante la prigionia a Sant’Elena seppe elevare la propria anima a meravigliosa altezza».

È quindi il periodo di quella prigionia ovvero di esilio, fino alla sua morte – gli ultimi 5 anni e mezzo circa della sua vita, dal 1815 al 1821 – che occorre indagare e studiare per potersi orientare correttamente nella comprensione di questa ammirazione di Rol, ciò che è stato fatto in maniera preliminare ma già estesa nel volume Il simbolismo di Rol (2008), da cui il seguente breve estratto sul tema della fede religiosa, uno di quelli passati in rassegna:

«...un giorno Betsy Balcombe, una ragazzina inglese residente a Sant’Elena che anni più tardi scriverà un breve memoriale, chiese a Napoleone:
«“Immagino che voi non abbiate mai imparato una colletta né altre preghiere perché, a quanto si dice, non credete nell’esistenza di Dio”. Quelle mie parole parvero dispiacergli. Rispose: “Vi hanno detto il falso. E quando diverrete più saggia, imparerete che nessuno può dubitare dell’esistenza di Dio”».
E [sempre a Sant’Elena] a Bertrand aveva spiegato:
«“Per persuadere dell’eccellenza della divinità bisogna dire che tutte le religioni sono buone; che tutte sono variazioni di un’unica grande idea vera e sublime; che in ogni tempo le persone più acute, da Socrate a Cicerone, hanno ammesso l’esistenza di un solo Dio e di un’altra vita; che per tutti gl’individui più sensati e colti, in qualunque paese, non è mai esistita un’altra idea. Allora la faccenda comincerebbe a diventar ragionevole: è il sincretismo”».
A Las Cases aveva detto:
«“Si crede in Dio, perché tutto lo proclama attorno a noi, e perché i maggiori spiriti vi hanno creduto; non solamente Bossuet, che tale era il suo mestiere, ma Newton, Leibnitz, che non c’entravano per nulla”. (...).
[N]on ho mai dubitato di Dio; poiché se anche la mia ragione non fosse stata sufficiente per comprenderlo, il mio spirito lo avrebbe ugualmente onorato. I miei nervi erano in accordo con questo sentimento». »
(p. 286, 3a ed.; il volume può essere scaricato gratuitamente a partire da questo post: https://bit.ly/SIMBOLISMO-ROL)

Per uno sguardo introduttivo su Napoleone si può leggere l’ottima intervista ad Ernesto Ferrero già condivisa su questa pagina nel 2023: https://bit.ly/Napoleone_Ferrero

Napoleone SantElena Sandmann 1820
(Napoleone a Sant’Elena, acquerello di František Xaver Sandmann, 1820 circa)

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04/05

(da un mio post del 04/05/2025, qui)

ROL CHE CAMBIA DIMENSIONE (“plasticità del corpo”) – 10
(ultimo post, di 10)

Veniamo al post conclusivo di questa serie la cui pubblicazione si è resa necessaria, in questi giorni, in risposta all’incredulità e derisione espressa di recente dal prof. Piergiorgio Odifreddi in un podcast in rete (cfr. il post n. 1 nella lista qui al fondo); e in questo modo, ovvero con post sequenziali multipli, per mostrare come tale “possibilità” di Rol, rarissima ma comunque nota nella storia delle religioni e della “ricerca psichica”, sia reale e non l’invenzione o la suggestione di un testimone singolo.
Qualcosa di analogo avevamo fatto nel 2021 con la classe fenomenologica del “tunnelling” (si veda: https://bit.ly/49Rbv4A) e in maniera meno sistematica anche con altre classi, ciò che comunque è già stato fatto sin dal 2012 nell’opera enciclopedica L’Uomo dell’Impossibile (voll. I-II-III).
È grazie all’analisi comparata delle testimonianze che è possibile raggiungere un certo grado di oggettività ed attendibilità, al di là poi di quali siano le spiegazioni; l’accertamento dei fatti viene sempre prima ed è quello che si è voluto mostrare qui, con quella che è comunque solo una selezione, per quanto sufficientemente rappresentativa, degli episodi noti di questa classe.
Come episodio conclusivo si è scelto quello raccontato dal regista Federico Fellini nel 1965 e riferito dallo scrittore Dino Buzzati sul Corriere della Sera:

«Un altro prodigio avvenne in un ristorante, pure a Torino. Avevano finito di pranzare, era già stato pagato il conto.
“Andiamo?” propose Fellini.
“Andiamo pure” rispose Rol.
Fellini fece per avviarsi all’uscita ma si accorse che Rol restava seduto.
“Non ti alzi?” gli chiese.
“Ma io sono già alzato” – fece Rol. – “Io sono in piedi”.
Fellini guardò meglio: Rol era alzato, infatti, ma aveva la statura di un nano. Il dottor Gustavo Rol, che sfiora il metro e ottanta [1,85], non era più alto di un bambino di dieci anni. Qualcosa di folle, di allucinante: come ‘Alice nel paese delle meraviglie’.
“Su, andiamo, andiamo” fece Rol a Fellini annichilito.
Ma a Fellini mancò di nuovo il fiato; senza che egli avesse potuto percepire il mutamento, Rol di colpo si era trasformato in un gigante, stava accanto a lui come un cipresso, lo sovrastava di almeno una spanna».
(ripr. in: L’Uomo dell’Impossibile, vol. I, ep. XXXII-2; art. orig.: Buzzati, D., Fellini per il nuovo film ha fatto incontri paurosi, Corriere della Sera, 06/08/1965, p. 3)

Questo episodio è diventato, di questa classe, uno di quelli più noti, per la platea che raggiunse grazie a un grande quotidiano, per il testimone e il divulgatore illustri che lo raccontarono e per essere il primo conosciuto cronologicamente (in precedenza era già stato scritto che Rol poteva «crescere o diminuire di statura», ma senza che venisse menzionato – per quanto emerso fino ad ora – un qualche caso specifico).
È anche l’unico che gli scettico-negazionisti conoscano o facciano finta di conoscere (per lo meno fino al 2023 quando Odifreddi & C. dovettero prendere atto pubblicamente che c’erano almeno altri due casi, cfr. post n. 1) e che quando si trovano a menzionarlo o commentarlo è solo per sostenere che Fellini doveva esserselo inventato, dal momento che era un grande affabulatore, indubbiamente con molta “inventiva”. Ergo, la sua non sarebbe una testimonianza attendibile. Una tale ipotesi non è sostenibile a meno di non considerare inventate o plagiate anche tutte le altre testimonianze di persone diverse che hanno riferito questa “possibilità” di Rol, spesso senza sapere dell’esistenza di episodi analoghi (cosa frequente anche per altre classi fenomenologiche).
Per una analisi approfondita della testimonianza di Fellini su Rol, cfr. F. Rol, Fellini & Rol. Una realtà magica, 2022; per uno sguardo preliminare, anteriore al volume, i due articoli pubblicati nel 2019-2020 sul periodico Luce e Ombra, scaricabili qui.

Di seguito i links abbreviati ai post anteriori e a quello presente.

1 – Mariella Balocco e Barbara Tutino Elter (post iniziale e introduttivo): https://bit.ly/Rol_cambia_dimensioni
2 – Antonella Tedeschi: https://bit.ly/436zStY
3 – Paolo Fè D’Ostiani: https://bit.ly/42Jj8sI
4 – Arturo Bergandi (2 episodi): https://bit.ly/4iFufrf
5 – Sandro Rho: https://bit.ly/3Yq9AAs
6 – Maria Luisa Giordano (2 episodi): https://bit.ly/4k1Veyi
7 – Domenico Arnaudo: https://bit.ly/4lR1E59
8 – Giuditta Dembech: https://bit.ly/Rol_Yoga_non_magia
9 – Contessa Di Suni: https://bit.ly/4m1NOwY
10 – Federico Fellini (post conclusivo): https://bit.ly/Fellini_vede_Rol_nano_e_gigante

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01/05

(da un mio post del 01/05/2025, qui)

ROL CHE CAMBIA DIMENSIONE (“plasticità del corpo”) - 8

Tra gli episodi di questa classe fenomenologica o "possibilità" paranormale di Rol, il seguente raccontato dalla giornalista Giuditta Dembech è tra i più interessanti, sia per i particolari riferiti – che vanno a completare ed integrare quelli visti negli altri casi analoghi – sia per la breve quanto significativa spiegazione che Rol fornisce, indicando la direzione in cui guardare – non solo per il caso in questione ma in generale – per iniziare a capire.

«Un pomeriggio mi trovavo a casa sua, da lui c’erano due ragazze di cui non ricordo il nome. Al momento di congedarci Rol chiese di dargli un passaggio fino a[lla stazione di] Porta Nuova. Io non avevo ancora la patente e chiese di accompagnare anche me per non farmi prendere il taxi.
Le ragazze avevano una microscopica Fiat Cinquecento, lui era alto un metro e novanta [1,85]; ridendo, obiettarono che in quattro saremmo stati molto stretti. Da parte mia rinunciai al passaggio.
Non così Rol:
“Di cosa vi preoccupate? Io posso diventare grande o anche piccolissimo! Non ci credete? Ecco qua...”
Eravamo in piedi all’ingresso, pronte per uscire, si infilò i pollici sotto alle bretelle elastiche e le tirò estendendole verso l’esterno. Un gesto normalissimo e un po’ gigione, ma... Sotto ai nostri occhi divertiti tutto il suo torace si era... espanso, gonfiato a dismisura... Estese le bretelle verso l’alto ed ecco che si era allungato anche in altezza oltre che in larghezza! Era diventato enorme come l’omone della Michelin! Toccava quasi il soffitto, dovevamo alzare la testa per guardarlo! Era buffissimo... ridevamo come pazze!
“Eh, che ne dite? Ma posso anche diventare piccolo piccolo...”
Sempre ridendo, lasciò andare con uno schiocco le bretelle elastiche sul torace, e lo vedemmo come “sgonfiarsi”, si ritirò tutto su se stesso, come se si fosse accartocciato, divenne piccolo e magro, più piccolo di me che sono alta 1,65...
Giusto il tempo di farci un’altra risata divertita e, non saprei dire come, era tornato normale...
Ma la cosa che oggi ritengo più incredibile è che noi tre, anziché rimanere esterefatte, magari anche impressionate, ridevamo, come fossimo al circo...
In quel momento, per noi, era ovvio, naturale, che Rol facesse ogni tipo di prodigio, perché dovevamo stupirci? Ridevamo noi ragazze, ma lui era più divertito di noi...
“Avete visto? Questa non è magia, questo è yoga”.
Dunque, ho visto molte persone fare Yoga, ho conosciuto anche insegnanti indiani, ma non ho mai visto nessuno fare una cosa simile... Inutile dire che sulla Cinquecento ci siamo stati tutti comodissimi, continuando a ridere come forsennati...».
(da: Dembech, G., Gustavo Adolfo Rol. Il Grande Precursore, 2005, pp. 150-152; riprodotto anche, con gli altri casi analoghi, in:L'Uomo dell'Impossibile, vol. I, ep. 7-XXXII)

[Nota: Rol ha parlato di yoga volendo intendere che questa possibilità fa parte, ovvero è conseguenza, della Scienza dello Yoga – ed infatti è così – e naturalmente ha molto poco a che vedere con la "elementare" pratica (sādhanā) dei ben noti esercizi corporali di base (āsana).
La giornalista nei decenni successivi a questo episodio, avvenuto intorno alla metà degli anni '80, non ha saputo trarre le dovute conseguenze di quella preziosa indicazione – seme che cade sulla roccia – con eventuali approfondimenti appropriati e mirati, quasi dubitando dell'affermazione di Rol e basando il suo giudizio-impressione sul fatto di non avere «mai visto nessuno fare una cosa simile». Un metro inadeguato e limitato, mentre sarebbe stato corretto quello basato su una conoscenza non superficiale della storia delle religioni e in particolare della tradizione indo-tibetana, sapendo che solo un Maestro spirituale di più alto grado può manifestare, con la maggior naturalezza, un fenomeno di questo tipo. Ciò che del resto vale per molte altre possibilità di Rol e di altri, che nessun «insegnante» normale di yoga saprebbe esprimere.]


APRILE 2025

28/07

(da un mio post del 28/04/2025, qui)

ROL CHE CAMBIA DIMENSIONE (“plasticità del corpo”) - 7

Continuiamo la serie di post riguardante questa incredibile quanto reale "possibilità" di Rol – la quantità di episodi serve sia a delinearla meglio che a mostrarne il carattere oggettivo – che poteva manifestare dovunque e seduta stante, come fosse qualcosa di naturale e "normale".

Occorre ricordare che, come tutte le altre sue "possibilità" cosiddette "para-normali", esse non sono che DIMOSTRAZIONI, declinate in modi diversi e complementari le une alle altre, di uno stato di coscienza (e di essenza) collegato con il Tutto, che egli chiamò coscienza sublime, e che consente di andare oltre i sensi, la materia, lo spazio, il tempo e la morte.

In molti casi, Rol poteva mettere in atto tali declinazioni anche in maniera giocosa, sia perché aveva l'animo del "fanciullo" – che è anche una condizione interiore – sia per sdrammatizzare cose che potevano avere impatti psicologici traumatizzanti.

L'episodio di oggi è breve e tuttavia significativo, perché riferito da chi le "dimensioni" di un corpo è abituato a prenderle per mestiere, ovvero un sarto, che si chiamava Domenico Arnaudo e del quale Rol era cliente:

«Quello che mi faceva disperare era Gustavo Rol, lui aveva la capacità di allungarsi e di accorciarsi. Per uno che deve prendere le misure, è un bel problema. Alla prima prova arrivava alto, alla seconda basso. Si divertiva a stupire, però se perdevo le forbici chiedevo a lui. Le trovava sempre».

(cit. in L'Uomo dell'Impossibile, vol. I, 2a ed. 2014, ep. 1-XXXII; dall'articolo di A. Montaruli, Racconti di vita dal quartiere: Domenico, il sarto di Gustavo Rol, Ottoinforma (periodico circoscrizione di quartiere in Torino), 14/03/2014; poi anche qui)

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27/04

(da un mio post del 27/04/2025, qui)

Un ottimo articolo del prof. Vito Mancuso, su La Stampa di oggi 27/04/2025, utile anche come ausilio all'inquadramento della concezione di G.A. Rol della "resurrezione del corpo nell'Infinito" (cfr. il mio post: https://bit.ly/Rol_Resurrezione_corpo_INFINITO).

Mancuso Incontro con Eterno Stampa 27.04.2025

Anche ad alta risoluzione, qui.

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In un post del 23/04/2025 avevo anche riprodotto questo pensiero di Papa Francesco:

«La morte non è la fine di tutto, ma l’inizio di qualcosa. È un nuovo inizio, perché la vita eterna, che chi ama già sperimenta sulla terra dentro le occupazioni di ogni giorno, è iniziare qualcosa che non finirà. Ed è proprio per questo motivo che è un inizio “nuovo”, perché vivremo qualcosa che mai abbiamo vissuto pienamente: l’eternità».

(dalla prefazione al libro del card. Angelo Scola, Nell'attesa di un nuovo inizio, LEV, 2025)

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27/04

ASSENZA DI AUTENTICO APPROCCIO SCIENTIFICO NEGLI SCETTICI

(da un mio post del 27/04/2025, qui)

Pubblico qui di seguito la trascrizione dell’audio che avevo inviato al podcast di Fedez, su gentile invito degli organizzatori, per la puntata del 14/04/2025 dedicata a G.A. Rol (cfr. questo post: https://bit.ly/Rol_Odifreddi_Fedez) e mandato in onda durante la stessa.
Dato che il programma era ed è solo in presenza ed io abito in Brasile, è stata la soluzione adottata. Pur essendo informato che avrebbe partecipato il prof. Piergiorgio Odifreddi, noto scettico, quando ho registrato l’audio (20/03/2025) non sapevo cosa si sarebbe detto durante la puntata, registrata lo stesso giorno, per quanto il repertorio del semi-logico matematico fosse prevedibile.
Comunque la mia preferenza in caso di partecipazione, in presenza o meno, a programmi dove si parli di Rol, è per quelli dove sia possibile un approccio discorsivo e più approfondito e in un contesto adeguato.
In generale – apro una parentesi – non condivido la filosofia del “purché se ne parli” o del “tutto fa brodo”, ovvero che se ne parli a qualunque costo e a prezzo di qualità, serietà e tempo per chiarire, il rischio dello svilimento e della superficialità, nonché del sensazionalismo “urlato” è dietro l’angolo. G.A. Rol vi si è sottratto tutta la vita, per ragioni che ho mostrato nei miei lavori e che continuano ad essere valide sotto un certo aspetto, il che naturalmente non significa non si debba far conoscere diffusamente la sua biografia in termini che siano però consoni ed appropriati (altrimenti a cosa sarebbe servito quanto ha fatto e detto per tutta la vita, a cosa il suo lascito? Non ha certo voluto beneficiare soltanto i fortunati che lo conobbero). Platone ad esempio lo leggiamo ancora dopo 2.300 anni, senza che abbia avuto bisogno di grancasse mediatiche per pubblicizzare la sua opera, che essenzialmente “si pubblicizza da sé”, con l’aiuto di accorti editori e commentatori competenti. Come ho spesso affermato, è molto meglio, per esempio, un buon articolo che dieci mediocri (principio applicabile anche a tutte le altre forme di comunicazione mediatica). Specialmente in un’epoca dove l’eccesso di informazione satura completamente la infosfera, e i pochi contributi di qualità vengono sommersi dai molti di scarsa qualità. A danno di chi vuole saperne di più su Rol (e ovviamente a danno della sua memoria) che rischia di essere fuorviato da fonti poco attendibili o approssimative.
La parentesi era necessaria per “mantenere sempre il punto” su un aspetto che giudico importante nell’affrontare il “caso Rol”, e ovviamente non solo quello, anche perché di lui se ne parla e parlerà sempre di più.
Quanto alla puntata del podcast, al di là che piaccia o meno questo tipo di “prodotto” e al di là di qualche volgarità ormai abbastanza “di moda”, penso sia stata comunque positiva, se non altro per mostrare ancora una volta la recidività patologica dello scettico di turno ad informarsi, così come il suo repertorio preconfezionato di frasi fatte prive di sostanza e fondamento.
L’approccio pacato e ragionevole di Davide Baresi mi è parso spiazzare Odifreddi che forse si aspettava un “assatanato” seguace credulone, irrazionale e sprovvisto di senso critico (è come ha spesso dipinto testimoni e estimatori di G.A. Rol ed è come gli scettico-negazionisti vorrebbero in generale farli passare, ciò che in qualche caso può essere anche vero, ma si tratta di una minoranza, quindi dell’eccezione e non della regola).

L’audio

«Grazie per il vostro invito. Allora, ho conosciuto Gustavo sin da piccolo. Siccome però agli scettici, soprattutto quelli che non lo hanno conosciuto – come ad esempio il prof. Odifreddi – delle testimonianze non importa nulla e considerano i testimoni imbecilli a priori, è inutile che racconti la mia, cosa che del resto ho già fatto nei miei libri. Piuttosto, occorre chiedersi come mai gente disinformata e piena di pregiudizi possa rivendicare un approccio cosiddetto scientifico. Da decenni io contesto agli scettici non tanto il loro scetticismo, quanto la loro mancanza di approccio davvero scientifico, razionale, informato e soprattutto onesto. C’è infatti purtroppo anche un serio problema di buona fede, come dimostrano le ricorrenti censure di alcune testimonianze chiave che demoliscono la loro narrazione, tra cui quelle positive degli illusionisti che hanno conosciuto Rol, ben 5, o l’opinione dell’esperto di mentalismo Aroldo Lattarulo che ha scritto un libro su di lui ed esclude che Rol potesse essere un mentalista. La censura di queste e moltissime altre cose, che io denuncio da anni nel dettaglio, così come le loro frequenti bugie e distorsioni, dimostrano che non hanno titolo per parlare a nome della scienza ed anzi fanno parte di una mentalità e di un approccio pseudo-scientifici, quegli stessi che dicono a parole di voler contrastare, facendosi inoltre scudo dei loro titoli di studio come se questi fossero garanzia della loro oggettività, onestà e competenza in un ambito che non hanno invece studiato. La storia della scienza mostra che di tanto in tanto emergono grandi paradigmi che gli scienziati normali, ovvero i burocrati della scienza, non sono in grado o non vogliono riconoscere, e fanno di tutto per opporvisi.
Il “caso Rol” è uno di questi paradigmi».

Qui in mp3.

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17/04

ROL CHE CAMBIA DIMENSIONE (“plasticità del corpo”) - 1

(da un mio post del 17/04/2025, qui)

Premesso che gli scettico-negazionisti adottano un modus operandi che si serve principalmente di:

1) menzogna (falsità e fake news); 2) censura; 3) depistaggio (misdirection); 4) forzatura; 5) manipolazione; 6) derisione/sarcasmo/strafottenza; 7) lo svilire/sminuire/minimizzare;

associati poi a:

8 ) pregiudizio; 9) supponenza; 10) insolenza; 11) ipocrisia; 12) ignoranza;

in questi giorni ripercorreremo quella parte della fenomenologia di Rol che lo scrivente F.R. nel 2007 ha denominato “plasticità del corpo”, vale a dire quegli episodi dove Rol è stato visto cambiare di dimensioni (ingrandirsi, rimpicciolirsi, allungarsi, accorciarsi).
Se n’è fatto cenno infatti nella recente puntata del podcast di Fedez & Marra del 14/04 (cfr. il post: bit.ly/Rol_Odifreddi_Fedez), dove lo scettico prof. Piergiorgio Odifreddi vi ha accennato in maniera irridente, illudendosi di andar sul sicuro visto che una cosa del genere sembra a tutta prima assurda: non può essere vera! Lo scettico-negazionista ha tra i suoi vari talloni d’Achille il dare giudizi a priori, che agisce come una vera e propria barriera sia di protezione che per una possibile indagine. Siccome non può essere vero, perché mai sprecare del tempo per fare un minimo di approfondimento? Odifreddi già nella puntata di “Porta a Porta” del 02/11/2023 – che infatti cita – nella quale si era parlato della docufiction “Enigma Rol” che usciva in quel periodo, si produceva nei soliti sorrisini e battutine anche su questo fenomeno (cfr. l’analisi della puntata nella recensione-libro in pdf, gratuita, “Enigma Rol. Una occasione mancata”, 2024, p. 186 e sgg., qui: bit.ly/Franco-Rol_recensione-Enigma-Rol_2024) e siccome appunto non gli è passato minimamente per la testa di fare una indagine foss’anche basilare, dopo un anno e mezzo ha ripetuto lo stesso teatrino, sentendosi tranquillo che, essendo impossibile, quello che avevano detto in quella occasione un paio di “ingenue” testimoni non poteva che essere suggestione, abbaglio, difetto della memoria, incapacità di scoprire il “trucco” se non grossolana bugia. Ecco la barriera.
Se invece Odifreddi avesse avuto la forma mentis del grande scienziato, quello per intenderci che non esclude mai nulla a priori o comunque non esprime giudizi pubblici su qualche cosa che non abbia analizzato un minimo, men che meno permettendosi critiche e strafottenze, avrebbe fatto la fatica, in questo anno e mezzo, di fare qualche indagine basica, quantomeno per vedere quali testimonianze effettive ci fossero su questo ipotetico fenomeno e quale il loro grado di attendibilità. Il “caso Rol” infatti è sufficientemente rilevante da decenni, e con testimoni illustri, non è un caso qualunque emerso in qualche marginale trafiletto di cronaca rosa o nera al quale si può anche non dare importanza. Sfortuna vuole che oltre al suo pregiudizio e paraocchi Odifreddi si sia trovato “tra i piedi” un illusionista che è anche stato suo allievo, il quale, incontrato per caso successivamente alla trasmissione aveva improvvisato seduta stante lo scimmiottamento ridicolo del fenomeno in questione. Senza entrare qui nel dettaglio, basti dire che lo stesso illusionista è quello che, ormai 22 anni or sono, pretese di smascherare un esperimento di Rol dove manteneva incollato al palmo della mano un martello (esperimento ricordato anche da Davide Baresi nel podcast). Tale episodio è stato analizzato nel dettaglio, e demolito in ogni sua parte, già nel 2007 nell’articolo Il Manuale di Paperinik (ovvero: come diventare Rol in 5 minuti) (qui: https://2000-2013.gustavorol.org/paperinik.html) integrato nel 2023 con un video (qui: bit.ly/Paperinik_scettico_smascherato) e nel 2024 con ulteriori commenti e note ne “L’Uomo dell’Impossibile”, vol. X, p. 264 e sgg., scaricabile gratuitamente da qui: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10)
La fonte principale di Odifreddi è sempre stata questo illusionista – già socio onorario del Club Lucciole-per-Lanterne... – dal quale si è fatto abbindolare in tutti questi anni.

Ma veniamo allora agli episodi in questione, quelli veri, cominciando proprio dalle testimonianze rese a Porta a Porta nel 2023. Naturalmente qui non è la sede per una analisi dettagliata, ma solo per mostrare di che cosa stiamo parlando soprattutto a chi non sappia di cosa si tratti. Le trascrizioni sono quelle riportate nella recensione-libro sopra menzionata, alla quale si rimanda sia per la versione completa che per le numerose note di commento (qui viene citato solo quanto strettamente necessario).

A un certo punto il giornalista Bruno Vespa ha chiesto alla testimone Mariella Balocco:

«“Lei lo ha visto rimpicciolirsi?”
Balocco: “Sì, l’ho visto rimpicciolirsi, diventare piccolo [così]”
[n. 340: Pone la mano più o meno al livello del piano del tavolo dello studio, a circa 80/90 cm, ovvero circa la metà dell’altezza di Rol che era alto 1,85.] (...)
Vespa: “Dentro un ascensore”
Balocco: “Sì, l’ho visto diventare piccolissimo poi diventare grandissimo. Ma sembrava reale, cioè era sconvolgente, alla fine non ti sciocchi perché sei lì e poi lui lo faceva in modo giocoso” (...)
Vespa: “Che fenomeno può essere, professor Odifreddi?”
Odifreddi: “Mah, ci sono tanti aspetti che sono stati toccati (...) qui adesso faceva addirittura come ‘Alice nel Paese delle Meraviglie’, che s’allargava eccetera (...) sono racconti sentiti, riportati, ricordati...”
Vespa: “No no, vissuti... onestamente queste sono testimonianze dirette” (...)
Odifreddi: “No ma testimonianze dirette, come dicevo, ricordate trent’anni dopo, che sappiamo tutti com’è la memoria ...» (pp. 200-201; si veda anche pp. 195-196)

In seguito Vespa ha chiesto a un’altra testimone, in collegamento esterno, Barbara Tutino Elter:

«”Signora Tutino, anche Lei ha visto Rol rimpicciolirsi?”
Tutino Elter: “Sì una volta, ma alla luce di questa diffidenza è stupido che mi ripeta, perché ci sono decine di testimonianze ... in questo senso ....» (p. 204)

In nota (356) lo scrivente Franco Rol scrive:

«Visto che durante la trasmissione Barbara ha preferito non raccontare l’episodio di cui è stata testimone, prevedendo i sorrisini strafottenti di Odifreddi, le ho chiesto io di raccontarmelo per iscritto: “È accaduto intorno al 1975 in ascensore, salendo a casa sua, di giorno. È durato pochissimi istanti, l’ho visto seduto accanto a me (c’era una piccola ribaltina di legno per sedersi, ma era stretto perciò normalmente si stava in piedi o si sedeva solo una persona) con il suo volto normale, ma con i piedi che sfioravano appena il pavimento. Il corpo era diventato quello di un bambino (guardavo in basso e i suoi piedi non arrivavano a terra, come i bambini quando siedono). Non avevo detto niente perché ero... imbarazzata. Né stupita, né spaventata, sapevo che lui poteva fare qualunque cosa e poi pensavo chissà perché di dovermi mostrare impassibile... Nel frattempo siamo arrivati al quarto piano e lui è tornato normale”.
Le ho poi chiesto se ci fosse stata una qualche alterazione nella fisionomia e mi ha detto di no, e quando le ho chiesto se poteva essere descritta come una “riduzione in scala” di Rol mi ha detto che era precisamente così. Poi ha aggiunto: “A Porta Porta non ero entrata nei dettagli perché non volevo parlarne. Quando ho accettato – o accetto – di parlare di lui, è proprio per porre un piccolo freno alla morbosità dell’interesse per la fenomenologia che lo riguarda e – potendo – ricondurlo all’umanità della persona”».

Chi scrive condivide questo approccio (con “umanità” non si intende “normalità”, ma semplicemente l’Uomo Rol nella sua grandezza e profondità d’animo, sempre prioritarie rispetto a ciò che manifestava, che troppi commentatori slegano ed esaltano separatamente, invertendo la gerarchia, o nemmeno considerandola). Al tempo stesso ritiene però che le cose vadano poi dette al momento opportuno, possibilmente in modo completo e preciso (ciò che solo lo scritto consente, come nel caso appena visto).

Nei prossimi giorni seguiranno altri episodi simili raccontati da altri testimoni. È grazie alla analisi comparata delle testimonianze che è possibile raggiungere un certo grado di oggettività del fenomeno in questione (ciò che vale del resto per le altre classi fenomenologiche), il voler trovare spiegazioni analizzando magari un solo episodio può portare fuori strada, per mancanza di elementi sufficienti. Quanto più episodi, tanto più oggettività (di qui l’importanza di una continua raccolta delle testimonianze, sottoposte però sempre, per quanto e fino a dove possibile, a una indagine di attendibilità).
Tale analisi mostra come l’ipotesi della “fallacia della memoria”, una tra molte, sia semplicemente insostenibile, se non eventualmente per ricordi secondari di poca importanza.

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15/04

(da un mio post del 15/04/2025, qui)

Lo scorso anno trovai commenti e distorsioni di alcuni scettici su G.A. Rol in articoli sul settimanale Cronaca Vera, lo segnalai allora alla redazione – anche per l’uso indebito di foto dal mio archivio – che si offerse di pubblicare una intervista a me, per darmi modo di chiarire e ribattere. Avrebbe dovuto essere pubblicata a fine gennaio, ma per problemi della casa editrice (uscite sospese e nome cambiato in Crimen - Cronaca Vera) è slittata a marzo/inizio aprile. Questa è la prima parte (20/03/2025) di tre. Seguiranno le altre due.
[Qui sul sito metto tutte e tre le immagini di seguito]

intervista Franco Rol parte1 Cronaca Vera 20.03.2025
[p.s. Fa fede quanto si trova nelle risposte della intervista, di cui confermo la correttezza, mentre non tutto quanto si trova in occhielli e didascalie delle foto sono frasi mie, ma della redazione o prese in rete. In particolare, non ho mai affermato [per quanto concerne la prima parte qui sopra] che «si definiva un ricercatore e uno sperimentatore» (e il seguito che si trova nel riquadro giallo in alto a sinistra) anche perché mai si è definito così.]

[p.s. 2: l'intervista è del 13 gennaio, avevo 52 e non 51 anni, come scritto all'inizio dell'articolo (sono nato il 19/10/1972).]

intervista Franco Rol parte2 Cronaca Vera 27.03.2025
intervista Franco Rol parte3 Cronaca Vera 03.04.2025
I tre articoli uniti insieme in formato pdf

Le tre immagini separate, ad alta risoluzione:

- 20/03/2025
- 27/03/2025
- 03/04/2025

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14/04

(da un mio post del 14/04/2025, qui)

La puntata di Pulp Podcast, programma di Fedez & Marra, dedicata a G.A. Rol e messa in rete oggi 14/04/2025. Ospiti il prof. Piergiorgio Odifreddi, noto matematico e scrittore, altrettanto noto per il suo scetticismo su certe questioni; e Davide Baresi, co-amministratore di uno dei gruppi facebook principali dedicati a Rol (“Gustavo Adoldo Rol”, qui: facebook.com/groups/19098058675 )

A parte qualche passaggio che lo scrivente e amministratore unico di questa pagina (Franco Rol) commenterà e criticherà nel merito a tempo debito con una analisi dettagliata, in generale è stato un incontro positivo e relativamente pacato, grazie anche alla serenità con cui Baresi ha saputo presentare Rol e controbattere alle frecciate di Odifreddi. Speriamo possa essere, finalmente, l’inizio di un percorso un po’ più produttivo di quello che è stato fino ad ora nella diatriba con gli scettici.

A tal proposito, mi preme fare subito una precisazione: non è assolutamente vero – come si afferma al minuto 00:58:37 – che lo scrivente, che non è comunque il «nipote» ma un lontano cugino (e testimone e biografo) che ha conosciuto bene Gustavo Adolfo, avrebbe, insieme alla fondatrice di alcuni dei gruppi dedicati a Rol, Loredana Roberti (e co-amministratrice con Davide Baresi del gruppo sopra citato) «espressamente dichiarato di non volere avere niente a che fare con Odifreddi». Qualcuno deve avere fatto confusione con dichiarazioni di altri, dato che non è questa la mia posizione né lo è mai stata: se è verissimo che ho sempre criticato nel merito e in maniera precisa quanto affermato da Odifreddi, è altrettanto vero che in occasioni sia pubbliche che private (ne è testimone il fisico Fabio Truc, che conosce personalmente Odifreddi, e che può confermarlo) ho auspicato e anche sollecitato direttamente un confronto con lui su basi espressamente serie e “razionali”, per fargli capire per bene chi era Rol, sulla cui biografia il pur intelligente e a tratti divertente matematico dimostra purtroppo grande incompetenza e pregiudizio, due elementi che non si conciliano, mai, con un approccio scientifico degno di questo nome. Sarei ben lieto di incontrare Odifreddi, anzi ritengo che, se finalmente si degnasse una buona volta di approfondire senza pregiudizi – e mi permetto di dire sui miei libri, molti dei quali anche gratuiti, dove si trovano di volta in volta spiegazioni sistematiche con centinaia di fonti e dati precisi e verificabili, senza fumose credenze più o meno occultistiche o speculazioni superficiali – la sua intelligenza ad un certo punto non potrebbe sottrarsi all’evidenza dei fatti e potrebbe persino trasformarsi in un “sostenitore” dell’autenticità di ciò che faceva Rol, magari dopo aver parlato direttamente anche con quegli esperti di illusionismo che lo hanno conosciuto (in particolare Carlo Buffa di Perrero, ma anche Alexander) o ascoltando chi più di lui (o di Piero Angela e Tullio Regge) è assai più competente in materia, come l’esperto di mentalismo Aroldo Lattarulo, che al tempo stesso non è in mala fede come invece altri (da me già ben indicati più volte in passato). I veri scienziati, prima di sentenziare, studiano. D’accordo che per uno abituato a stare in cattedra è difficile scendere e rimettersi tra i banchi degli studenti, in questo caso delle elementari. Ma nessuna “nuova” conoscenza può essere compresa e nessuna nuova scienza può essere fondata da chi crede già di sapere tutto in un campo di cui – e nello specifico anche di Rol – continua a dimostrare di non sapere quasi nulla, credendo di poter navigare comodamente a vista con qualche aneddotica superficiale selezionata in negativo e che dispensa appunto dall’approfondire seriamente.
Chi scrive è ben disponibile al confronto (lo aspetto ed auspico sin dal lontano 2003!), il prof. Odifreddi sa dove trovarmi.

Intanto per prepararsi può cominciare col leggersi le 1.800 pagine “dedicate” agli scettici – dove parlo anche di lui – ovvero i 4 (di 10) volumi de L’Uomo dell’Impossibile (7-8-9-10), che ho pubblicato lo scorso anno e che possono essere scaricati gratuitamente da tutti in formato pdf, a partire da questo post: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10

Può poi andarsi a leggere anche cosa ho scritto della puntata di Porta a Porta del 02/11/2023 da lui citata nel podcast un paio di volte e dove era stato ospite, puntata che ho commentato e criticato nel dettaglio – come sono solito fare, presto o tardi – nell'ambito della recensione-libro Enigma Rol. Una occasione mancata (settembre 2024, appendice a p. 186 e sgg.), anch'essa scaricabile gratuitamente, dal post: bit.ly/Franco-Rol_recensione-Enigma-Rol_2024

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14/04

Intervista al regista Corrado Monina, che sta lavorando a una docu-serie su G.A. Rol, per il magazine in lingua inglese Wild Filmaker:
https://wildfilmmaker.com/the-friendship-between-federico-fellini-and-gustavo-adolfo-rol

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13/04

(da un mio post del 13/04/2025, qui)

Segnalo di aver inaugurato, oggi 13 aprile, un profilo Instagram, piattaforma sulla quale non ero ancora presente (meglio tardi che mai, dirà qualcuno) avendo già pagine facebook, canali youtube, sito, libri e articoli. L'unica ragione per non esserci stato fino ad ora, era perché mi pareva di fornire solo dei duplicati, col rischio di essere ridondanti e ripetitivi, ciò da cui, se posso, rifuggo quanto più possibile, ma ho preso atto che non tutti usano/amano facebook – che io prediligo perché più versatile – e che piattaforme diverse raggiungono anche utenti diversi. Vedremo col tempo se ne verrà fuori qualcosa di utile e complementare.

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09/04

(da un mio post del 09/04/2025, qui)

Pubblico qui inedito un estratto di un documento piuttosto importante e dirimente. In una lettera dattiloscritta inviata a G.A. Rol nel 1982, una giornalista che lo aveva incontrato mesi prima, proponeva di scrivere una serie di articoli su di lui ed elencava alcuni aspetti di cui si poteva parlare. Tra questi, c'erano anche

«I Suoi ricordi di vite precedenti di cui mi ha fatto cenno (sensazioni di Aquisgrana, Poitier[s], agli Invalides)»*

Come si può vedere, a matita Rol ha sottolineato le parole «vite precedenti» e scritto sopra «NO, mai», con un punto interrogativo.
Al termine della frase aggiungeva un asterisco-stellina (frequente in molti suoi commenti a margine in lettere o libri) dove più sotto a margine puntualizzava:

«alludevo all'eventuale eredità genetica».

Ora, nonostante la brevità ed essenzialità del documento – di cui pubblicherò l'integrale, commentato, a tempo debito – si tratta della prima esplicita ed inequivocabile affermazione autografa di questo genere, fino ad ora avendosene solo indizi indiretti. Indizi che avevo già raccolto nel 2007 all'epoca della stesura del mio primo libro Il simbolismo di Rol, dove sostenevo che certe sue allusioni a vite precedenti non avevano a che vedere con la teoria delle reincarnazione, ma erano attinenti a un ordine di cose diverso, all'occasione simboliche ma anche propriamente indicative della spiegazione principale, che doveva essere ricercata in una «memoria genetica», ovvero nel DNA (cfr. tra le altre p. 255, 3a ed.).

Che è appunto quanto Rol conferma in questa annotazione del 1982, e che rende conto molto bene, per esempio, di quella sua affermazione di pochi anni prima (1978) che già mettevo in evidenza sempre nel mio libro (p. 231), proprio a questo riguardo:

«Ho creduto di impazzire quando scoprii che esistevano in me le memorie di uomini vissuti 4000 anni fa»

Cui facevo seguire una serie di citazioni da René Guénon (1923), la prima delle quali era:

«...così come esiste un’eredità fisiologica, esiste pure un’eredità psichica, che è assai poco contestata anche perché è un fatto di osservazione corrente; ma ciò di cui molti probabilmente non si rendono conto, è che questo presuppone almeno che i genitori trasmettano un germe psichico, assieme a un germe corporeo».

Dal documento del 1982 emerge anche un elemento che metto in luce da anni, ovvero l'incomprensione che non pochi testimoni di Rol hanno avuto del suo pensiero, spesso a causa del loro filtro personale.

Aggiungo infine – e anche questo lo dico da tempo – che le affermazioni di Rol fatte nei suoi scritti autografici sono in genere concordanti, mentre le apparenti contraddizioni si trovano soprattutto nelle affermazioni di testimoni poco precisi, saltuari o di poca comprensione del suo pensiero e del suo "mistero".

Rol nega vite precedenti 1982
[nota: le altre frasi sono state coperte solo perché riguardano altri aspetti che qui sarebbero distraenti]

[A un utente che chiedeva a quali ricordi si facesse riferimento in relazione alle due città nominate, ho risposto: «Non ci sono altri riferimenti al riguardo. Queste due località compaiono menzionate solo qui. Comunque, Aquisgrana e Poitiers hanno quasi certamente a che vedere con Carlo Magno e i Franchi (della dinastia carolingia e non solo, parlo sempre nel mio primo libro), mentre gli "Invalides", a Parigi, riguarda probabilmente la vicenda napoleonica (Napoleone vi è anche sepolto). Carlo Magno e Napoleone sono del resto "collegati" (anche su questo, rimando al mio libro)».]


MARZO 2025

26/03

(da un mio post e video del 26/03/2025, qui)

Vittorio Gassman accenna a Rol durante una intervista di Gianni Minà, in una puntata del suo programma Storie (1997 o 1998) su Rai 2.
Un accenno analogo Gassman lo aveva fatto nel 1996, intervistato da Gigi Marzullo (qui: bit.ly/Gassman_Rol)
Per una analisi di questa testimonianza, cfr. F. Rol, Enigma Rol. Una occasione mancata, 2024, pp. 140-141 (scaricabile da qui: bit.ly/Franco-Rol_recensione-Enigma-Rol_2024)

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25/03

(da un mio post del 25/03/2025, qui)

«...sono una povera ombra oramai, che della vita ha conosciuto tutte le esperienze. ....» (G.A. Rol, aprile 1929 - a 25 anni)

Rol povera ombra 1929
(immagine inedita dalla lettera originale)

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24/03

(da un mio post del 24/03/2025, qui)

Nella lettera del 1987 che ho citato su questa pagina qualche giorno fa, G.A. Rol scriveva:

«Ora si vagheggiano gli Stati Uniti d’Europa, ma dopo? Sarebbe la guerra fra continenti.
Si vada dunque agli Stati Uniti del Mondo. Tutto oggi si muove velocemente; tanto vale anticipare sul tempo per mettere fine alle attuali sciagure e scongiurare quelle a venire».

Leggendo bene queste parole, Rol temeva specificatamente «la guerra fra continenti» e gli "Stati Uniti del Mondo" sarebbero serviti di fatto a «scogiurar[la]».

Ieri, combinazione, ho fatto una scoperta poco rassicurante che si collega sia a questo pensiero – che a quanto pare era collegato a una pre-visione sottostante – sia ad altri correlati, riferiti da altri testimoni.
Ho trovato un articolo del 1996, rimasto fuori dalla bibliografia ed evidentemente passato inosservato. È una intervista a una persona che in quegli anni '90 aveva conosciuto una signora che conosceva molto bene Rol e che è quella che le ha riferito quanto si trova nell'estratto che pubblico qui.
Non fornisco per ora i dati precisi perché l'articolo contiene anche, su altre questioni sempre relative a Rol, imprecisioni e alcune cose che necessitano di commenti e spiegazioni, cosa che mi propongo di fare nei prossimi mesi quando lo riprodurrò integrale insieme ad altro nuovo materiale in un contesto adeguato.
Sull'argomento specifico comunque si dice solo questo, e ritengo attendibile la testimonianza.
L'affermazione-previsione di Rol dovrebbe essere dell'inizio degli anni '90.
C'è da sperare che essa possa servire come ulteriore monito e che le "parti in gioco" facciano di tutto, su basi sia pragmatiche che morali, per evitare che si realizzi e che la traiettoria del "transatlantico" degli eventi – per usare una metafora che ho usato in un mio recente libro – sia ancora modificabile.
L'unica forza in grado di fare davvero la differenza è lo "spirito", di cui purtroppo si percepisce la carenza nei principali decisori delle sorti del mondo.

previsione guerra mondiale da articolo 1996

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22/03

(da un mio post del 22/03/2025, qui)

Tratto dal «taccuino di lavoro per un lungo romanzo a fumetti che forse non finirò» di Sergio Ponchione (Oltreale, Tricromia, nov. 2024), affermato disegnatore, illustratore e fumettista.

Il portone del palazzo dove G.A. Rol abitava a Torino e un ritratto che ricalca una sua fotografia del 1927 a Parigi (con annotazioni dell'autore che si riferiscono al mio libro Il simbolismo di Rol, 2008).

Qui due articoli sul lavoro di Ponchione, gennaio 2025:

- https://www.gazzettadasti.it/tre-domande-a/tre-domande-a-sergio-ponchione-2

- https://lanuovaprovincia.it/cultura-e-spettacoli/fuoriluogo-inaugurata-la-nuova-mostra-di-ponchione-dedicata-a-gustavo-rol-photogallery/

Ponchione Oltreale Simbolismo Rol 2024
(nota: nell'originale i due disegni sono su pagine diverse)

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21/03

(da un mio post del 21/03/2025, qui)

Nell'introduzione al libro di Michele Capasso, Stati Uniti del Mondo, che ho scritta nell'aprile 2024, e che purtroppo ha avuto ritardi di pubblicazione (prevista ora a giugno di quest'anno), tra le altre cose ho scritto che in Rol

«vi è inoltre una formidabile convergenza di approccio scientifico, anelito mistico, conoscenza razionale e intuitiva.
Si è definito “precursore” e lo è stato di sicuro, di un nuovo paradigma scientifico-spirituale che può contribuire ad avvicinare le diverse Vie sviluppatesi in contesti storico-geografico-culturali differenti, e più in generale di avvicinare scienza e religione.
In questa prospettiva si inserisce anche, sul piano politico e sociale, l’idea di Stati Uniti del Mondo che Rol caldeggiò sin dagli anni ’40 al seguito della seconda guerra mondiale, che non sarebbe scoppiata se fossero già esistiti gli Stati Uniti d’Europa. Non ci sarebbero state una Germania e una Italia contro una Francia e un Regno Unito così come non è pensabile che possano esserci per esempio un Wyoming e Colorado contro un Utah e un Idaho.
In una lettera inviata al quotidiano La Stampa e pubblicata il 27 gennaio 1987 (Rol:«Un mondo unito non è un’utopia», p. 3) Rol scriveva:
“I primi uomini si fecero la guerra: successivamente due famiglie, due tribù, due città, poi cominciò la guerra tra nazioni. Ora si vagheggiano gli Stati Uniti d’Europa, ma dopo? Sarebbe la guerra fra continenti.
Si vada dunque agli Stati Uniti del Mondo.
Tutto oggi si muove velocemente; tanto vale anticipare sul tempo per mettere fine alle attuali sciagure e scongiurare quelle a venire. (....)
Io sono certo che gli Stati uniti del mondo sono già scritti nella storia e mi sembra dimostrarlo la scienza nella sua continua, appassionata esplorazione di un universo la cui conoscenza appartiene a tutti i popoli del nostro minuscolo pianeta.
La scienza, al di sopra di qualsiasi considerazione politica e in perfetta unità etica, è un bene comune".
In un’altra lettera privata di qualche giorno dopo (15 febbraio) al direttore Ezio Mauro (o al vicedirettore Lorenzo Mondo), Rol scriveva:
"Il cammino per giungere agli Stati Uniti del mondo non è certamente né breve né facile. Ma una volta posta sul tappeto la questione, molte travagliate e sanguinose dispute in corso fra nazioni perderebbero forza, in quanto, i Capi delle nazioni in conflitto sarebbero condotti a riflettere su di un domani che li troverebbe messi al bando da parte dell'opinione mondiale, coperti di vergogna e disonore. Gli stessi loro popoli, certamente, si ribellerebbero. (...)"»

Caso il libro subisca ulteriori ritardi, pubblicherò l'indtroduzione completa qui, vista l'attualità di questi argomenti. Intanto, pubblico inedita parte della lettera originale di Rol di cui all'ultima citazione.

lettera Rol Stampa 1987 estratto
***

p.s. 15/06/2025: L'introduzione può essere scaricata dal post seguente:
https://bit.ly/Franco-Rol_intro_S-U-M

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21/03

(da un mio post del 21/03/2025, qui)

«Ancora oggi quando [Roberto Benigni] parla di Fellini è pieno di commozione e gratitudine per l'opportunità che gli diede nella ‘Voce della luna’: “Era il più grande”, dice, e poi aggiunge con stupore: “Perché, c'è qualcuno che non è d'accordo?”.
E sciorina aneddoti meravigliosi, come quando Gustavo Adolfo Rol materializzò una palla sotto gli occhi divertiti e stupefatti di Fellini.
“Chissà cosa cercava, da Rol: il divertimento e la sorpresa, certo, ma anche qualcosa di più profondo, che ha a che fare con tutto quello di grandioso e misterioso che né la scienza, né la nostra percezione umana riescono a comprendere”.
Racconta le storie di Rol sorridendo e mimandone i prodigi, e hai la sensazione che anche su di lui abbiano avuto lo stesso effetto ...».
(da una intervista a R. Benigni pubblicata su La Stampa del 23/09/2019, p. 27)

Nota: la condivisione ieri su questa pagina [si veda più sotto qui sul sito] di un recente monologo di Benigni sull’Europa unita – che ha attinenza molto stretta (sarà un caso?) con la visione che aveva Rol per arrivare ad un mondo senza guerre – ha suscitato in alcuni reazioni scomposte e piuttosto insolenti (che sono state lasciate, a futura memoria) dettate forse da pre-giudizi e cattiva informazione (per non dire disinformazione, di cui soffiano sempre più forti certi venti disgregatori provenienti da Est e purtroppo anche da Ovest). La violenza di certe reazioni ingiustificate, espressione di questioni politiche interne italiane che qui, su questa pagina, non interessano minimamente, sono certamente incompatibili con il messaggio di unione e spiritualità di Rol e il suo auspicio per un mondo unito, che si ritrova, piaccia o meno, anche in quanto ha detto Benigni, il quale come si vede dalla citazione qui sopra è anche testimone o spettatore rilevante nell'ambito della biografia di Rol, che con tutti gli artisti, Fellini in primis, aveva grandi affinità di sensibilità e di animo.
Nei commenti viene pubblicato anche l'articolo-intervista integrale da cui la citazione è tratta.
[qui, di seguito]

La Stampa 23.09.2019 Benigni Fellini Rol Monda

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19/03

IL SOGNO (europeo, e oltre)

(da un mio post del 19/03/2025, qui)

L'eccezionale monologo di Roberto Benigni [del 19/03 su Rai 1] – una vera e propria lectio magistralis – sul percorso storico-politico che ha portato all'Unione Europea e che potrà portare in un futuro che si spera non troppo lontano – per porre finalmente fine a tutte le guerre – a quegli "Stati Uniti del Mondo" tanto auspicati da Rol (si veda questo post: bit.ly/ROL_appello_STATI_UNITI_DEL_MONDO_1987) basati sulla fratellanza effettiva dei popoli pur nelle loro differenze ed identità.
Si consiglia, prima di commentare, la visione integrale del video, necessaria per comprendere bene ciò di cui parla Benigni, che pur nella sua comicità è molto, ma molto serio.

https://www.raiplay.it/video/2025/03/Il-Sogno-934482dc-d556-4191-a973-634d1756a1cc.html

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18/03

(da un mio post del 18/03/2025, qui)

Nella biblioteca di Gustavo Adolfo Rol era conservata una copia del libro di Leo Talamonti Gente di frontiera (1975), nel quale l'autore – già ufficiale dell'aeronautica e serio studioso della fenomenologia cosiddetta "paranormale" – gli aveva dedicato un lungo capitolo (che poi io ho riprodotto e commentato nel vol. V de L'Uomo dell'Impossibile, 2022).

Non sono stato troppo sorpreso di scoprire lo scorso anno che in quella copia c'è una dedica di mia nonna materna Elda (Quaglia) Rol, sia perché Talamonti aveva parlato con mio nonno Franco Rol e presenziato, insieme a Fellini, a una serata di esperimenti a casa sua, sia per quello che mia nonna scrisse, ovvero che «Talamonti dice delle verità. È raro essere capiti».
Aveva infatti ragione. Come ho scritto nel mio ultimo libro Rol. L'Illuminato (p. 96) mostrandone le ragioni, è stato «uno dei pochi, se non l’unico quando Rol era in vita, a intuire dove guardare per capirlo».

dedica Elda Rol Gente Frontiera Talamonti 1975

 

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12/03

Un articolo su Cinematographe sulla docu-serie su Rol in via di realizzazione da parte del regista Corrado Monina, qui.

Sotto, la locandina provvisoria realizzata a gennaio.

locandina provvisoria Monina docuserie Rol 2025
(la foto della locandina fa parte dell'Archivio Franco Rol ed è stata concessa dallo scrivente per questo uso)


FEBBRAIO 2025

09/02

Intervista allo scrivente sul Corriere della Sera (sez. Torino) del 09/02/2025, p. 1 e 10.

Corriere della Sera Franco Rol 09.02.2025 p.1
Corriere della Sera Intervista Franco Rol 09.02.2025

(sul quotidiano è stata abbreviata per questione di spazio, la versione integrale originale può essere scaricata in pdf qui)


GENNAIO 2025

14/01

«AGISCO D’IMPULSO»

(da un mio post del 14/01/2025, qui)

[Nel gruppo facebook dove ho fatto il post] c’è un “insinuatore seriale”, con nome di fantasia per non farsi riconoscere (e al quale quindi nessuno potrà mai rinfacciare nulla) che saltuariamente ma persistentemente pubblica post con l’intento di promuovere suoi "punti di vista" opinabili e nel fare questo insinuare il dubbio su quanto Rol ha detto (contestandolo) o fatto, evidenziando presunte contraddizioni che sono tali solo se si è poco e male informati o in malafede, oppure se non si è in grado di condurre una indagine almeno da “prima elementare” e volendo a tutti i costi vedere lanterne dove in realtà ci sono lucciole.*
[* Utenti di questo tipo e con modus operandi simili spuntano fuori di continuo, quindi la critica ad uno vale come critica a tutti: personalmente sono poco tollerante nei confronti di profili con nomi falsi che contestano e insinuano in maniera persistente nel tempo, senza metterci la faccia e quindi prendersi la responsabilità di quello che affermano, ed è molta alta la probabilità che si tratti di disinformatori o persone con secondi fini].
Ad esempio, in un post recente sosteneva – come altri male informati o incapaci di analisi prima di lui – ci fosse una contraddizione tra il fatto che Rol dicesse di non essere in grado di disporre delle sue “possibilità” a suo «beneplacito» (ovvero a sua volontà e arbitrio) mentre in molte situazioni ed esperimenti sembrava che tale volontà in realtà ci fosse. Una, e solo una di molte, delle ragioni per cui Rol – e chiunque sia in grado di manifestare possibilità autentiche come le sue e nelle stesse condizioni di coscienza apparentemente normale – poneva dei paletti al sottoporsi a una sperimentazione controllata “in laboratorio” era la difficoltà di produrre i fenomeni “a comando”, a ripetizione e vincolati a un risultato stabilito in partenza. Lo scettico affermava e afferma che i paletti di Rol erano solo una scusa per non sottoporsi a controlli (ergo: per non essere "scoperto"). Naturalmente ciò è falso, e questo senza ancora entrare nel merito di quale diritto, qualifica e merito avesse lo scettico di turno per pretendere o imporre a Rol una cosa qualunque, dal momento che tutto quello che faceva per mezzo delle sue “possibilità” era a beneficio degli altri e gratuita (e ho spiegato spesso che la ragione “per il bene della scienza” o “dell’umanità” non è legittima, sia perché in realtà corrispondeva in genere al “bene del ricercatore” e della sua carriera (dimostrare scientificamente il paranormale garantirebbe il premio Nobel e chissà quanti fondi), ovvero ai suoi interessi personali, materialistici ed egoistici; sia perché se c’era uno che sapeva cosa fosse bene e cosa male di ciò di cui era a conoscenza era lui, vale a dire che aveva la responsabilità di quello che mostrava, spiegava, a chi e dove. Valeva, come è sempre valso da millenni, il detto “da un grande potere deriva una grande responsabilità”, in epoca moderna preso in prestito da un noto fumetto di supereroi (e per essere ancora più pertinenti, nel caso di Rol occorrerebbe dire: “da una grande POTENZA deriva una grande responsabilità”). E valeva anche il detto dell’unico vero Maestro di Rol: «non gettate le vostre perle davanti ai porci» (Mt 7, 6)).
Ma rimaniamo qui alla sola questione del “riprodurre a comando”.

Ciò che essenzialmente deve capirsi – e la faccio molto semplice e sintetica – è che ci sono DUE generi di “comando”: quello esterno e quello interno. Il primo ha a che vedere con la richiesta VINCOLANTE degli sperimentatori, il secondo con l’iniziativa AUTONOMA e NON VINCOLANTE di Rol o di chiunque come lui. Una delle analogie più semplici che si possono fare, che ho già fatta e alla quale qui mi limito, è quella di un compositore che non riuscirebbe a “comporre a comando”, magari di fronte a gente con le braccia conserte che lo osserva con occhi inquisitori. Lo stesso compositore in una situazione di LIBERTÀ e AUTONOMIA, senza vincoli di risultato e di tempo, è in grado di comporre perfettamente e AL MEGLIO. Ed è proprio questo che accadeva nei prodigi ed esperimenti di Rol: libertà, inziativa, autonomia, ispirazione, spontaneità, assenza di vincoli IMPOSTI DA ALTRI O DALL’AMBIENTE (si veda per un’altra indicazione analogica, tra le tante che ho fornite, a p. 103 (3a ed.) de “Il simbolismo di Rol”).
Rol poteva fare gli esperimenti AL SUO COMANDO (interiore), ma NON AL COMANDO ALTRUI.
Questo "comando" era collegato alle sue nozioni di "spirito intelligente" e "coscienza sublime", che sono poi le due facce della stessa medaglia (ma su questo, qui non mi dilungo, rimandando ai miei lavori).

Concludo lasciando la parola a lui:

«io non sono affatto in grado di disporre di “queste cose” a mio beneplacito. Anzi, quando tento di volerle, mi sento immediatamente inibito. Io agisco d’impulso, come sotto la spinta di un suggerimento che suscita in me una specie di gioia indescrivibile. Tutto quello che mi viene di fare è spontaneo, e diretto a beneficio di qualcuno o fatto per una qualche ragione che il tempo poi rivelerà» (1977, riprodotto e commentato in L’Uomo dell’Impossibile, vol. VI, 2023, p. 306)

«Io debbo necessariamente agire con "spontaneità ", quasi “sotto l'impulso di un ordine ignoto” come disse Goethe. Mi sono definito “la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto”. (...) I vari fenomeni a livello apparentemente fisico non sono che mezzi di convincimento che mi viene da improvvisare in un'esaltazione che sovente mi lascia commosso e me ne fa sentire indegno» (1978, riprodotto e commentato in L’Uomo dell’Impossibile, vol. IX, 2024, pp. 53-55)

«io agisco sempre d'impulso in uno stato d'animo che mi viene improvviso e che non so spiegare» (1986, riprodotto e commentato ne L’Uomo dell’Impossibile, vol. X, 2024, p. 51)

«Si direbbe quasi che quando si vuole (ma la volontà non sia il prodotto di uno stato d’animo spontaneo, creato dalla forza maggiore di un avvenimento), nulla si ottiene» (1951, in “Io sono la grondaia”, 2000, p. 143)

«Chi conosce il mio carattere, sa che con me è pericoloso insistere. È come nei miei esperimenti: chiedermi una cosa equivale a non averla. A me possono solamente domandare coloro che il mio cuore li ha autorizzati a farlo. Allora darei di me tutto, anche ciò che non posseggo. Il desiderio di una persona che mi sia cara, diventa un ordine, una necessità di soddisfarlo, e non ci sono ostacoli che mi fermano; è come l'ideale per l'artista, il quale lo oltrepassa nell'istante stesso in cui lo raggiunge. È questa la molla potente che agita la mia vita» (da una lettera di Rol del 1948 parte del mio archivio, estratto che ho pubblicato nel 2015, qui)

[Di seguito, da una intervista di Roberto Gervaso sul Corriere delle Sera, 1978:]

« D. Sotto quali impulsi agisce?
R. Quelli che mi dettano le circostanze.

D. Si spieghi.
R. Mi trovo improvvisamente, e infinitamente, disponibile. Uno stato che non si può descrivere.

D. Ci provi.
R. Una specie di tenerezza, di gioia appena il prodigio è avvenuto, sempre per una ragione che si rivela più tardi.

D. Agisce spontaneamente?
R. Sì.

D. Fino a che punto è arbitro dei suoi poteri?
R. Non essendo poteri, non posso esserne l'arbitro.

D. I suoi esperimenti sono solo una manifestazione psichica?
R. Nei miei esperimenti è la psiche a far da «grondaia» allo spirito.

D. Può servirsi come vuole dei fenomeni manifestatisi attraverso di lei?
R. No, nel modo più assoluto.

D. È vero che ciò che fa stupisce anche lei?
R. Sì, e sovente ne resto commosso.
(...)

D. Perché rifiuta i controlli?
R. Presuppongono ciò che non posseggo.

D. E cosa non possiede?
R. La facoltà di produrre i fenomeni volontariamente.

D. Significa che i suoi non sono ripetibili?
R. Appunto.»


[Scritto da Rol in terza persona:]
«egli si dichiara incapace di fare qualche cosa che altri vorrebbe. Neppure con la forza, con le minacce o con un compenso egli sarebbe in grado di compiere il più elementare degli esperimenti» (1978, riprodotto e commentato ne L’Uomo dell’Impossibile, vol. VIII, 2024, pp. 118-120)

[Tra le decine di commenti e testimonianze che si potrebbero citare, riproduco appena ciò che scrisse il dottor Alfredo Gaito in una lettera del 1985:]
«Quando Rol agisce lo fa sotto un impulso che lo sovrasta e che non saprei, quale medico, definire. Non si tratta di un “raptus” ma di una sorta di illuminazione interiore che a volte sembra emanarsi da lui quasi divenisse l’esecutore di un ordine» (riprodotto e commentato ne L’Uomo dell’Impossibile, vol. VIII, 2024, pp. 156)

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12/01

Sono state aggiornate e completate le news degli anni passati, con una sezione rinnovata in struttura e contenuti.

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09/01

(da un mio post del 09/01/2025, qui)

Tra gli autori che gli scettico-negazionisti di Rol censurano sistematicamente perché smonta la loro narrativa e le loro speculazioni superficiali (quando non vere e proprie menzogne e depistaggi), c'è Aroldo Lattarulo, esperto di mentalismo – l'illusionismo "psicologico" più sofisticato – che nel 2014-2016 scrisse due libretti poi riuniti nel volume Indagine su Gustavo Rol, tra quelli consigliati da leggere nelle nostre liste bibliografiche. Qui di seguito qualche suo commento:

«[Con il caso Rol] Ci si trova di fronte a testimonianze che, ad una mente “moderna”, “scientifica”, “razionale”, appaiono come costruzioni della fantasia.
Eppure, quelle testimonianze sono narrate da persone nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali e – direi di più – da persone, spesso, di sicuro successo nel proprio settore professionale. Il che non è mai indice di scarse capacità intellettive. Anzi».

«...ci sono aspetti – in tutti questi racconti – che poco si conciliano con l’ipotesi “mentalistica”».

«...nella valutazione degli esperimenti di Rol – e soprattutto di quelli che più ricordano gli effetti di cartomagia – vanno considerati tutti gli elementi narrati (che sono determinanti), evitando di basare le proprie valutazioni soltanto sul fatto che “si potrebbe fare anche così, allora ha fatto così”. La questione degli esperimenti di Rol... è molto più complessa del ridurla a “quel prestigiatore mio amico sa fare lo stesso”. Anche perché un’affermazione del genere... non corrisponde mai – ad essere buoni, quasi mai – al vero».

«...basterebbe che lo scettico accettasse come “vero” anche soltanto un esperimento – convincendosi, cioè, che si sia svolto esattamente come raccontato da un testimone, e cioè senza trucchi, a dimostrazione di un potere realmente paranormale – che crollerebbe il suo scetticismo sull’intera figura di Gustavo Rol. È per questo che, da parte scettica, ogni accadimento su Rol che possa far pensare a capacità “oltre il normale” deve essere ridotto alla normalità».

«...se si escludono dalle testimonianze su Rol alcune parti decisive (e scomode), è chiaro che si può ipotizzare facilmente qualsiasi “trucco”».
«Io ritengo decisamente poco probabile che tutti coloro che hanno visto compiere meraviglie a Gustavo Rol siano creduloni in preda a vuoti di memoria o allucinazioni»

«Gli scettici... sono coloro che dicono “affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie”. È vero. Soltanto che questa volta tocca a loro fornire prove straordinarie. È straordinaria, infatti, la loro affermazione secondo la quale tutti i testimoni degli esperimenti di Rol hanno preso lucciole per lanterne. Diano, allora, una prova straordinaria, a sostegno di questa affermazione straordinaria».

(dalla selezione presente nel vol. X de L'Uomo dell'Impossibile, 2024, pp. 408-410, scaricabile da qui: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10)

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08/01

(da un mio post del 08/01/2025, qui)

Elio Degrandi, in arte Alexander, uno dei maggiori illusionisti italiani, conobbe Rol alla fine degli anni '70. Ecco alcuni suoi commenti:

«...quando lui faceva quello che noi chiameremmo book test, cioè la lettura in un libro chiuso, non lo faceva con le tecniche che potrebbero usare i prestigiatori per farlo. (...).
Rol impiegava queste cose? Non lo so, io penso di no. Avendolo conosciuto, penso che lui veramente avesse dei poteri. (...).
Il “fenomeno Rol” – chiamiamolo così – e mi sembra strano usare questo termine, una persona che ho conosciuto, che ho stimato...»

«Uomo con delle capacità non comuni. (...). Io penso (...) che riuscisse a fare qualcosa che forse la maggior parte delle persone non riusciva a fare (...). Senza trucco? Secondo me sì. (...). Ma la cosa che m’ha colpito – e credetemi, la sapevo solo io – m’ha detto: “Lei tra qualche giorno andrà in tribunale”, ed era vero. “Guardi, questa persona... questa causa non la vincerà” e m’ha descritto allora la cosa come sarebbe andata a finire».

«Quello m’ha colpito, perché s’è svolta esattamente così la faccenda. (...) Lui m’ha detto delle cose che non poteva sapere, e me le ha dette come se le conoscesse perfettamente».

«...c’è un’arte, molto sottile, che io conosco bene... che si chiama cold reading. I mentalisti di un certo livello utilizzano questa tecnica. Cold reading vuol dire che io dico a te delle cose della tua vita così personali, che tu ti chiedi come faccio a saperle... Io le conosco bene queste [tecniche], e le applico. [Ma con Rol] non è stato questo».

«La capacità allucinatoria di vedere ciò che non c’è può venire con l’ipnosi, ma è una capacità soggettiva: c’è una percentuale bassissima di persone che possono essere soggette. Con Rol, però, vedevano tutti la stessa cosa».

(da: L'Uomo dell'Impossibile, vol. VII, 2024, pp. 33-34)

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05/01

QUATTRO PRINCIPALI FORZE AVVERSE
QUATTRO CAMPI DI BATTAGLIA

(da un mio post del 05/01/2025, qui)

Quanto più Gustavo Adolfo Rol diventa noto e si distacca sia dal “mare magnum” del cosiddetto “paranormale” dove è ancora in gran parte confinato, sia per la sua personalità straordinaria sotto molti punti di vista, tanto più aumentano proporzionalmente le forze avverse che da lati opposti e diversi tentano di sminuirlo, distruggerlo, danneggiarlo, anche solo sfruttandolo ad esempio come specchietto per le allodole per interessi personali di singoli o gruppi gravitanti nel mondo “new age”, molto spesso poco e male informati sulla sua biografia diffondendo informazioni sbagliate e travisamenti del suo pensiero e del suo modus operandi.

I NEMICI principali più “ovvi”, per ora, sono comunque gli scettico-negazionisti, ovvero non solo scettici che dovrebbero sospendere il giudizio in mancanza di elementi per giudicare, o persone semplicemente che “non credono”, ma negazionisti intenzionali – tramite censura/depistaggio/menzogna/disinformazione – di tutti quei fatti ed elementi che attestano l’autenticità di Rol e delle sue “possibilità”.
Qualcuno di loro è ben noto e ogni tanto “ci mette la faccia”, altri però, molti di più, agiscono “nell’ombra” soprattutto nei socials, spesso con profili falsi e nomi di fantasia per non essere scoperti, insinuandosi con contestazioni mirate e ripetitive, allergici a qualunque vera argomentazione, ragionamento logico o evidenza fattuale, magari fingendosi di tanto in tanto anche a favore per conquistare la fiducia degli altri utenti e non destare troppi sospetti. Di fatto, il loro è il modus operandi degli illusionisti e degli ingannatori di professione, che infatti anche “ufficialmente” sono “alleati” degli scettici “istituzionali”.

Naturalmente, creduloneria e ingenuità sono altrettanti nemici sia di Rol che della corretta comprensione di certi fenomeni, per i quali è necessario un corretto approccio scientifico e razionale: credere a tutto indiscriminatamente è solo l’altra faccia della medaglia di latta del non credere a nulla.
A ciò sono collegate ignoranza e superficialità, dove la mancanza di approfondimento della biografia di Rol attraverso le pubblicazioni più precise ed attendibili, così come della letteratura seria in generale (principalmente nell’ambito della storia delle religioni e della “ricerca psichica” per una adeguata fenomenologia e filosofia comparata) favoriscono le speculazioni più varie e le teorie più fantasiose sganciate dai fatti.
Abbiamo così anche il proliferare di pseudo-esperti di esoterismo che pontificano su Rol non avendone capito che una frazione, spesso portando solo fuori strada dalle cose essenziali, che ruotano intorno a quella che Rol chiamò “coscienza sublime” il cui quasi unico vero “segreto” e conditio sine qua non, è la totale assenza di ego (qualcosa di troppo “semplice” e scomodo, soprattutto “ossimorico” con certi video sensazionalistici con titoli a caratteri cubitali dove l’EGO dei promotori è abbagliante).

Ci sono poi i bigotti e fondamentalisti religiosi, dogmatici, che in genere conoscono, male, una sola religione, la loro, e che credono sia l’unica vera a discapito di tutte le altre. Essi interpretano i Testi Sacri – scritti in maniera “semplificata” in epoche molto diverse dalla attuale, prive di codici civili e soprattutto per popoli che non potevano intendere certe idee troppo astratte e “metafisiche”– solo letteralmente, non comprendendone i diversi livelli comunicativi (metaforici, simbolici, esoterici). Quando si tratta di certi fenomeni, eccoli subito a tirare in ballo l’Avversario, dimenticando che lo stesso Gesù veniva accusato di questo (niente di nuovo sotto il sole, direbbe Qoèlet). E questo naturalmente non è che uno degli aspetti su cui soprattutto in futuro si accaniranno i bigotti dogmatici non solo Cristiani, ma anche di altre religioni.

Al lato opposto abbiamo poi gli atei, i materialisti, quelli che negano qualunque validità a qualunque religione, misticismo, trascendenza e anche a tutta la fenomenologia “miracolistica”, visti solo e indiscriminatamente come “oppio dei popoli” ed espressione di credulità e ignoranza popolare. Costoro sbandierano il vessillo della razionalità come loro unica “religione” (stesse formæ mentis), illudendosi che una tale bandiera sia sufficiente per nascondere tutti i loro pregiudizi di conferma, che di razionale non hanno proprio nulla.

Rol e ciò che rappresenta è una “minaccia” per molti.
A chi scrive il compito e il dovere di metterlo bene in evidenza, a scanso di equivoci.

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4 campi battaglia forze avverse Rol
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03/01

GLI INIZI PARANORMALI DI ROL
(da Marsiglia 1925 a Parigi 1927)

(da un mio post del 03/01/2025, qui)

Quello che segue è il racconto più completo fatto direttamente da Rol, non riferito da terzi, sui suoi effettivi inizi "paranormali".
Si tratta della trascrizione di una conversazione registrata nel 1975, pubblicata per la prima volta nel 2021 nell'articolo Rol, un Buddha occidentale del XX secolo.
In altre occasioni Rol ha raccontato parti di questa storia, ma mai con tanti dettagli come in questo caso.
Va considerata la "fonte n. 1", che può essere integrata con altri documenti soprattutto diretti, sia audio che scritti.

««Un giorno mi ricordo ero a Marsiglia, e lavoravo alla Banca Commerciale Italiana (...). Passavo sabato pomeriggio (...) al vecchio porto (...), pioveva a dirotto. Dopo il temporale un enorme arcobaleno partiva da Notre-Dame-de-la-Garde e attraversava Pont transbordeur e pareva che abbracciasse tutta quanta Marsiglia. (...) Dopo, distogliendo gli occhi dicevo: “Sono i sette colori dell’iride, ma come mai io ricordo solo il colore verde?” pensavo all’arcobaleno e vedevo il colore verde, “ma che strano, eppure sono sette: rouge, orange, cyan, vert, jaune, indaco e violetto, son sette”. E poi mi son detto (...): “Quel colore verde era quello di mezzo, il colore di mezzo... sono sette i colori, tre da una parte e tre dall’altra, e c’è quello di mezzo. Vediamo un pochettino, per quale motivo... mah, ci sarà un motivo! Perché quel verde?” (...) Poi da lì ho incominciato a pensare sul colore verde, sempre questo colore verde, colore di primavera. In ufficio le lampade sono verdi per non stancare gli occhi. I giocatori adoperano un tappeto verde, tutto verde. Poi mi sono ricordato di avere letto che il colore degli iniziati indiani era verde, che Napoleone ha voluto uno smeraldo il giorno della sua incoronazione, dicendo: “Il colore verde è il colore della forza, la mia livrea...” di Napoleone era verde – la livrea – la giacchetta che lui aveva dei Cacciatori della Guardia. Perché? Perché il colore verde è segno di forza? Ragionavo, mi dicevo: “Chissà perché questo colore verde dev’essere così un segno di forza”. Allora mi sono messo a dire – da lì il passo è breve – “sette volte ci sono colori (...), le note musicali sono sette (...), ci dev’essere un rapporto tra le note musicali e il colore. Quale rapporto? Avevo studiato fisica, ero uno che amava leggere, sapevo che cos’è lo spettro solare (...). Allora mi son detto: scommetto... do, re, mi, fa, sol, la, si (...) che il fa corrisponde al verde. Intanto mi avevano trasferito a Parigi».

Qui Rol, a casa del suo direttore generale Giuseppe Zuccoli, conosce De Broglie, probabilmente Maurice (non è del tutto chiaro dalla registrazione, ma escluderei per ora il premio Nobel Louis, suo fratello) noto fisico membro dell’Accademia delle Scienze francese, studioso dei raggi X.

«Allora una sera, ero a casa sua, gli ho chiesto se si poteva sapere, potevo vedere delle vibrazioni. Lui questo giovane ha voluto aiutarlo. Sono andato e difatti ho potuto misurare le lunghezze d’onda del colore verde, del verde puro, quello che si vede come un cristallo, che luccica. Vedrete che la prima volta che avete un lampadario davanti, che ci batte il sole, vedrete tutti i sette colori, ma il colore verde è quello che vi colpisce.
E ho visto che non corrispondeva per niente. E allora sono stato molto deluso, e mi son detto: come mai? Poi, ho detto: “Numero cinque? [numero “centrale” rispetto a 1 e 9, n.d.a.] E se fosse una quinta musicale? Do, re, mi, fa, SOL? la, si...” E allora mi sono ricordato delle note del violino – perché suono il violino – allora la quinta musicale: ta-ra-via! l’accordo dava la stessa vibrazione del colore verde. “Ah! C’è un rapporto!” Allora ho incominciato a dire: “Il movimento è calore, dove c’è calore c’è vita, la vibrazione dava un movimento, vediamo: potenziale di calore che dà le vibrazioni”.
C’è un apparecchio formidabile, lo avete visto, lo danno anche ai bambini, c’è il vuoto, dentro il vuoto c’è un ago, c’è una paletta argentea e l’altra nera, e gira sempre, perché la luce da una parte assorbe, spinge e dall’altra emana, e allora quello gira [si riferisce al Radiometro di Crookes, n.d.a.]. Naturalmente sarebbe eterno, però si consuma il perno, dopo un certo numero di anni si ferma... c’è il vuoto assoluto sotto la campana.
Allora ho potuto, lì all’Institut, stabilire il grado di calore trasmesso su di un capello... poi ampliato moltissimo sulla placca di metallo sulla quale mettevo la mano e sentivo il tipo di calore. Allora mi son detto: “Se uno riesce a immaginare il color verde”, ma il puro verde, il verde smeraldo, “nello stesso tempo immagina di sentire una quinta musicale”, qualunque sia, “e immette in se stesso quella quantità di calore che le vibrazioni davano, l’uomo si mette in una condizione di percezione o di emanazione formidabile!” E mi son detto: “Come posso fare per saperlo?”. Sempre il caso che mi aiuta. Passavo davanti a un tabaccaio – fumavo – sono andato a comprare le sigarette. In quel momento c’era un vecchietto che comprava (...) un mazzo di carte.
“Vous les voulez rouge ou bleu?”. [Le volete rosse o blu?]
“... rouge”. [Rosse]
“Dia un pacchetto di carte anche a me”.
Ritorno, vado a casa, e mi ricordo sempre ho tirato fuori i quattro dieci... E poi dico: “Sono due nere e due rosse. Teniamo le due nere, pigliamo il più rosso. Vediamo un po’... mescolo. Allora io immagino...” – prima ho fatto: “Rosso, il rosso è caldissimo, è rosso! Queste son nere, son morte!” – Stabilito quello, le mescolo e dico: “Adesso io immagino di sentire la quinta musicale, di vedere il colore verde, percepire un calore determinato...”, guardo, era nera! Ho provato dei mesi, non ci riuscivo, non ci riuscivo... Finalmente un giorno mi sono detto: “Se lo vuoi non lo puoi, sei ancora sulla Terra, in un corpo, questo corpo ha delle necessità, vivi in una dimensione, non puoi andare oltre”. E io allora ormai ho imparato che la carta rossa è percepibile, perché ho stabilito che è calda, e che la carta nera, viceversa, la carta nera no... mi chiesi: “Cosa faccio? Passo la mano e penso ad altro”, mi sono messo a pensare a una donna nuda, che era la cosa che in quel momento mi distraeva di più, all’età che c’avevo. Ho sentito di colpo che la mano si è fermata su di una carta guardo, la carta rossa! Provo due volte, tre volte, quattro volte, cinque volte, allora ho preso tutte le carte e mi dicevo: “Togliamo le figure” – ho tolto tutte le figure, perché nelle figure ci son dei rossi e degli scuri, imbrogliavano – ho preso tutte queste carte... “Rossa... nera... rossa... nera... rossa...Tutte! Non è possibile!” Era il 27 di luglio del 1927, mi ricorderò sempre, poi sono arrivato [ad aggiungere] anche le figure subito dopo, perché c’era il segno sulle figure. Tutte e 52!... 54 con i due jolly. Mi ricordo sono sceso – stavo in Rue de Marronniers – passato il Passy, scendo giù a Rue des Champs Elysées, erano le sei del pomeriggio, luglio, bella giornata, stupenda, guardavo tutto, dicevo: “Sono il padrone, fra poco avrò tutto quello che voglio. Tutto! Perché se faccio questa cosa qua, svilupperò, l’applicherò a chissà che cosa. Tutto quel che c’è di più bello sulla Terra, avrò la potenza, una cosa meravigliosa”. E camminavo, guardavo le vetrine, automobili, dicevo: “Ah! adesso avrò tutto quello che voglio, non più lavorare”, eccetera... e avevo il mazzo di carte, ero andato a sedermi sulla panchina, c’è sempre quella panchina negli Champs Elysées, davanti al Pavillon d’Armenonville, tutte le volte che vado a Parigi passo di lì da quelle parti e ci dò un’occhiata, alla panchina. (...) Ed era notte, nella notte mi siedo su quella panca, davanti al Pavillon d’Armenonville, avevo fame, mi sono poi comprato uno di quei sandwich lunghi, me lo sono mangiato, me ne stavo lì contento, dico: “Adesso per stasera spendo tutto quello che c’è in tasca, domani incomincerò a pensare come mettere a profitto questa cosa”. E c’era una bella luna che batteva e c’era uno seduto lì, un vecchietto, un uomo:
“Monsieur, est ce-que vous avez l’heure?” [Signore, sapete che ore sono?] Faccio vedere l’ora, pensavo a me stesso. Mi fa:
“S’il vous plaît, vous avez l’heure?” [Per favore, avete l’ora?]
Sentivo che c’era una persona, chiedeva l’ora. Vedo che aveva il bastone bianco dei ciechi, fra le gambe, allora gli dico: “L’ora tale”.
Cieco... Ho incominciato a pensare: “Cieco... e allora posso diventare malato, cosa me ne faccio di tutta questa roba che possiederò?”, ero un po’ ridimensionato nel mio entusiasmo, mi ha fatto un po’ effetto questo cieco e sono andato a prendermi il metrò, sono andato a casa subito. Son tornato a casa triste e dicevo: “Tutto quello che avrò... tanto devi lasciar tutto, devi morire, devi morire, devi morire, diventare cieco, puoi ammalarti, è una cosa momentanea”. Ero triste, tristissimo! È stato un dramma, un dramma. (...) Fatto sta che io poi sono venuto a Torino, ero in licenza perché sono stato malato, e sconsolatissimo andai qui da Padre Righini – avevo fatto gli studi al Sociale – dal gesuita, dico: “Sono molto infelice”. (...)
“Ma cosa c’hai?”.
Un santo, Padre Righini. Gli racconto la mia storia, dice:
“Medita, leggi il Vangelo, Dio ti illuminerà”.
Mi ha illuminato mia madre. Mia madre è venuta su, a Santa Croce, qui sulla collina di Torino, e dice: “...ma tu non so cos’hai in quella testa! Senti – perché le ho detto tutto – non avere paura di tutto quello che potrai avere con queste cose, se tu hai paura che queste ti ricordano che devi morire puoi evitarlo, dai agli altri quello che hai paura di dare a te stesso, dallo agli altri, e allora in quella maniera lì vedi che è tutto utile!”
E da quel momento ho incominciato a dare agli altri».»

(da: Franco Rol, Rol, un Buddha occidentale del XX secolo, Mistero Magazine, n. 100, agosto 2021, pp. 40-46; la versione integrale dell'articolo, col necessario inquadramento e commento che si consiglia di leggere, si può scaricare da questo post: bit.ly/Rol_Buddha_kundalini
È stato poi riprodotto con ulteriori commenti e riferimenti nel vol. IV de L'Uomo dell'Impossibile, 2022, pp. 383-393)