DICEMBRE 2023
25/12
(da un mio post del 25/12/2023, qui)
Un interessante lungometraggio dell'artista indipendente Silvio Grilli, che fa le parti di Rol in conversazione con una delle testimoni che lo conobbero, Giovanna Demeglio.
L'autore-interprete, con accento francese, racconta la sua vita come se fosse Rol (nessuna somiglianza di aspetto, né alcun tentativo di imitarlo) e quello che dice è tratto in gran parte e fedelmente dalle fonti dirette, ovvero dagli scritti autografi (soprattutto "Io sono la grondaia") e dalle registrazioni della sua voce (soprattutto quelle fatte da Giuditta Dembech nel 1989).
Durante il dialogo, una tela posizionata su un cavalletto cambia più volte l'immagine raffigurata in conformità con le sequenze narrative.
Si tratta di un lavoro senz'altro originale, fatto con cura e rispetto sia della memoria di Rol che della precisione delle fonti.
In merito agli inizi di Rol, Silvio Grilli ha optato per raccontare entrambe le versioni principali conosciute, in sequenza cronologica (si tratta di licenza narrativa) vale a dire prima quella del presunto incontro con un personaggio polacco a Marsiglia, che avrebbe fatto vedere a Rol alcuni esperimenti, poi quella in cui Rol sempre a Marsiglia entra in un tabaccaio, compra dei mazzi di carte e inizia i suoi tentativi di indovinarne colore e numero.
Chi scrive ritiene il racconto del polacco una via di mezzo tra il "basato su fatti reali" e il racconto simbolico/iniziatico (analisi si trovano sia ne "Il simbolismo di Rol" che ne "L'Uomo dell'Impossibile") e non dovrebbe essere preso alla lettera. Ne scrisse il solo Pitigrilli nel 1952, al quale Rol lo raccontò, ma in seguito Rol riferì sempre l'altra versione, sia in scritti autografi che in conversazioni con giornalisti.
Ringraziamo Silvio Grilli per quest'opera diversa dal solito e per la sensibilità dimostrata.
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23/12
“VISION” DI QUESTA PAGINA [facebook] DEDICATA A GUSTAVO A. ROL – CHIARIMENTI
(da un mio post del 23/12/2023, qui)
PREMESSA
Questa pagina è stata creata nel 2011 dallo scrivente e amministratore Franco Rol, biografo principale (9 volumi pubblicati – 4000 pagine – e 23 anni di divulgazione ininterrotta, precisa e frequentemente gratuita, con documenti inediti scritti, audio, video, ecc.), testimone diretto e lontano cugino di G.A.Rol.
SULLE TESTIMONIANZE
Le reti sociali hanno reso possibili alcuni fatti notevoli che sono andati a vantaggio della memoria di Rol:
1) l’emergere continuo e costante di nuove testimonianze su di lui, spesso da parte degli stessi testimoni che pubblicano o commentano direttamente, senza filtri;
2) la possibilità di interagire con i testimoni potendo chiedere loro direttamente ulteriori dettagli e chiarimenti;
3) la possibilità, da parte dei testimoni, di condividere direttamente immagini, scritti, audio relativi al loro rapporto con Rol;
4) la possibilità, per i testimoni, di trovare comunità di persone che non li giudicano subito folli o mitomani se affermano per esempio che Rol ha attraversato un muro o camminato sull’acqua (naturalmente, non basta affermarlo perché questo sia vero, ci sono testimoni attendibili e altri meno, oppure per niente attendibili, verifiche sono comunque necessarie);
Queste possibilità e interazioni in passato, prima delle reti sociali e prima di internet, erano quasi impossibili. Ciò spiega perché il “caso Rol” si è trovato in una contingenza formidabile: da un lato, un Maestro Illuminato (che raggiunse l’illuminazione) assai raro nella storia del mondo, con una estensione di “possibilità” paranormali, sia in orizzontale (quantità e varietà) che in verticale (grado e qualità) quasi mai riscontrate tutte nella stessa persona (chi scrive ne ha classificate di 50 tipi diversi, anche se contigui); dall’altro la possibilità di raccogliere e registrare in maniera facile ed immediata nuove testimonianze, che in altre epoche sarebbero andate inevitabilmente perse. E infatti non esiste nessun altro Maestro della storia, in qualunque Via spirituale, del quale si siano potute raccogliere tante testimonianze e tanti aneddoti attendibili e relativamente precisi e circostanziati. E questo avviene quando ancora decine di testimoni sono viventi e altre decine, sicuramente, ancora non hanno avuto occasione di riferire la loro esperienza.
Un altro elemento importante, conseguenza di quanto sopra, è il poter riscontrare una precisa concordanza nelle testimonianze sia nelle rispettive classi di prodigi o esperimenti, che nel modo di agire di Rol, in anni o decenni diversi, da parte di persone di ogni estrazione sociale, culturale e professionale che molto spesso non si conoscevano e per la maggioranza non avevano alcun interesse per il cosiddetto “paranormale” (molte hanno cominciato ad averlo solo dopo aver conosciuto Rol).
Vale a dire, non importa le differenze individuali tra i testimoni, essi dicono essenzialmente le stesse cose. Ed è questa una cifra di oggettività.
Il dire le «stesse cose» non significa però che ogni testimonianza non abbia un suo valore specifico. Al contrario. Intanto, perché conferma le testimonianze di altri, e quindi più testimonianze ci sono, sempre più oggettivo diventa il quadro generale; poi perché in ogni testimonianza ci sono particolari inediti e interessanti, magari in grado di illuminare altre testimonianze dove quei particolari mancano.
FUNZIONE DI QUESTA PAGINA
1) La prima funzione di questa pagina è far conoscere queste testimonianze, selezionate sulla base dell’attendibilità, della pertinenza o della contingenza (quando ad esempio altri media parlino di un dato prodigio, di cui si possono fornire analoghi con relative spiegazioni e approfondimenti);
2) la seconda funzione è quella di condividere pensieri e insegnamenti di Rol, sempre con la fonte precisa verificata e da fonti anche qui attendibili. Il pensiero di Rol riferito direttamente (scritti autografi e registrazioni audio) ha un grado di importanza e attendibilità superiore a quello annotato da testimoni in conversazioni orali. Non sono infrequenti testimoni che hanno travisato o riportato in modo impreciso cose che Rol disse loro. Saper comprendere il grado di aderenza con l’effettivo pensiero di Rol, sulla base di quanto lo stesso Rol ha detto in altre circostanze, fa parte delle competenze dell’amministratore;
3) la terza funzione è fornire spiegazioni e chiarimenti del pensiero, della vita e della scienza di Rol, così come correggere i frequenti errori che ricorrentememte emergono in articoli di giornale, libri, servizi televisivi o radiofonici, documentari, ecc. e dove gli autori non hanno a seconda dei casi, nessuna o poca o incompleta competenza o preparazione per parlare di lui, e magari hanno preso a casaccio in rete qualche informazione, non di rado imprecisa o inattendibile, senza chiedere invece a chi di competenza;
4) lo scrivente è l’unico testimone-e-biografo costantemente e facilmente accessibile che può fornire questa competenza, quindi chi scrive articoli o prepara servizi può ottenere in breve tempo i corretti feedbacks; ci sono poi amministratori di altri gruppi che, anche se non sono testimoni, hanno comunque la sufficiente competenza e conoscenza della biografia di Rol – e molto più di tanti testimoni, avendo il “quadro generale”– come ad esempio Loredana Roberti del gruppo Gustavo Adolfo Rol (gruppo, a differenza della “pagina di personaggio pubblico” come è la presente) e il prof. Nicola Gragnani del gruppo Gustavo Adolfo Rol - Le Possibilità dell'Infinito, che qui approfitto per ringraziare entrambe, e che hanno ampiamente dimostrato che anche senza essere testimoni si possono fornire contributi essenziali e molto utili.
5) la filosofia o “vision” di questa pagina è prediligere la qualità e l’attendibilità rispetto alla quantità; sono più gli articoli o simili, esterni, che non condividiamo, che quelli che condividiamo. Non è perché da qualche parte si parla di Rol, che compulsivamente lo segnaliamo, indipendentemente da quello che si dica, da come lo si dica e da parte di chi lo dica; non c’è condivisione a) se quello che viene detto o scritto non supera soglie minime di novità o originalità rispetto a quanto già si sapeva in precedenza (sono quindi esclusi contributi che riciclino in modo approssimativo materiale precedente); b) se non supera soglie di precisione, di correttezza delle informazioni fornite, di assenza di fraintendimenti grossolani (a meno di non citare di proposito materiali del genere col proposito di contestarli ed evidenziarne carenze, errori e superficialità); c) se le informazioni non sono ancora confermate o se si prevedono comunicazioni future più esaurienti rispetto alle prime comunicazioni parziali (ad es. iniziative in embrione di cui si attendono gli sviluppi e maggiore certezza e concretezza) o se un evento (conferenze, passaggi televisivi, ecc.) è ancora troppo lontano nel tempo, tale per cui si preferisce attendere maggiore prossimità prima di segnalarlo; d) se già altre pagine o gruppi a grande diffusione hanno condiviso la stessa informazione, tale per cui, tranne eccezioni rilevanti, si finisce solo per duplicare quanto è già stato comunicato; e in generale, in una epoca di bombardamento di informazioni, un post ogni due o tre giorni su questa pagina, come media, ci pare ragionevole, né troppo né troppo poco;
6) questa pagina non cede alle pressioni di nessuno che voglia farsi pubblicità sfruttando l’immagine di Rol; né di chi, magari ultimo arrivato, pretenda che si segnali un suo contributo di qualunque genere e solo perché riguarda Rol, gratuito o meno che sia. Negli ultimi anni è capitato più di una volta, così come poi è capitato che i diretti interessati si stracciassero le vesti da altre parti facendo “piazzate” di basso livello, accusandoci di “censura” e quant’altro, mentre quello che qui interessa è sempre e solo la qualità e il corretto rispetto per la memoria di G.A. Rol, e l’esclusione di approfittatori, persone con credenziali da chiarire (c’è chi spunta dal nulla pretentendo subito la massima fiducia), esaltati (o anche solo impazienti di venir “accreditati”) che non mancano mai, soprattutto quando si presenta qualche onda mediatica dove il “caso Rol” assume rilevanza. Qualsiasi iniziativa o pubblicazione che si dimostri valida e che rispetti i criteri summenzionati, sarà sempre benvenuta e comunicata nel momento opportuno;
7) questa pagina come detto non è un gruppo, dove chiunque può fare dei post (ma può ovviamente commentare), ma una fonte primaria su G.A. Rol e una risorsa variegata di contenuti su più livelli e verificati; attraverso il pulsante “cerca”, inserendo una parola chiave, è possibile accedere a decine di post sin dal 2013, ovvero da quando la pagina è diventata davvero operativa; essa è collegata al sito internet dedicato a Rol e in rete dall’anno 2000 (gustavorol.org), sito dove si trovano molte altre informazioni che possono essere integrate;
8) sono ammessi senza problemi i commenti critici e anche scettici su G.A. Rol, a patto però: a) che non ci sia insolenza; b) che si mantenga la conversazione su un piano di confronto ragionevole di idee, educazione ed assenza di pregiudizi; c) che ci si informi al seguito di segnalazioni su dove farlo (ovvero articoli o post dello scrivente – che da anni contesta nel dettaglio le affermazioni degli scettici – o di altri dove un determinato aspetto è già stato ampiamente trattato e discusso); chi si rifiuta di informarsi e persiste nel reiterare slogan preconfezionati (l’esempio più banale: “Rol usava le carte, quindi era un prestigiatore”) e dimostra di rispondere a stretto giro e quindi di non aver fatto l’approfondimento segnalato, dopo due avvisi viene bannato;
9) sempre a proposito di scettici, e per concludere, questa pagina è il primo baluardo nelle reti sociali contro di loro, e per la precisione contro gli scettici-negazionisti, vale a dire non coloro che, legittimamente, possono avere dei dubbi su Rol non conoscendo ancora bene la sua storia, ma contro quelli che già conoscendola (comunque ancora superficialmente) persistono a negare numerose evidenze oggettive, si rifiutano di ammettere le loro carenze argomentative e fanno finta di non vedere testimonianze determinanti e spesso conclusive (la cartina al tornasole, come c’è stata già occasione di dire nelle scorse settimane, è la testimonianza dell’artigiano Rinaldo Soncin del prodigio del martello attaccato alla mano, da illusionisti e presentatori “riprodotto” in studi televisivi sulla base di ricostruzioni immaginarie e infondate, non attinenti alla vera testimonianza originale, da chi scrive raccolta nel 2007 in audio e immagine, e che smentisce platealmente quelle ricostruzioni - Cfr. il video Il Manuale di Paperinik).
Si spera di aver fatto, con questi punti ben circostanziati, opera di chiarimento e di utilità, sempre al servizio di chi segue la pagina e della memoria di G.A. Rol.
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18/12
(da un mio post del 18/12/2023, qui)
In merito al doc Enigma Rol, il 19 novembre Lorenzo Corvi – co-autore del bel doc-cortometraggio Rol. La scienza e lo spirito (2016) – mi citava in un commento a un post sulla pagina di GAR che amministro, e considerando, come hanno fatto anche altri, una occasione mancata la mia assenza tra le interviste e in generale il mio pochissimo coinvolgimento in quel lavoro. Siccome la mia risposta, lo stesso giorno, è persa in mezzo ad altri commenti, la riproduco qui, così che sia più evidente la mia posizione e in attesa di entrare, al momento più opportuno, in media res...:
«...quando farò, prima o poi, una recensione dettagliata di questa docu-fiction, il titolo o l'occhiello sarà: UNA OCCASIONE MANCATA.
E non si può neanche dire che la regista non fosse stata informata circa le cose "importanti" da sapere e dire, visto che mi ha interpellato frequentemente sin dal 2020. Come ho scritto su questa pagina [Gustavo Adolfo Rol] in un post del 05/11:
"L'immagine invece che sta passando in questi giorni – da chi scrive del resto precisamente prevista in post anteriori – è quella che Rol avesse sì, probabilmente, certe 'intuizioni' o 'percezioni', magari persino telepatiche, precognitive, curative nel lenire il dolore dei malati, però poi, con le carte, le scritte sui tovaglioli, le letture in libri chiusi, i martelli attaccati alla mano... ecc., beh, quello poteva anche essere illusionismo. È più o meno questo il risultato finora prodotto. Ciò che porterà anche testimoni di Rol – che queste cose non hanno viste (ma ne hanno viste altre) – a dire che, chissà, forse quello era davvero solo illusionismo, chiudendo la riflessione con: 'ma comunque ha fatto del bene'."
Ci sono milioni di persone che nel mondo hanno fatto e fanno del bene. Non è certo questa la cosa più importante di Rol. Quello che avrei detto, se si fosse fatto uno "sforzo" per inserirmi nel doc, dove sono assordantemente assente (compaio appena come uno qualunque nei titoli di coda), è questo:
La "cosa" più importante di Rol si chiama COSCIENZA SUBLIME. È quello stato raggiunto il quale si manifestano determinate "possibilità", come conseguenza, non cercate. Queste "possibilità" – chiamate siddhi dalla tradizione indiana e carismi da quella cristiana – consentono di, e dimostrano che è possibile, andare oltre i sensi, la materia, lo spazio, il tempo e la morte. Ma, soprattutto, in questo stato cambia completamente la prospettiva esistenziale, come di chi, giunto in cima all'Everest, abbia una visione panoramica a 360º che si spinge molto lontano, a differenza di chi sia rimasto alle pendici della Montagna. La propria vita si inscrive così in un significato assai più profondo ed al tempo stesso elevato. Se tutti giungessero a questo stato, gran parte dei mali del mondo scomparirebbero, spontaneamente. E tornerebbe finalmente l'Età dell'Oro.
Mi sarebbero bastati un paio di minuti per dire questo... dando un senso e una direzione a una narrativa che invece mantiene a tutti i costi l'enigma, per non parlare della esposizione esagerata di scettici ed illusionisti, che parlano del nulla non avendo conosciuto Rol, non avendo fatto nessun approfondimento e in alcuni casi non essendo nemmeno sinceri».
[p.s. Ho pubblicato la recensione-libro Enigma Rol. Una occasione mancata quasi un anno dopo, ad ottobre 2024, qui]
NOVEMBRE 2023
24/11
(da un mio post del 24/11/2023, qui)
I testi dove il rapporto tra Rol e Napoleone è stato già ampiamente approfondito sono quelli di Franco Rol Il simbolismo di Rol (2008) e il vol. IV de L’Uomo dell’Impossibile (2022, con un dossier di 133 pagine che ruota intorno alla vicenda della carrozza di Napoleone che Rol donò all’Ordine Mauriziano).
Ne Il simbolismo di Rol, sono state anche messe a confronto le lettere che Napoleone scrisse alla moglie Giuseppina (Joséphine de Beauharnais) o gli scritti in cui parla di lei, con lettere e poesie che Rol aveva scritto a donne amate durante la sua vita. Qui un breve stralcio (da pp. 357-358):
Napoleone:
«Io vinco soltanto battaglie, mentre Giuseppina, con la sua bontà, conquista tutti i cuori. Giuseppina, la più amabile e la migliore delle mogli!»
«Sono stato nel villaggio di Virgilio, sulle rive del lago, in un chiaro di luna argentino, e nemmeno per un istante ho smesso di pensare a Giuseppina».
«...le grazie dell’incomparabile Giuseppina risvegliano incessantemente una fiamma viva e ardente nel mio cuore e nei miei sensi».
Rol:
«Tu accendi il mio spirito conduci la mia mente a pensieri profondi innalzi il mio cuore a vette infinite».
«...come un lampo si rischiarò il mio cuore e la ragione umiliò la mia forza».
«...la gran Luce colmò gli abissi. Il vero eroe è l’Amore».
«Ti adoro come non ti ho mai amata pochi giorni solamente e presto potrò riaverti fra le mie braccia!»
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23/11
(da un mio post del 23/11/2023, qui)
Una ottima intervista a Ernesto Ferrero (1938-2023), studioso di storia napoleonica, premio Strega nel 2000 per il romanzo "N".
Per chi sappia poco su Napoleone, questa intervista (da La Stampa del 23.11.23) da sola riesce a fornire una panoramica precisa e competente.
Speriamo non dovere attendere due secoli per averne una uguale su Rol...
Per una immagine ad alta risoluzione, si può scaricare il pdf qui.
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20/11
Sono state aggiunte 7 FAQ (da 35 a 41).
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18/11
UNA SCIABOLA DI TIPO DIVERSO
(da un mio post del 18/11/2023, qui)
Una volta Gustavo mi disse che mi avrebbe lasciato in dono, quando non ci sarebbe stato più, una sciabola di Napoleone Bonaparte, del quale era grande conoscitore, estimatore e collezionista di cimeli.
Per ragioni non chiare, alla sua morte tale disposizione non venne trovata.
Per un certo tempo la cosa mi dispiacque, tuttavia in seguito una sciabola di tipo diverso, anzi due sciabole in una, sia in forma simbolica che come oggetto, mi è comunque arrivata: la penna dello scrittore.
Nell’immagine, in alto, a titolo di esempio, la sciabola che Napoleone usò nella battaglia di Marengo (14 giugno 1800).
In basso, la penna d’oca di uno scrittore dell'800 materializzatasi durante un esperimento di Rol avvenuto nel 1976 a casa di Remo Lugli, esperimento che ho ripubblicato nei giorni scorsi sulla pagina che amministro (qui).
Nel mezzo, la sovrapposizione dei due oggetti che nonostante nella realtà abbiano dimensioni molto diverse, possiedono praticamente la stessa curvatura.
Questa penna d’oca, per vie “strane”, alla fine è arrivata a me.
Era appartenuta a un anonimo scrittore dell’800; è stata ripescata nell’Archivio del Tempo e rimaterializzata a casa di uno scrittore del ‘900 (Lugli) che l’ha tenuta per quasi quarant’anni fino alla sua morte (2014); ed è poi passata, quasi come un testimone, ad uno scrittore del 2000 (io).
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17/11
ROL E LA SCIENZA: UN ARTICOLO DI UNO SCIENZIATO
(finalmente)
(da un mio post del 17/11/2023, qui)
Molto raramente articoli su Rol degni di nota riescono ad emergere. Come questo su La Stampa di oggi 17 novembre (p. 31), il contributo più rilevante di queste settimane e non solo, scritto dal fisico prof. Francesco De Martini, del quale qui di seguito un breve profilo (del 2011):
«Francesco De Martini è uno dei più prestigiosi docenti italiani di fisica. Dopo la laurea in ingegneria al Politecnico di Milano entra a far parte per tre anni dello staff del Massachusetts Institute of Technology. Successivamente diviene docente di Fisica presso l'Università di Napoli, e dal 1979 presso l'Univerità La Sapienza di Roma, dove tiene il laboratorio Quantum Optics. Nel 2007 entra a far parte dell'Accademia dei Lincei. Per numerose riviste specializzate ha scritto oltre duecento articoli».
[nota: la redazione, responsabile come è prassi di titolo, occhiello e catenaccio, non ha resistito al solito vizietto dei disinformati: chiamare Rol "sensitivo" e "mago", parlare dei «suoi trucchi» e nella didascalia delle foto, di «magie o illusioni», invece che di "esperimenti" come li chiamava Rol con linguaggio scientifico. C'è sempre qualche batterio che riesce ad insinuarsi e contaminare...]
p.s. Va anche sottolineato, a margine della nota qui sopra, che la redazione de La Stampa ha fatto un torto non solo a Rol, ma anche a chi ha scritto il pezzo, che afferma l'esatto contrario delle allusioni inopportune e infondate dei redattori. Un demerito a loro.

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16/11
(da un mio post del 16/11/2023, qui)
Nelle ultime settimane si è sentito dire, da persone poco informate o da testimoni che lo hanno frequentato poco, che Rol fosse nato con le sue "possibilità".
Più volte la cosa è stata smentita non solo da chi scrive, ma soprattutto dallo stesso Rol quando era in vita, ed è ciò che fa testo. Riproponiamo uno stralcio dall'originale di uno degli articoli di Gente del 1977, che Rol riscrisse integralmente (ovvero sono scritti da lui in terza persona, anche se a firma R. Allegri).
Rol nelle righe precedenti aveva spiegato come nel 1925, quando era a Marsiglia, aveva per caso acquistato due mazzi di carte da un tabaccaio e da lì era cominciata una sfida personale per cercare di indovinarne inizialmente il colore del dorso.
(per l'articolo intero, riprodotto, spiegato e contestualizzato, cfr. L'Uomo dell'Impossible, vol. VI, 2023, pp. 351-363; per la spiegazione più dettagliata e completa sui suoi inizi, si veda l'articolo di Franco Rol, Rol. Un Buddha occidentale del XX secolo)
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12/11
RARO FILMATO INEDITO di Gustavo A. Rol - 1987
(da un mio post e video del 12/11/2023, su fb e su yt)
Il 30 maggio 1987 Gustavo A. Rol presenziò al matrimonio di mia cugina Elena Belluso, nipote della zia Elda Quaglia Rol (mia nonna materna e cugina acquisita, di alcuni gradi, di Gustavo) sorella della madre di Elena, Maria Teresa Quaglia. Anche io ero presente, così come mia mamma Raffaella.
È stato possibile recuperare un filmato dove Rol compare in brevi ma comunque significative sequenze, anche se purtroppo di non buona qualità, prima alla cerimonia in chiesa, alla Gran Madre di Torino; poi al borgo medievale all'interno del Parco del Valentino e al pranzo tenutosi all'annesso ristorante San Giorgio.
Rol non amava essere filmato, fotografato, registrato. Le sequenze dove lui compare sono molto poche, tuttavia si tratta comunque di un documento importante, conoscendosi ad oggi solo un altro filmato girato da Giorgio Visca a Mentone negli anni '70, che nel 2002 io avevo recuperato, trasferito da Super 8 e consegnato a Nicolò Bongiorno per il suo documentario del 2008 (visibile integrale anche in rete da alcuni anni).
Quando nel 2000 inaugurai il sito a lui dedicato (all'epoca gustavorol.it, in seguito .org), avevo riferito del primo esperimento che Gustavo mi aveva mostrato, e avevo scritto che era avvenuto «ad un pranzo di matrimonio di una nostra parente». In seguito trovai una fotografia della mia cresima con scritta la data del 31 maggio, il giorno dopo, e credetti di essermi sbagliato e che quell'esperimento non fosse avvenuto al matrimonio – di cui non ricordavo la data né la verificai, non essendo ancora un "fondamentalista" del fact-checking... – ma alla mia cresima, e così si trova nei miei libri, che in prossime edizioni o ristampe dovrò correggere; lo stesso dovrò fare per la testimonianza di mia mamma, anche lei testimone di un esperimento a quel pranzo, che finii per condizionare convincendola che era alla mia cresima invece che al matrimonio di Elena. Entrambi questi esperimenti sono riferiti nel video.
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11/11
(da un mio post dell'11/11/2023, qui)
Così come un Santo (di qualsiasi Via spirituale) non potrebbe mai dire "sono un Santo" (magari schermendosi come Rol che diceva, per allontanare gli idolatri e per sminuirsi: «sono pigro, goloso, lussurioso»...), così un "illuminato" (che è intrinsecamente “santo”, perché non può esistere illuminazione senza purezza di cuore) non potrebbe dire di esserlo, non almeno esplicitamente e pubblicamente, pena il suscitare incomprensione e anche opposizione.
Su questa pagina (e non solo) da anni si insiste nel ripetere, ad nauseam, che Rol non era un “sensitivo” (né medium, né mago, ecc.), eppure giornalisti, editori, commentatori, imperterriti perseverano nell’errore, non comprendendo perché ciò possa essere rilevante. Il giorno che questa pagina – amministrata da chi ha conosciuto bene Rol e lo sta anche spiegando sistematicamente da anni – verrà presa sul serio come una delle fonti principali ed attendibili su di lui, sarà un bel giorno...
Rol ha dovuto attendere di “morire” per confermare di essere “Illuminato”, con un episodio che abbiamo condiviso spesso perché è davvero molto significativo. Lo riproponiamo facendolo precedere dalla seguente necessaria e solita premessa:
«Ho sempre protestato di non essere un sensitivo, un veggente, medium, taumaturgo o altro del genere» (1978); «Io non sono un sensitivo né un medium...» (1986); «Non faccio che ripetere di non essere un veggente, né un sensitivo né un indovino e neppure un parapsicologo» (1987)
L’episodio è stato raccontato da Chiara Barbieri:
«Correva l’anno 1999. Io ho studiato teologia e avrei voluto scrivere ed approfondire con l’abate della Novalesa – dove ho restaurato per 4 anni pergamene antiche e luogo che per i miei studi tutt’ora frequento – un libro sulle mistiche medievali , davvero grandi figure di donne.
Così avevo ordinato in libreria il commentario alla regola di San Benedetto scritto e commentato da Ildegarda di Bingen.
Questo libro non arrivava mai. Finalmente nel febbraio 1999 mi chiamano per dirmi che era arrivato. Vado a ritirarlo e trovo tutta la libreria tapezzata con la copertina del libro di Maria Luisa Giordano "Rol mi parla ancora". Mi sono detta che certamente questo era un segno e che avrei dovuto acquistare anche quel libro.
Io avevo frequentato il dottor Rol per circa 20 anni e mi era davvero rimasto nella mente e nel cuore. Erano passati 5 anni dalla sua morte, ogni tanto pensavo a lui anche se non tanto quanto ora che è onnipresente nella mia vita.
Dopo aver acquistato il libro della signora Giordano sono andata a riprendermi il primo libro che lei aveva scritto su Rol e con sorpresa – ma parlo di una sorpresa scontata perche’ chi ha conosciuto Rol non si sorprende piu’ di tanto – ho trovato scritto a matita sulla prima pagina il numero di telefono della Giordano, che io non avevo mai posseduto e con la quale non avevo mai parlato in vita mia.
Feci il numero, mi presentai e raccontai che mi ero trovata scritto il suo numero di telefono e che pertanto avevo ritenuto di chiamarla perché ero convinta che il dottor Rol volesse questo. Le dissi anche che io ero sempre rimasta un po’ titubante sui poteri del dottore e di avere in contemporanea nutrito per lui ammirazione mista a timore ed una vera e propria paura. Infatti lui mi aveva piu’ volte invitata a casa sua, ma io proprio per paura avevo sempre declinato l’invito; la comparsa di quel numero di telefono scritto a matita mi era parsa una sollecitazione a contattarla ed aggiunsi che anche tutto questo in un certo senso mi faceva di nuovo un po’ paura. La signora Giordano mi tranquillizzò e mi invitò a leggere il suo libro che mi avrebbe fatto passare ogni timore.
Premetto che un giorno d’inizio estate, ma circa 10 anni prima [nel 1989 ca.], io ero come al solito a pranzo al ristorante La Pace di via Galliari dove anche il dottor Rol era solito cenare ogni giorno e mentre mangiavo avevo chiesto ad Agnese, la padrona del locale, come mai da alcuni giorni Rol non si fosse più fatto vedere. Lei mi disse che quasi certamente era già partito con la moglie per Mentone. Pochi istanti dopo comparve Rol vestito con un lungo impermeabile color cachi ed un cappellone in mano perché fuori stava piovendo. Allora io gli dissi: “Non è ancora partito per le vacanze?” lui mi guardò, sorrise e poi puntò il suo famoso indice verso di me dicendomi: “Pagina 47 quarta riga terza parola....ca’ lesa fort! (legga forte..)” Io lo guardai e gli chiesi dove dovevo leggere, e lui mi disse: “Ma nel suo libro, no?” Quella mattina io mi ero comperata un libro ma in quel momento me ne ero completamente dimenticata. Ce l’avevo ancora incelofanato dentro la borsa mi affrettai ad aprirlo ed alle sue precise indicazioni trovai scritto e lessi forte la parola “venerdi”. Lui allora si mise a ridere e disse: “Vede? Parto venerdì”. Io rimasi di stucco, e non riuscii mai più a dimenticare quel “pagina 47 quarta riga terza parola”. Quando terminai dunque di leggere il nuovo libro della signora Giordano molto stranamente pioveva come quel giorno al ristorante di tanti anni prima ed appena chiusi il libro mi apparve il dottor Rol con il solito impermeabile cachi e il cappellone, e puntandomi contro l’indice mi ripete “Pagina 47 quarta riga terza parola” andai subito a leggere e vi trovai la parola “illuminato”. Ebbene Rol dopo anni e dopo morto dava la risposta a tutti i miei quesiti. Più volte infatti gli avevo chiesto di dirmi “chi” fosse realmente lui ed ora dopo 5 anni dalla sua morte mi aveva risposto!».
(tratto da: Franco Rol, L'Uomo dell'Impossibile, Vol. I, 2015 (3a ed.), pp. 196-197)
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05/11
(da un mio post del 05/11/2023, qui)
Quanto sta emergendo nei media e nei socials al seguito di commenti, interviste, battage pubblicitario del docu-film Enigma Rol è una costante associazione indebita con l'illusionismo. All'epoca del bel documentario di Nicolò Bongiorno poi trasmesso da History Channel (2008) questo non era avvenuto, pur lui per correttezza mostrando anche qualche opinione scettica. L'alone trasmesso da quel lavoro, specchio di un animo sensibile, era un alone di spiritualità, come è corretto che sia per chi abbia compreso Rol.
L'immagine invece che sta passando in questi giorni – da chi scrive del resto precisamente prevista in post anteriori – è quella che Rol avesse sì, probabilmente, certe "intuizioni" o "percezioni", magari persino telepatiche, precognitive, curative nel lenire il dolore dei malati, però poi, con le carte, le scritte sui tovaglioli, le letture in libri chiusi, i martelli attaccati alla mano... ecc., beh, quello poteva anche essere illusionismo. È più o meno questo il risultato finora prodotto. Ciò che porterà anche testimoni di Rol – che queste cose non hanno viste (ma ne hanno viste altre) – a dire che, chissà, forse quello era davvero solo illusionismo, chiudendo la riflessione con: "ma comunque ha fatto del bene".
C'è un caso emblematico di questo punto vista, quello dello scrittore Alberto Bevilacqua (1934-2013) che nella trasmissione "Enigma" di Corrado Augias (si veda la recensione fatta nel 2007 da chi scrive, qui) aveva sì preso le parti di Rol e ne aveva parlato con stima e affetto, ne aveva anche sperimentato alcune sue possibilità, tuttavia non avendo assistito a certi esperimenti era disposto anche a considerarli giochi di presigio. A fin di bene.
Ora, un tale punto di vista – che è completamente sbagliato – è e sempre sarà quello di coloro che non hanno visto gli esperimenti, o al massimo li hanno visti una volta senza capire di cosa si trattava. O di coloro che, oggi, potendo informarsi correttamente presso le fonti precise e attendibili, non lo fanno.
Il video sul "Manuale di Paperinik" pubblicato su questa pagina nelle scorse settimane, è stato realizzato proprio per mostrare come le apparenze (e gli scettici, e gli illusionisti) ingannino, e il caso del "martello attaccato alla mano", che non era affatto un gioco di prestigio nonostante i prestigiatori abbiano voluto fare credere il contrario, deve diventare la cartina al tornasole per giudicare tutte le loro affermazioni analoghe su altri tipi di esperimenti che si arrabattano per poter replicare, e naturalmente sempre in condizioni molto diverse da quelle in cui si trovava Rol. Nel volervi fare credere che anche loro possono riprodurre quegli esperimenti, vi stanno ingannando, stanno cioè facendo l'ennesimo gioco di prestigio, per attirare l'attenzione su di loro e la loro vanità.
In attesa di un antipasto sostanzioso dedicato agli scettici, e che è quasi pronto, segnaliamo, per chi ancora non li conoscesse, una serie di "aperitivi" che lo scrivente ha scritto nel corso di vent'anni, raccolti su una pagina che è anche un manifesto.
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03/11
(da un mio post del 03/11/2023, qui)
Dopo diversi rinvii, è andato in onda il 2 novembre il segmento di Porta a Porta dedicato alla docu-fiction Enigma Rol.
La puntata può essere rivista su Rai Play, la parte su Rol inizia al min. 49,24.
Sarà fatta a breve una recensione abbastanza dettagliata. Intanto, basti dire che, al di là di alcuni errori biografici qua e là, la puntata è stata di gran lunga più positiva del pietoso precedente del 2003, dove gli scettici disinformati tennero banco senza alcuna decenza.
A questo giro c'era solo, in collegamento esterno, il matematico impertinente e... incompetente (sull'argomento trattato) Piergiorgio Odifreddi che si è limitato ai soliti banali slogan che di scientifico hanno davvero molto poco.
Neanche immagina, Odifreddi, che proprio la matematica farà parte della spiegazione del mistero Rol.
Comunque, è quasi esilarante, ormai, vederlo citare come un disco rotto il suo allievo del Politecnico di Torino, Mariano Tomatis, che nel 2003 si era illuso di fare un bel figurone al Porta a Porta pietoso di cui sopra, mostrando il gioco del martello da Manuale di Paperinik.
È quella infatti la fonte "autorevole" di riferimento di Odifreddi.
Peccato che la regista non abbia suggerito di invitare, tra i testimoni, chi – come lo scrivente... – avrebbe potuto mettere a tacere Odifreddi in poche parole. Sarà per un'altra volta...
Intanto, qualcuno potrebbe recapitargli il video che abbiamo pubblicato il 15 ottobre (bit.ly/Paperinik_scettico_smascherato) così che possa farsi trovare un po' più preparato e meno banale al prossimo esame (quello per passare almeno – su questo argomento – dall'asilo alla prima elementare).
[p.s. ottobre 2024: una critica dettagliata a questa puntata è stata pubblicata a margine della recensione-libro a Enigma Rol, pp. 186-209, qui]
OTTOBRE 2023
31/10
(da un mio post e video del 31/10/2023, su fb e yt)
«GELATINA»
(una importante testimonianza)
In post precedenti abbiamo riprodotto gli episodi di Enrico Gianeri e Federico Fellini, che avevano visto, in anni diversi, una carta da gioco trasformarsi sotto i loro occhi, con un impatto piuttosto forte.
Lo stesso fenomeno è stato testimoniato dallo psicologo Guido Lenzi all'inizio degli anni '80, e nel suo caso è stato possibile raccogliere la sua testimonianza dettagliata con le sue impressioni.
La carta da lui tenuta in mano, per un istante si trasformò in un'altra, per poi tornare quella di prima.
Nel momento della trasformazione, Lenzi testimoniò lo scomporsi e ricomporsi della materia, descrivendola come "gelatina".
La trascrizione della testimonianza con qualche nota di commento si può scaricare al link: https://gustavorol.org/images/biografia/Guido_Lenzi_esperimento_Rol.pdf
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26/10
LA MATEMAGICA DI DISNEY
(da un mio post e video del 26/10/2023, qui; che avevo già segnalato in altro post del 10/08/2019)
In Donald in Mathmagic Land, 1959, candidato all'Oscar 1960, troviamo Paperino in un viaggio divertente e istruttivo nel mondo della "mate-magica".
Risulta che Walt Disney (1901-1966) abbia conosciuto Rol, anche se al momento mancano i dettagli. L'incontro potrebbe essere avvenuto nel settembre 1961, quando Disney andò a Torino in occasione dell'Expo 1961. O anche prima.
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23/10
CARTE
(da un mio post del 23/10/2023, qui)
Esiste una differenza sostanziale di opinione tra chi non ha mai visto gli esperimenti di carte di Rol, chi li ha visti una o due volte, e chi li ha visti in maniera continuativa, magari decine o addirittura centinaia di volte.
nessuno di coloro che fanno parte dell’ultimo gruppo potrebbe confonderli con, o sospettare che possano essere, giochi di prestigio. Non hanno nulla a che vedere, non solo nelle cause, ma anche nelle dinamiche. Lo scrivente Franco Rol, amministratore di questa pagina, fa parte di quest’ultimo gruppo. La sua opinione è quindi anche una testimonianza. Esiste poi un elemento fondamentale che si ritrova talvolta in questa classe di esperimenti e anche in altre: Rol era in grado di trasmettere ad altri, temporaneamente, le sue stesse possibilità. Chi scrive lo ha spiegato molte volte, dappertutto. E questo anche perché è tra coloro ai quali Rol le ha trasmesse. Aveva quasi 90 anni. Non toccava mai le carte. Gli esperimenti li ha fatti fare a me. Se esiste qualcosa che conferisce la certezza assoluta che non erano trucchetti da prestigiatore, come si legge tristemente in affermazioni o articoli scritti da disinformati in questi giorni, questa è forse la principale.
Con le carte si gioca anche a bridge, ma nessuno penserebbe di tacciare di illusionisti i giocatori di bridge. L’esempio è solo per dire che occorre andare oltre le apparenze e le associazioni scontate, banali, immediate di chi degli esperimenti di Rol non sa nulla o quasi.
Nella Scienza di Rol, che era Scienza Sacra, le carte rappresentano numeri e simboli. Per lui erano l’ABC della sua fenomenologia, ovvero, ad un tempo, il primo gradino, la BASE, e quello più “semplice”, per quanto di semplice non vi fosse davvero nulla, essendo stupefacenti e “impossibili”.
Ma ABC anche perché A-B-a-C-o, abaco, uno strumento matematico, ma di complessità inusitata. Altro che giochi di prestigio!
Chi scrive, oltre ad essere testimone ha anche indicato, ormai ben 11 anni fa, l’unico analogo di questi esperimenti (quelli di base, non tutto lo spettro delle possibilità di Rol) che li “illumina” così come essi lo illuminano a loro volta.
Venivano eseguiti da un anonimo avvocato belga, a Bruxelles, all’inizio del secolo scorso, avvocato che non credeva allo spiritismo, che non desiderava essere definito medium e che non aveva bisogno della trance (vi suggerisce qualche analogia?). In un gruppo di sperimentatori coordinato da un ingegnere, Henri Poutet, si prendeva contatto con una “personalità medianica” che aveva informato di non essere lo spirito di un presunto defunto, ma di essere quello di un vivente (anche questo, suggerisce qualcosa?) Detta personalità, che disse di chiamarsi Stasia (diminutivo di Stanislawa), sosteneva di essere collegata alla medium che aveva lo stesso nome con cui aveva sperimentato il ricercatore polacco Julian Ochorowicz (altre analogie...?) Ma nel gruppo Poutet-avvocato A.T., la tipologia di manifestazioni era un po' diversa dalla Stasia di Ochorowicz, con analogie appunto con gli esperimenti di base di Rol. Anche su questa pagina vi abbiamo accennato più volte e nonostante questo i soliti noti continuano a fare orecchie da mercante e cercare di portare avanti i loro giochi illusionistico-ideologici fintanto che hanno carburante (ma sta per finire). Ripubblichiamo qui una immagine dalle dettagliate relazioni di Henri Poutet, di cui lo scrivente è venuto “per caso” in possesso nel 2012, parte delle quali è ben conosciuta nella storia della “ricerca psichica”, lo stesso Poutet avendo pubblicato degli articoli nel 1921 e il biologo William Mackenzie avendo pubblicato una sua lunga e dettagliata relazione, intitolata "aritmetica trascendente", nel 1923 (dossier completo, con raffronti e molto altro, nel vol. II de L’Uomo dell’Impossibile, 2012/2015).
Oltre all’immagine, si segnala il link a un post anteriore sullo stesso soggetto, con altre spiegazioni, fonti e rimandi a post precedenti: bit.ly/POUTET-STASIA
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21/10
CHIARIMENTI
(da un mio post del 21/10/2023, qui)
1) LA SCOPERTA DEL 1927 (Rol NON è nato con le sue possibilità)
Rol ha smentito ripetutamente di essere nato con le sue “possibilità”, come chiamava i suoi “poteri”. Senza dilungarci, basti ricordare quella che è l’evidenza più chiara al riguardo: il 28 luglio 1927 scrisse sulla sua agenda di lavoro:
«Ho scoperto una tremenda legge, che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura».
Come Einstein non è nato sapendo già la teoria della relatività, così Rol non è nato con le sue possibilità.
2) LA SCIENZA IN FUTURO SPIEGHERÀ ROL E I SUOI ESPERIMENTI E PRODIGI
(lo ha detto lui stesso)
Rol non era un mistero a se stesso, come è stato detto da qualcuno che non lo ha capito. Anche solo per la legge di cui sopra, si dovrebbe intuire che “qualcosa” sapeva.
E sapeva naturalmente molto più di “qualcosa”, in quanto Maestro Illuminato – non potrebbe essere altrimenti – non importa se talvolta sia rimasto con alcuni nel vago: ciò era solo un modo per schermirsi, ad uso e consumo dei suoi interlocutori più o meno immaturi, non poteva né voleva spiegare tutto (con alcuni ha spiegato più che con altri). Ecco cosa ha previsto sulla sua conoscenza e le sue “possibilità”:
«I miei modesti esperimenti fanno parte della scienza. Sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare» (cit. in: Allegri, R., Rol l’incredibile, 1986, p. 18)
«...ritengo che a chiunque segua la strada da me percorsa vengano offerte le mie stesse possibilità» (da una lettera a Giorgio di Simone, giugno 1969, cit. in: Rol, F., L’Uomo dell’Impossibile, vol. V, 2022, p. 242)
«Ho scoperto possibilità riservate all’uomo...», «...quelle possibilità che l’avvenire riserva a tutti gli uomini» (cit. in: Dembech, G., Gustavo Adolfo Rol. Il grande precursore, 2005, p. 152; e in: Rol, G.A. (firmato R. Allegri), Finalmente Rol rivela Rol, settimanale Gente, 02/04/1977, p. 39)
«Quello che faccio ha una sua precisa spiegazione logica, conseguenza di principi che tutti possono conoscere» (Rol, G.A., Finalmente Rol rivela Rol, cit., p. 32)
«...sarà la Scienza stessa a rivelare queste facoltà e promuoverle in tutti gli uomini...» (lettera di Rol pubblicata su La Stampa, sotto il titolo Scienziati e sensitivi, perché così nemici?, 11/07/1986 p. 3)
«...quell’interesse che un giorno certamente avrà la scienza quando studierà queste cose nella forma e nel modo che la loro essenza altamente spirituale non venga frustrata» (1978, cit. in: Allegri, R., Rol il grande veggente, 2003, p. 185)
«...la conoscenza che ho raggiunta e che è già patrimonio della Scienza di Domani...» (da una lettera inviata a La Stampa e pubblicata il 03/09/1978, p. 3, col titolo scelto dal quotidiano: La Scienza non può ancora analizzare lo Spirito)
Il giornalista-scrittore Roberto Gervaso gli chiese:
«La sua conoscenza è già patrimonio della scienza di domani?»
Rol: «È difficile stabilire i limiti della mia conoscenza, ma sono certo che la scienza vi perverrà, e li supererà» (Gervaso, R., Rol: «I miracoli? Ci credo e ne vedo», Corriere della Sera, 31/12/1978, p. 8 )
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19/10
Presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma la docufiction Enigma Rol.
[Per una analisi critica approfondita, si veda la recensione-libro che ho pubblicato ad ottobre 2024, Enigma Rol. Una occasione mancata]
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16/10
(da un mio post del 16/10/2023, qui)
In questi giorni sentirete le solite "opinioni" di scettici e illusionisti che non hanno conosciuto Rol, pontificando che probabilmente era un loro "collega" (i giudizi vanno da un ossimorico opposto all'altro: da mediocre prestigiatore da Manuale di Paperinik a più grande illusionista di tutti i tempi), concedendo, bontà loro, che in fondo ha fatto anche del bene...
Qui su questa pagina le loro pseudo opinioni saranno solo contestate con i fatti. Tra questi, vale la pena segnalare, a chi sia venuto a conoscenza della storia di Rol solo di recente, che ben 5 esperti di illusionismo poterono conoscerlo, qualcosa che statisticamente supera di molto la media di chiunque. Uno di questi ha persino tentato più volte, amichevolmente ma implacabilmente, di coglierlo in fallo. È quel genere di testimone che cancella in un sol colpo tutte le chiacchiere dei superficiali e dei saccenti (Piero Angela per primo, che era incompetente in giochi di prestigio). Riproponiamo quindi, ancora una volta, la sua testimonianza.
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15/10
IL MANUALE DI PAPERINIK
(ovvero: come diventare Rol in 5 minuti)
(da un mio post e video del 15/10/2023, su fb e yt)
In questo nuovo video, realizzato sulla base di un articolo-indagine di Franco Rol del 2007, si ripercorre un caso ormai “classico” nel suo genere, praticamente da manuale (di Paperinik, appunto), della cecità della mente umana quando sia accecata dal pregiudizio di conferma – di illusionisti che credono alle proprie illusioni e fantasie e non sanno applicare il più basilare fact checking – per di più con la grottesca pretesa di essere i paladini della razionalità.
p.s. Si avvisa che il video termina con la testimonianza di Nadia Seghieri, non prima, e va visto fino al fondo - fino ai titoli di coda – senza saltare alcuna parte, per comprenderne il valore dimostrativo.
L’articolo, in associazione e integrazione al video, può essere letto qui:
https://2000-2013.gustavorol.org/paperinik.html
[p.s. marzo 2024: l'articolo è stato poi riprodotto formattato per il cartaceo e ulteriormente commentato nel vol. X de L'Uomo dell'Impossibile, p. 264 e sgg., scaricabile qui]
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13/10
SFIDA AGLI ILLUSIONISTI
(da un mio post del 13/10/2023, qui)
Scettici / illusionisti sostengono pomposamente di essere in grado di ripetere col trucco tutti i prodigi di Rol. Bene, allora ecco una sfida per loro, se la vinceranno avranno in premio... 1 euro:
– andarsene come Rol nel loro 33.333º giorno di vita –
(nota 1: forme auto o eteroindotte non saranno ritenute valide per superare la prova...)
(nota 2: Rol ha vissuto 91 anni, dal 1903 al 1994, morendo nel suo 33.333º giorno, ne avevamo dato notizia per la prima volta nel 2014, qui)
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11/10
LA RESURREZIONE DEL CORPO NELL'INFINITO
(da un mio post e video dell'11/10/2023, su fb e yt)
In questo importante documento audio inedito, parte dell’Archivio Franco Rol, Gustavo A. Rol tocca uno dei punti fondamentali del suo pensiero, mai prima d’ora divulgato tranne che in parziali citazioni nei libri dell'autore (e con breve accenno in altro vol.): la resurrezione del corpo nell’Infinito. Una tematica che certo farà discutere e che dovrà, a tempo debito, essere affrontata nel dettaglio.
Il video è composto da due estratti di conversazioni avvenute tra Rol e suoi ospiti e amici, una nel 1977 e l’altra in data non conosciuta, tra il 1975 e il 1977.
Si consiglia di scaricare la trascrizione precisa delle registrazioni per non perdere alcune parole durante l’ascolto, dal momento che la qualità del sonoro non è ottimale. Questo è il link al pdf:
https://gustavorol.org/images/biografia/Rol-Resurrezione_corpo_Infinito.pdf
Si valuti l’uso di auricolari.
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06/10
(da un mio post del 06/10/2023, qui)
In un recente articolo in rete Rol è stato definito «illusionista ed esoterista». Quando lo scrivente ha fatto presente alla redazione del sito che lo ha pubblicato che la cosa era sbagliata in ogni caso, non essendo nemmeno un – seppur sbagliato – punto di vista, ma una qualifica cristallizzata quasi che quella di "illusionista" fosse la sua professione, si è sentito rispondere che loro non hanno fatto altro che attenersi a una fonte che hanno giudicata attendibile. Quale fonte? Wikipedia...
Ora, Wikipedia è certo una enciclopedia utile per argomenti non controversi e, diciamo così, "di base" o “storici” sui quali ci sia una buona concordanza di dati. Ma per argomenti "sensibili" può non esserlo.
Il "caso Rol" non solo è sensibile e controverso, ma Rol è ancora ampiamente incompreso, persino da gran parte di testimoni e autori che ne hanno scritto o parlato (e questo perché l’averlo conosciuto non ha a che vedere con l‘averlo compreso: praticamente per quasi tutti è ancora un mistero o un “enigma”...). Figurarsi gli altri (ma ci sono eccezioni).
La pagina di Wikipedia su Rol è purtroppo una delle fonti automatiche principali alle quali accede chi di Rol sa poco o nulla e vuol saperne qualcosa. Essa venne creata dallo scrivente Franco Rol nel 2005, ma poi.... se ne sono "appropriati" certi "amministratori" incompetenti e si sono infiltrati i soliti scettici che hanno progressivamente alterato e snaturato la pagina, fornendo un quadro completamente distorto di Rol e facendolo di fatto passare per un illusionista, ostacolando tutti coloro che volevano e vogliono apportare modifiche in senso contrario (altro che “enciclopedia libera”).
Essa va quindi considerata un cavallo di Troia degli scettici ed è la fonte più dannosa e meno attendibile presente in rete, ingannevole ancor più di altre per la veste di pseudo-ufficialità di cui è rivestita.
Per questo, quasi 10 anni fa (dicasi dieci) lo scrivente si è visto obbligato a redigere una "wikipedia alternativa", pubblicata sul sito dedicato a Rol (in rete dal 2000) dove prendendo come base la pagina come era alla fine del 2013, non molto diversa da come è ora, l'ha "sovrascritta" e presentata come avrebbe dovuto essere, sulla base di dati oggettivi e competenza (sia come testimone che come biografo).
Tale pagina è anche, allo stato attuale, l'unica biografia condensata (precisa ed attendibile) esistente su Rol.
Invitiamo quindi a leggerla, così come a condividerla – col presente post introduttivo – su altre pagine e gruppi dedicati a Rol, nella speranza che tra altri dieci anni non si debba tornare nuovamente sulla questione.
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04/10
(da un mio post del 04/10/2023, qui)
In vista dell'uscita del nuovo documentario (docufilm) su Rol, a firma Anselma Dell'Olio (19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma, e 5-6-7-8 novembre nei cinema d'Italia) mettiamo già "le mani avanti" in previsione di titoli di giornali inopportuni, articoli superficiali, cronisti disinformati, scettici della domenica, e così via... Sappiamo già che gli ignoranti si sbizzarriranno nelle solite dicotomie o alternative sbagliate nel definirlo:
- sensitivo o illusionista?
- medium o impostore?
- mago o ciarlatano?
- esoterista o mistificatore?
e così via dicendo...
Da anni ormai, chi scrive si batte contro questa ignoranza (o disinformazione intenzionale), ma essa è pervicace e difficile da estirpare, proprio come le erbacce, che poi ricrescono. L'unica possibilità è quella di costanti "repetita iuvant" o "reminders" di modo che prima o poi si assimilino le informazioni corrette. E quindi, segnaliamo, per l'ennesima volta, in che modo Rol non voleva essere definito (a ragione, e anche questo spiegato infinite volte) e come invece deve essere considerato:
«No, per carità, non mi chiami “mago”, non adoperi mai questa parola, attribuendola alla mia persona. Io non sono un mago, sono un uomo semplice che conduce una vita semplice» (1951)
«Non sono un mago. Non credo nella magia... Tutto quello che io sono e io faccio viene di là (e indicava il cielo), noi tutti siamo una parte di Dio... E a chi mi domanda perché faccio certi esperimenti rispondo: li faccio proprio a confermare la presenza di Dio...» (1965)
«Non ho niente a che vedere con i medium, i guaritori, gli spiritisti che lei intervista. Quello è un mondo lontano dalla mia mentalità. I miei modesti esperimenti fanno parte della scienza. Sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare. Non vedo come possa inserirmi nella sua inchiesta. Quando si parla di me, non voglio che si adoperino mai termini come mago, medium, sedute spiritiche, aldilà e cose del genere» (1977)
«Ho sempre protestato di non essere un sensitivo, un veggente, medium, taumaturgo o altro del genere» (1978)
«Io non sono un sensitivo né un medium e non ho mai voluto che si legasse il mio nome alla magia, allo spiritismo ed alla Parapsicologia» (1986)
«Non faccio che ripetere di non essere un veggente, né un sensitivo né un indovino e neppure un parapsicologo» (1987)
(pensieri riuniti in: Rol, F., Fellini & Rol. Una realtà magica, 2022, pp. 68-69; dove ci sono anche le fonti precise di ciascuna affermazione.)
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«Lo spiritismo, inteso come la pratica sin dallo scorso secolo, deve essere considerato alla sola stregua di un esperimento scientifico, non mai come una manifestazione di cose soprannaturali. Se l'uomo crede di potersi mettere in relazione con l'anima di altri uomini previssuti, sia pure attraverso lo speciale stato fisiologico di un "medio", s'illude»
(da: Rol, G.A., "Io sono la grondaia...", Giunti, 2000, p. 255)
Quindi, chi era Rol?
«Non è un mago, non è un veggente, non è uno che si occupa di spiritismo, ma è semplicemente un grande Illuminato» (Franco Zeffirelli, durante la trasmissione Domenica In, 11/01/1987)
SETTEMBRE 2023
12/09
Due recensioni al mio libro Fellini & Rol. Una realtà magica (2022)
(da un mio post del 12/09/2023, qui)
« – Rileggere Fellini –
Libro prezioso non solo per approfondire la conoscenza di Rol e del legame Rol-Fellini, ma anche e soprattutto per rileggere la poetica di Fellini alla luce del suo lato magico/esoterico/infantile (la passione per Mandrake, certe esperienze visionarie del piccolo Federico ecc..) e alla luce dell'esperienza Rol, decisamente cruciale nella vita del grande regista riminese. Non solo psicanalisi ed esasperata soggettività al centro dei film felliniani, dunque, neppure soltanto una generica visionarietà e poeticità, ma proprio un operare da "mago", da alchimista della luce, alla ricerca di quello stato superiore di "coscienza sublime" nel quale si manifesta l'impossibile che Fellini amava e cercava spasmodicamente. Franco Rol fa notare, ad esempio, come la famosa scena inziale di otto e mezzo (Mastroianni che dal traffico si ritrova a volare fuori dalla macchina) sia in primo luogo ispirata (al di là del suo più ampio significato complessivo) da una reale esperienza di sdoppiamento (oggi si dice per lo più "viaggio astrale") vissuta da Fellini. Disabituati a pensare che l'impossibile possa accadere, interpretiamo subito la scena psicologicamente, senza accorgerci però che anche la narrazione stessa (la fuoriuscita da uno spiraglio/finestrino, la corda come legame alla macchina ed il volo) contiene già un senso spirituale, essendo una trasposizione in immagini di ciò che Rol definiva "possibilità".
Consiglio: leggere il libro e poi tornare a Fellini per "inquadrare" i sogni felliniani nell'idea rolliana della "realtà magica" (come da titolo del testo), della realtà cioè effettiva, oggettiva e sperimentabile del mondo meraviglioso, dell'impossibile, di tutto ciò che giustamente deve essere definito "magico"».
(Nicola Gragnani, 30 agosto 2022, su: amazon.it)
« – Intrigante –
Fellini visto da un'angolazione insolita, attraverso il sodalizio con Gustavo Rol.
Il mondo "magico" già intuito, almeno in parte, nella filmografia del Genio riminese, specie in Giulietta degli Spiriti, trova qui la sua piena giustificazione.
I recensori che mi hanno preceduto hanno già esposto esaustivamente l'influenza di Rol sull'opera di Fellini.
Mi limito pertanto ad esprimere meraviglia per le deduzioni convincenti cui giunge Franco Rol, vero Philip Marlow infaticabile e inesausto, quando chiarisce svariati "misteri" tanto intriganti per quelli che come me sono affetti da un'inguaribile fellinolatria.
Due fra tutti: la vera personalità che si nasconde dietro la misteriosa voce che ammonisce e dissuade la compagnia di Viaggio a Tulun e l'inconfutabile origine letteraria del fatidico eponimo "Mastorna", mai riscontrato negli annuari telefonici di Milano, come ingannevolmente asserito dalla candida, capziosa vocetta del Maestro, e invece ben presente nella narrativa di Dino Buzzati: non a caso co-sceneggiatore del più celebre film mai realizzato della storia del Cinema».
(Fabio Ravaioli, 27 luglio 2023, su: amazon.it)
Altre recensioni già riportate su questa pagina:
1) Gianfranco Angelucci (principale biografo di Fellini):
- bit.ly/Angelucci-recensione-Fellini-Rol (22 marzo 2022, presentazione+articolo)
- http://bit.ly/46ccZEt (24 marzo 2022, video+post)
2) Enzo Barillà (28 marzo 2022)
3) Paola Giovetti (7 giugno 2022, da Luce e Ombra)
AGOSTO 2023
27/08
(da un mio post del 27/08/2023, qui)
Nel mio libro Resuscitazioni uscito a gennaio, dove racconto, tra le altre, la vicenda di mio nonno materno Franco Rol, morto e ritornato in vita – a quanto pare ad opera di Gustavo Adolfo Rol – dopo un incidente automobilistico alla Targa Florio nel 1953, e che poi nel 1977 si tolse la vita lasciandosi affogare al largo di Rapallo, avevo riferito che Franco il giorno del suicidio aveva fatto avere due lettere, una a mia nonna Elda Rol e una a mia mamma Raffaella Rol. La prima l'ho pubblicata, la seconda invece non l'avevo trovata (come scrivo a p. 34).
L'ho trovata ieri, in mezzo ad altri fogli che erano rimasti in una scatola separata di un mio trasloco.
Non l'avevo mai vista né letta prima.
In attesa di inserirla in una eventuale seconda edizione futura del libro, la pubblico qui, a complemento, insieme alla trascrizione.
Nella parte iniziale vi si trovano in maniera più sintetica parole analoghe a quelle della lettera ad Elda, quando Franco dice che dopo l'incidente del 1953 non è stato più lo stesso e che inutili sono stati i suoi tentativi di tornare quello di prima.
*
Torino 18 giugno 1977
Cara Raffaella,
me ne vado.
Dopo l’incidente non sono
più io, ho provato, riprovato
per 24 anni, inutilmente.
Sii buona, comprensiva
umile, generosa e modesta, la
vita ti sorriderà, io ti benedico
papà
* * * * *
15/08
(da un mio post del 15/08/2023, qui)
Come visto nel post precedente [del 09/08/2023], i riferimenti simbolici principali del numero cinque in Rol, a partire dal gesto delle sue mani, erano già stati trattati nel 2008 nel libro di Franco Rol Il simbolismo di Rol. Qui una delle tavole dallo stesso volume, con alcuni dipinti classici che riprendono il medesimo gesto, indice di una conoscenza esoterica antica della cui divulgazione hanno partecipato, consapevolmente o meno, anche famosi pittori (i quali non necessariamente conoscevano il significato principale e originale del simbolo, ma talvolta solo suoi strati più superficiali).
*
p.s. Visto che regolarmente i non informati fanno associazioni massoniche inesistenti nel caso di Rol e solo perché, inevitabilmente, certi simboli sono stati usati in ambito esoterico, iniziatico, religioso, ecc. da molti, in tutte le epoche e culture – alcuni, come detto, senza nemmeno conoscerne i significati precisi, limitandosi magari solo a riproporli ("asini che portano le reliquie", per usare una espressione già usata da René Guénon) – si veda, a scanso di equivoci, in merito alla non-appartenenza di Rol a qualsivoglia organizzazione, il post del 14 maggio scorso.
LUGLIO 2023
19/07
(da un mio post del 19/07/2023, qui)
Nel libro di Paola Giovetti Gustavo Adolfo Rol. L’uomo oltre l’uomo, pubblicato nel 2022, vengono menzionati alcuni quaderni/registri dattiloscritti trovati nel lascito di Catterina Ferrari, co-esecutrice testamentaria di Rol, parti di un libro che pareva destinato ad essere pubblicato, sulla storia dell’ermetismo, le “scienze occulte”, l’alchimia, la parapsicologia, sorta di grande sintesi panoramica di questi argomenti, di cui non si conosceva l’autore, tranne che fosse un ingegnere. Secondo Giovetti, l'autore di questi dattiloscritti era Rol. Secondo me invece no, come spiegavo nella postfazione al suo libro, per una serie di elementi che avevo messo in evidenza.
Intanto li datavo (cfr. p. 185) al 1981-1982, sulla base della bibliografia che arrivava fino al 1980. L’ipotesi che facevo era che potessero
«essere di qualcuno che abbia conosciuto Rol (o col quale abbia parlato più volte per telefono) e che glieli abbia mandati per conoscenza, per avere una opinione, per farsi suggerire delle correzioni, o magari per chiedergli una prefazione o collaborazione» (ib., p. 188)
Dopo tante ipotesi e ricerche, ho ora finalmente trovato chi ne è l'autore, e ritengo opportuno comunicarlo subito così da evitare fraintendimenti presenti e futuri, e confido che Paola Giovetti potrà fare una nuova edizione del suo libro apportando alcune correzioni sulla base di queste nuove evidenze.
Si tratta dell’ing. Bruno Astarita di Sorrento, deceduto, come ho potuto sapere, ormai da una trentina di anni, dove in una lettera del 1981 menziona il suo lavoro che era stato inviato insieme alla lettera.
La pubblico qui per la prima volta, insieme all’indice della sua opera inedita (rimasta separata dalla lettera nel lascito di C. Ferrari).
[si vedano le immagini nel post in questione]
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11/07
(da un mio post del 11/07/2023, qui)
Nella graduatoria-scaletta dei libri che vale la pena leggere su Rol e in quale ordine, (...) al n. 8 [*] lo scrivente ha collocato quello di Aroldo Lattarulo, che riunisce due volumetti pubblicati nel 2014 e nel 2016. Quest'opera non ha ricevuto l'attenzione che merita. Per i dubbiosi o gli scettici prevenuti su Rol, essa dovrebbe essere letta per prima. Ma anche per i "credenti" costituisce un'ottima risorsa ed esercizio analitico, per comprendere la prospettiva e conoscere quali siano le riflessioni e considerazioni che può fare un esperto di mentalismo (la forma più "fine" di illusionismo) come è Lattarulo, che giudica il "caso Rol" senza pregiudizi da una parte o dall'altra, arrivando però a mettere in luce la debolezza delle argomentazioni scettiche e i loro errori metodologici.
Considerando che allo stato attuale la cosa più importante, soprattutto per chi ancora non conosce o conosce poco Rol, è stabilire l'autenticità di ciò che faceva, questo va considerato uno dei testi imprescindibili su di lui.
[* p.s. 30/12/2024: Nelle due liste dei libri su Rol aggiornate il 28/12/2024 (qui) il libro è al 6º posto di quella generale e al 4º di quella tipologica]
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04/07
(da un mio post del 04/07/2024, qui)
Federico Fellini, che negli ultimi anni affermava che «la mia vita si divide in "prima di Rol" e "dopo Rol"», oltre ad essere un grande regista e un artista geniale, era anche un ottimo caricaturista e disegnatore e un grande analizzatore di se stesso. Tra i suoi strumenti di auto-analisi, c'era la messa per iscritto e per disegno talvolta quotidiana dei suoi sogni, andata avanti per decenni a partire dagli anni '60.
Dopo la sua morte questo materiale è stato pubblicato col titolo di Libro dei sogni, opera voluminosa di grande fascino.
Tra le cose che ho notato e messo in luce nel mio libro di quest'anno, Resuscitazioni, c'è il fatto che uno dei sogni capitati più volte a Fellini riguardi questa tematica, e la cui ragione probabile è perché Fellini era a conoscenza sin dagli anni '60 dell'episodio in cui Gustavo A. Rol resuscitò mio nonno Franco Rol nel 1953, episodio riferito per la prima volta nel 2020 da Marina Ceratto Boratto, figlia dell'attrice Caterina Boratto e amica di Fellini. Ne parlo nell'articolo che ho scritto per la rivista Mistero Magazine di luglio, oltre che naturalmente nel mio libro, dove ho anche pubblicato, ma in bianco e nero, alcuni dei sogni-disegni di Fellini, tra cui quello del 19 aprile 1982 che riproduco qui a colori, e la cui trascrizione è la seguente:
«Tra due cadaveri. So che devo mettere dei semi di basilico tra le dita dei due morti... Basilico tra le dita per potere tentare la resurrezione»
Il volto con gli occhiali è lo stesso Fellini in autoritratto.
Un altro sogno-disegno relativo l'avevo (ri)pubblicato qualche mese fa, qui)
GIUGNO 2023
30/06
(da un mio post del 30/06/2023, qui)
L'APPARTAMENTO CHE ERA DI ROL IN VENDITA
(3.000.000 di euro)
(il palazzo dà su C.so Massimo D'Azeglio, ma l'entrata è in Via Silvio Pellico 31)
p.s. CHIARIMENTO:
1) l'appartamento venne venduto negli anni '90 dagli eredi diretti (i 3 figli viventi (di 4) del fratello di Rol, Carlo, emigrato in Argentina, ora tutti deceduti) a un privato;
2) l'idea di farne un Museo c'è sempre stata e chi potrebbe e forse dovrebbe agire in questo senso è il Comune di Torino.
3) tuttavia, esiste un problema logistico che non è possibile eludere: trattandosi di un palazzo privato, e di un appartamento al 4º piano, è difficile immaginare che il condominio autorizzi una attività museale, con via vai continuo di gente per scale, ascensore, entrata, ecc.
[p.s. ottobre 2024: l'appartamento dopo essere stato alcuni mesi sul mercato, invenduto per il prezzo troppo elevato, è stato tolto, quindi rimesso ad ottobre 2024, si veda questo post o le news di ottobre 2024]
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29/06
(da un mio post del 29/06/2023, qui)
Ieri è stato condiviso su questa pagina un articolo da Rolling Stone Italia sulla docufiction su Rol di Anselma Dell'Olio. Oggi Libero ha pubblicato un articolo sullo stesso soggetto. Lo segnaliamo non perché sia particolarmente interessante o originale, ciò che non è, quanto per mostrare la sgradevole abitudine di certi titoli acchiappa-lettori, sensazionalisti, fuorvianti e/o scorretti.
Il titolo è: «Gianni Agnelli, il mistero del mago Gustavo Rol: tutta la verità sul sensitivo dell'Avvocato» con una foto di Agnelli in bella vista. Ci si aspetterebbe un articolo sul rapporto tra i due, e invece si scopre che nell'articolo l’Avvocato è appena menzionato. Ovvero, il titolo serve solo per richiamare l'attenzione usando il nome di Agnelli, che peraltro non era per niente un “frequentatore” di Rol come si continua a scrivere e voler pretendere, pur conoscendolo come lo hanno conosciuto migliaia di altre persone. Anzi, da quando Rol previde l'incidente aereo di Giorgio Cini, nel 1949, l'Avvocato se ne teneva a una certa distanza – per superstizioso timore – lasciando che Rol consigliasse e avesse rapporti soprattutto con i suoi amministratori delegati, come Valletta prima e Romiti dopo. La famiglia Rol conosceva gli Agnelli sin dal padre dell'Avvocato, così come era in relazione con molte altre famiglie di Torino.
Questo genere di titoli, ormai di moda da decenni, sono completamente fuorvianti e fanno dire ad altri disinformati che Rol frequentava solo “certa gente” altolocata, ciò che è l’esatto contrario della realtà. Naturalmente, come chiunque, Rol tendeva a frequentare persone culturalmente e socialmente più affini alla sua personalità e alla sua nascita (borghese), tuttavia era in contatto con tutte le classi sociali, era una persona molto alla buona sempre votata al suo prossimo, e che pur frequentando ANCHE le élites, non le privilegiava per niente – non si contano quelli che sono stati lasciati alla porta e ai quali lui non ha permesso di frequentarlo – se non nella misura che queste, date le loro posizioni, fossero in grado di fare del bene per molti.
Un titolo che fosse ad esempio: “Rol aiutava i senzatetto e dava conforto ai più umili” non è sensazionalista, occorre mettere AGNELLI per attirare l’attenzione.
Per non parlare poi dell’en plein di definizioni sbagliate, nello stesso titolo sono riusciti a scrivere sia "mago" che "sensitivo", ennesima conferma che non frega niente a nessuno di cosa Rol avesse detto al riguardo o di chi come lo scrivente da anni si sgola per far capire che sono definizioni sbagliate, e che, per l’ennesima volta, occorrerà far chiarire direttamente da Rol:
«No, per carità, non mi chiami “mago”, non adoperi mai questa parola, attribuendola alla mia persona. Io non sono un mago, sono un uomo semplice che conduce una vita semplice» (1951)
«Non sono un mago. Non credo nella magia... Tutto quello che io sono e io faccio viene di là (e indicava il cielo), noi tutti siamo una parte di Dio... E a chi mi domanda perché faccio certi esperimenti rispondo: li faccio proprio a confermare la presenza di Dio...» (1965)
«Non ho niente a che vedere con i medium, i guaritori, gli spiritisti che lei intervista. Quello è un mondo lontano dalla mia mentalità. I miei modesti esperimenti fanno parte della scienza. Sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare. Non vedo come possa inserirmi nella sua inchiesta. Quando si parla di me, non voglio che si adoperino mai termini come mago, medium, sedute spiritiche, aldilà e cose del genere» (1977)
«Ho sempre protestato di non essere un sensitivo, un veggente, medium, taumaturgo o altro del genere» (1978)
«Io non sono un sensitivo né un medium e non ho mai voluto che si legasse il mio nome alla magia, allo spiritismo ed alla Parapsicologia» (1986)
«Non faccio che ripetere di non essere un veggente, né un sensitivo né un indovino e neppure un parapsicologo» (1987)
(pensieri riuniti in: F. Rol, Fellini & Rol. Una realtà magica, 2022, pp. 68-69; dove ci sono anche le fonti precise di ciascuna affermazione.)
(p.s. naturalmente immaginiamo che altri in altre pagine o gruppi lo condivideranno [l'articolo] sic et simpliciter, acriticamente, per la solita mediocre "filosofia" del "purché se ne parli" e del "tutto fa brodo". L'importante sono i likes...)
(p.s. 2: Per chi non ne fosse al corrente, di norma i titoli e gli occhielli degli articoli non sono scritti dal giornalista che ha fatto il pezzo, ma dalle redazioni e/o dal direttore, che quindi sono i responsabili)
(p.s. 3: Occorre ricordare che uno dei migliori biografi di Rol è stato Remo Lugli, giornalista de La Stampa, quindi non si può fare [quando si parla di giornali e giornalisti] di tutta l'erba un fascio, ma è necessario sapere distinguere e selezionare le fonti attendibili e serie. Ciò che vale anche, e soprattutto, in rete)
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21/06
ROL – I LIBRI CONSIGLIATI
(ma prima una critica)
(da un mio post del 21/06/2023, qui)
L’interesse intorno a Gustavo Adolfo Rol sta crescendo esponenzialmente anche grazie all’amplificazione data dai socials. La quantità di ciò che viene pubblicato o condiviso (video, post, articoli) purtroppo non corrisponde alla qualità.
Questo perché chi pubblica o condivide è spesso più interessato a racimolare likes e visualizzazioni piuttosto che a fare corretta informazione, che richiede più impegno, attenzione e disinteresse.
C’è chi sfrutta il “brand” Rol con titoli sensazionalistici (“svelato il segreto di Rol” e simili) soprattutto per ritorno personale (e poi quando si vanno a “vedere le carte” si scopre il bluff).
La cosa in se stessa è già abbastanza indegna, ma non sarebbe tanto grave se quanto si comunica non contenesse spesso anche errori, travisamenti, superficialità o vere e proprie fake news.
Quel poco di autentico e valido viene insomma gradualmente sommerso da molta spazzatura di persone impreparate e/o interessate che fanno speculazioni (magari su altre speculazioni) allontanandosi completamente dalla realtà biografica.
Siamo al punto che ciò che è “a favore” di Rol può essere persino più dannoso di ciò che è “contro”, ovvero delle chiacchiere degli scettici, in fondo sempre le stesse che si ripetono come un disco rotto e poco credibili tra le persone bene informate.
Vi è poi chi, per il solo fatto che “fa qualcosa” per Rol, pensa di essere dispensato dalla critica e che tutto debba essere accettato, all’insegna del “purché se ne parli”, “tutto fa brodo” (e visibilità) e così via.
Ma Rol ha passato la vita contro questo tipo di mentalità, la sua filosofia era opposta: parlarne poco e, quando lo si fa, parlarne bene, ovvero in modo corretto e preciso. Ha infatti centellinato gli incontri con i giornalisti – gli unici all’epoca che facevano informazione – ed è arrivato persino a scrivere gli articoli al loro posto, per evitare errori e imprecisioni (e quasi tutte le volte che non è riuscito ad esercitare un controllo è stato deluso dal risultato).
Vi sono poi gli ultimi arrivati, magari personaggi noti, che scoprono Rol solo ora e se hanno loro canali fanno video intervistando testimoni intervistati in precedenza già decine di volte e che dicono sempre le stesse cose, invece per esempio di reindirizzare l’intervistatore di turno verso altri mai intervistati prima (quelli in vita sono ancora numerosi). Dieci interviste a dieci testimoni diversi saranno sempre meglio di dieci interviste allo stesso testimone (a meno che non abbia cose diverse da dire o elementi nuovi da spiegare, ciò che al momento è capitato raramente). Così come un buon articolo o post saranno sempre meglio di dieci articoli o post mediocri e imprecisi.
Infine, si pubblicizzano magari con l’occasione anche libri poco significativi, poco utili o con molti errori, quando nemmeno pertinenti con Rol o addirittura fuorvianti (e poi vi è persino chi si lamenta se non vengono condivisi in questa sede, e non comprende il perché).
Di qui la necessità di segnalare e ribadire, come ogni tanto si fa su questa pagina, la bibliografia essenziale presentata in forma di “scaletta” (nell’immagine, aggiornata al 20 giugno 2023, dal sito www.gustavorol.org) con l’unico obbiettivo non di promuovere un libro in particolare, ma di indicare al lettore un percorso corretto per comprendere Rol, che è l’unica cosa che conta.
Tale percorso può essere fatto solo sui libri, e su quelli giusti. Chi pensa di comprendere Rol appena grazie alla rete o assistendo passivamente a video (magari, come detto, pieni di imprecisioni e speculazioni) invece che metterci attivamente il proprio impegno mentale con la lettura dei testi più pertinenti, avrà solo una infarinatura superficiale e approssimativa – ciò che forse è quello che cerca e gli è sufficiente – ma non potrà sperare di arrivare a capire davvero.
Il post si rende ancor più necessario dopo la ricorrenza dell’anniversario della nascita di ieri 20 giugno, quando numerosi giornali lo hanno ricordato – il che fa sicuramente piacere – ma spesso le notizie riportate non sono corrette, perché attinte da pubblicazioni o testimonianze poco precise e dalla rete che ne ripropone i contenuti, rete che in se stessa è, oggi, la fonte meno attendibile tranne poche eccezioni come ad esempio questa pagina (o il sito collegato) curati da chi è stato testimone ed è biografo attento di Rol da oltre vent’anni. Il fatto che da nessun’altra parte ci siano post di natura critica come questo – e non è il primo e non sarà certo l’ultimo – mostra come la precisione e l’attendibilità delle fonti, base solida per poi teorizzare correttamente, non sia purtroppo quasi mai una priorità.
[p.s. Settembre 2024: si segnala la doppia lista di libri aggiornata, qui]
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20/06
(da un mio post del 20/06/2023, qui)
Per una curiosa “coincidenza”, nei giorni in cui si ricordano i 120 anni dalla nascita (venuta alla vita) di G.A. Rol esce un mio articolo sul n. 120 della rivista Mistero Magazine sul tema del ritorno alla vita, ovvero sui casi di resuscitazione di cui mi sono occupato nel mio libro Resuscitazioni. Da Lazzaro a Rol pubblicato a febbraio.
La redazione non era consapevole della ricorrenza (anzi l’articolo, scritto a marzo, doveva essere pubblicato ad aprile) e io non sapevo che il numero di luglio, in uscita la prossima settimana, sarebbe stato il 120. Tutto “torna”.
[p.s.: si veda a complemento la pagina della possibilità n. 50, qui]
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08/06
I LILLIPUZIANI
(da un mio post del 08/06/2023, qui)
Nel 1951 Rol si lamentava col fratello Carlo della superficialità e imprecisione di certi giornalisti:
«Queste cose ho cercato di esporle a quel lillipuziano di giornalista al quale ho perfino dettato certe definizioni, supplicando di non svisare questi concetti, scivolando nella magia, nello spiritismo e vietandogli di parlare di roulette e di questo e di quest’altro fatto occorsomi e che gli raccontarono altre persone (ne dicono tante sul mio conto!). Promettono questi giornalisti ma poi scrivono quel che vogliono.»
(da: Rol, G.A., "Io sono la grondaia...", 2000, pp. 143-144)
Oggi il problema maggiore non sono i giornalisti, ma la rete e i socials, dove schiere di persone male informate creano contenuti, pubblicano, divulgano scritti o video pieni di errori e basandosi su fonti imprecise o sbagliate. Il problema è in crescita esponenziale, e l'intelligenza artificiale lo amplificherà ulteriormente.
Questa pagina [facebook.com/Gustavo.A.Rol], sin da quando è stata creata (2011) così come il sito associato (in rete dal 2000) si preoccupa della verifica delle fonti e delle informazioni divulgate, predilige la qualità dei post alla quantità. Purtroppo non è così in altre pagine o gruppi o piattaforme dove si parla di Rol, dove più o meno "tutto fa brodo", non curandosi dei danni che una informazione approssimativa, imprecisa o fuorviante causa alla sua memoria. La filosofia dello scrivente è, e sempre sarà, che un buon articolo o un buon video sarà sempre meglio di cento mediocri.
La difesa della corretta memoria e biografia di Rol continua.
MAGGIO 2023
14/05
LE NON-INIZIAZIONI DI ROL
(da un mio post del 14/05/2023, qui)
Vista la superficialità e le speculazioni crescenti su Rol da parte di persone che, oltre magari a non averlo conosciuto, non hanno soprattutto alcuna vera qualifica per parlare di lui – i post e soprattutto i video in rete dove si pretende svelare Rol stanno aumentando vertiginosamente, come una invasione di ultracorpi – qualifica che corrisponde all'aver approfondito sul serio la sua figura e ad avere un minimo di conoscenza adeguata di storia delle religioni e delle tradizioni spirituali (sulla scorta dell'approccio, per esempio, di un Mircea Eliade, che con le chiacchiere superficiali di una certa "new age" non aveva nulla a che vedere), oltre che della cosiddetta "ricerca psichica", non è inutile ogni tanto su questa pagina, che rivendica il ruolo di fonte attendibile e precisa su G.A. Rol, mettere dei paletti precisi. Uno di questi riguarda per esempio la questione se Rol fosse stato "iniziato" da qualcuno oppure no. Ne "Il simbolismo di Rol", 2008, era già stato mostrato come la figura di un misterioso e presunto "Polacco", che Rol avrebbe conosciuto a Marsiglia intorno al 1925, fosse un probabile racconto simbolico e allusivo dello stesso Rol, riferito negli anni '40 allo scrittore Pitigrilli e poi mai più ripetuto. Cosa invece che altri, ancora oggi, continuano a ripetere a discapito delle spiegazioni fornite. Nel 2012, ne "L'Uomo dell'Impossibile", è stata poi mostrata una ulteriore "pista" "polacca", ovvero quella della personalità medianica "Stasia" autrice dei prodigi del circolo di Henri Poutet a Bruxelles, spesso segnalato anche su questa pagina come analogo anteriore, formidabile ed unico, degli esperimenti di base di Rol con le carte e di biblioscopia (lettura in libri chiusi). E invece si ripete acriticamente la storiella del "Polacco", che persino secondo il fratello di Gustavo, Carlo, come riferisce lo stesso Pitigrilli in un articolo di 13 anni dopo la sua pubblicazione:
«niente è vero in questa storia. Il misterioso Polacco farebbe parte delle affabulazioni di cui Rol si compiace»
(cit. in L'Uomo dell'Impossibile, vol. IV, 2022, p. 141).
Pare non si riesca a rinunciare a volere trovare qualcuno che per forza DEVE avere insegnato a Rol qualcosa. Possibile infatti che avesse fatto tutto da solo? In realtà la risposta è affermativa, e infatti nella storia delle religioni esistono casi del genere, e soprattutto proprio tra i Maestri maggiori, quelli dai quali, eventualmente, nacquero dei lignaggi e delle tradizioni.
In merito alle non-iniziazioni di Rol, e ai paletti di cui sopra, si pubblicano intanto, qui, anche le due pagine dal volume V de L'Uomo dell'Impossibile (2022).
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07/05
(da un mio post del 07/05/2023, qui)
La biografia di Rol è emersa e sta emergendo in maniera precisa solo negli ultimi anni. È stato detto che Rol conobbe molti personaggi importanti. Di alcuni di quegli incontri ancora non si hanno informazioni, ciò che fa dire ai superficiali e agli scettici che forse non sono mai avvenuti. A tal proposito, è interessante ripubblicare una foto degli anni '60, tra le poche del genere disponibili al momento, dove non solo i personaggi che Rol incontra sono importanti, ma le loro espressioni e tutto il quadro "parlano da soli", ovvero mostrano il grado di considerazione che avevano di lui.
Rol è a sinistra, pare appena arrivato, e sorride al Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat (al centro) mentre Mario Scelba, già Presidente del Consiglio, stringe la mano a Saragat. A destra Amintore Fanfani, anche lui già Presidente del Consiglio.
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05/05
LA TREMENDA LEGGE DI ROL
(da un mio post del 05/05/2023, su fb e yt)
In questo nuovo video sono stati selezionati – al fine dI maggior chiarezza – i punti cruciali della spiegazione che Rol diede della «tremenda legge» alla giornalista Giuditta Dembech alla fine degli anni '80.
p.s.
1) quando Rol afferma di aver «perduto la gioia di vivere» al seguito della sua scoperta – che gli permise di indovinare, come prima cosa, i semi delle carte da gioco (rosso e nero) – si riferisce a un episodio accaduto nelle ore successive, quando, a Parigi, incontrò un cieco su una panchina e si convinse grazie alla sua scoperta di potergli ridare la vista. Resosi conto che non era in grado di farlo, si accorse che, in fondo, aveva "solo" scoperto come indovinare le carte, ma non poteva guarire gli altri (per lo meno, non ancora). Iniziò una crisi esistenziale che lo portò a ritirarsi, nel 1928, in un istituto religioso per tre mesi.
2) a complemento, occorre leggere l'articolo segnalato al fondo del video, questo il link diretto.
Si veda anche il post precedente sullo stesso argomento.
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04/05
VERDE (smeraldo) e QUINTA (qualunque sia)
(da un mio post del 04/05/2023, qui)
È nota la formulazione di quella che Rol nel 1927 aveva definito “legge” – e per ciò stesso, che non può essere considerata soggettiva – ovvero il legame da lui scoperto tra colore verde, quinta musicale e calore. Chi scrive ha spesso spiegato dove guardare per capire di cosa effettivamente si tratti (sin dal 2003). È opportuno avere chiari gli elementi precisi per non perdersi in inutili speculazioni. Uno di quelli su cui si specula di più è l’accordo di quinta (due note insieme, bicordo). Nel brano che segue, trascrizione dalla sua viva voce registrata, Rol dice che la quinta può essere una qualsiasi (vale a dire che ciò che conta è l’intervallo, quindi il rapporto matematico 3/2). Su questo, è stato ampiamente scritto sin dal 2008 ne Il simbolismo di Rol. Inoltre, Rol non ha mai dato importanza al tipo di frequenza (432 Hz, 440 Hz, ecc.) pertanto essa, quantomeno nella sua “legge”, è da considerarsi irrilevante (accettando implicitamente quella standard contemporanea).
«Allora mi son detto: “Se uno riesce a immaginare il color verde”, ma il puro verde, il verde smeraldo, “nello stesso tempo immagina di sentire una quinta musicale”, qualunque sia, “e immette in se stesso quella quantità di calore che le vibrazioni davano, l’uomo si mette in una condizione di percezione o di emanazione formidabile!”».
(da: Franco Rol, Rol, un Buddha occidentale del XX secolo, Mistero Magazine n. 100, agosto 2021, p. 43; l’articolo integrale – con anche i punti di riferimento degli altri elementi – può essere consultato a [questo] link)
Sul verde «smeraldo» invece, si veda: Franco Rol, Fellini & Rol. Una realtà magica, 2022, p. 261 e sgg.)
APRILE 2023
14/04
(da un mio post del 14/04/2023, qui)
Nel 2012 lo scrivente Franco Rol ha pubblicato un esteso dossier all’interno dell’antologia L’Uomo dell’Impossibile riguardante esperimenti eseguiti negli anni ’10 e ’20 del secolo scorso da un circolo di sperimentatori a Bruxelles guidato dall’ing. Henri Poutet e da un non identificato "avvocato T.", esperimenti che costituiscono l’unico analogo dettagliato di quelli di base di Rol (principalmente quelli con le carte e di “biblioscopia”). Tuttavia passati undici anni, essi permangono pressoché misconosciuti – su questa pagina sono anche stati fatti nel corso degli anni alcuni post al riguardo – eppure c’è chi continua a speculare sul "mistero" Rol senza conoscerli... e magari a dire che nessuno ha dato indicazioni su dove guardare per comprenderlo. A dimostrazione che a fronte di tanti entusiasti, curiosi o chiacchieroni, poi quasi nessuno approfondisce davvero, ciò di cui del resto Gustavo Adolfo si è lamentato tutta la vita...
Qui di seguito qualche estratto dalla relazione di William Mackenzie che aveva anche partecipato agli esperimenti di Poutet nel 1921 (da: Rol, F., L’Uomo de L’Impossibile, vol. II, 3a ed. 2015, pp. 705-721):
«...cercherò di dare un’idea del caso, che ritengo molto complesso e difficile, sotto le sue parvenze talvolta modeste. Credo che, per quanto strabilianti siano alcune meraviglie medianiche, queste che mi accingo a riferire le superino forse quasi tutte, per il grado di “supernormalità” in atto. Perciò debbo dichiarare fin d’ora che io scrivo di tali “meraviglie” somme, con sicura coscienza di avere osservato bene, senza possibilità né morale né materiale d’inganni per parte d’altri, ed esclusa ogni sorte d’illusione o suggestione attiva o passiva per parte mia. Tutto è oggettivamente verificato e dimostrato; anzi direi che un elemento anche maggiore di meraviglia mi sembra costituito proprio dal duplice carattere di semplicità esteriore massima, e nel contempo di massima controllabilità oggettiva dei fenomeni.
Un’altra circostanza molto importante (a quanto ritengo) è questa: che il medium di cui si tratta, e coloro che con lui sperimentano per lunga consuetudine, non sono spiritisti. Ecco davvero una rara avis, in fatto di sedute medianiche! Tanto è vero che il soggetto – un distinto professionista di Bruxelles, il quale opera soltanto in una ristretta cerchia di amici – ha una grande avversione per l’appellativo di “medium”; del quale termine dunque debbo ribadire che mi servirò soltanto per comodo (...).
...nel giugno del 1913, venne “comunicato” l’arrivo di una entità “Stasia”. (...). In una delle sedute successive, Stasia fu poi dichiarata (dal T., nell’ipnosi) essere “quella medesima che lavora con l’Ochorowicz”. Si tratta del noto metapsichista polacco, il quale, infatti, ebbe molte relazioni medianiche con una presunta entità Stasia. Probabilmente, la Stasia polacca, e quella russo-belga di Bruxelles, erano parenti (...).
Sono dunque le carte da giuoco, che da parecchi anni formano il principale strumentario di Stasia. E qui debbo accennare alla convenzione già stabilita fin dal 1913 nel piccolo circolo metapsichico facente capo al T.; secondo la quale convenzione i valori numerici dei punti sono: da 1 a 10 per le carte non figurate, 11 per il fante, 12 per la donna o regina, 13 per il re. Mentre i valori numerici attribuiti ai colori sono: 1 per cuori, 2 per quadri, 3 per fiori, 4 per picche. (...)
...le sedute si svolgono sempre come se Stasia fosse una persona reale. (...) Ma per fortuna la “personifìcazione” di Stasia si mantiene “al di qua” della vita; ciò che la rende (almeno a me) piuttosto simpatica, in quanto resta così meno possibile di stiracchiamenti arbitrari da parte di osservatori trascinati dai loro impulsi affettivi e dalle loro fedi filosofiche o religiose. A ripetute richieste, Stasia – che “risponde” tiptologicamente col tavolino, e qualche volta con la scrittura automatica del T. (...) ha dichiarato di essere “il doppio di una persona viva, ed inferma”. (...)
Seduta del 5 febbraio 1916.
La signora S sceglie una carta ignota, e la nasconde. T scrive, automaticamente, un lungo numero di 15 cifre "da moltiplicare con la prima e ultima lettera della 1a parola della 1a riga di pagina 350 del libro" (un libro che, pochi momenti prima, era stato preso da B nello scaffale del Poutet per cercarvi un passo relativo alla scrittura automatica, e che giaceva chiuso sul tavolo). Le due lettere in quistione corrispondono ai numeri 12 e 5.
Si procede dunque alla moltiplica: 176900161614849 x 125 = 22112520201856125
La traduzione in lettere rivela:
22 1 12 5 20 20 18 5 6 12 5
V A L E T T R E F L E
Si estrae la carta nascosta: è un fante di fiori ["valet de trèfle" in francese];
Queste grosse operazioni aritmetiche, con risultato traducibile in lettere che compongono il nome della carta da determinare, costituiscono una delle specialità preferite di Stasia».
(il post precedente su questo argomento è del 2021)
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06/04
ROL NON TOCCAVA LE CARTE (e si emozionava come un bambino)
(da un mio post e video del 06/04/2023, qui)
Una delle caratteristiche fondamentali degli esperimenti di Rol con le carte – il primo gradino della sua fenomenologia e quello che, in linea di principio, è il più accessibile a chiunque – era che lui nella maggior parte dei casi non le toccava, o addirittura li faceva fare ad altri (persino al telefono), i quali per un certo tempo scoprivano con sgomento misto ad entusiasmo di sapere fare i suoi stessi esperimenti, magari di fronte ad altre persone che guardavano incredule...
Tra le testimonianze degne di nota, pur se nella sua semplicità, che gli scettici sono soliti ignorare scientemente, vi è quella del dott. Giuseppe Vercelli (riferita nel 2005) il quale assistette ad esperimenti con le carte con l'occhio di chi si diletta anche nella prestidigitazione. Un "punto di vista" quindi privilegiato per poter giudicare, a differenza di tanti chiacchieroni scettici che speculano su cose che non hanno visto.
Su serietà e curriculum del testimone, rimandiamo al suo sito:
http://www.giuseppevercelli.it
in particolare la sezione «BIO»
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03/04
L’INSEPARABILE MATITA DI BAMBÙ DI ROL
(da un mio post del 03/04/2023, qui)
Scriveva Remo Lugli, giornalista de La Stampa e uno dei biografi più seri di Rol, a proposito dei consueti incontri dove Rol faceva i suoi esperimenti:
«L'atmosfera... si scaldava con le carte. (...) Oltre alle carte voleva a disposizione un buon numero di fogli intonsi prelevati da una risma e alcune matite con punta ben affilata. Ma più spesso faceva ricorso alla sua inseparabile matita di bambù dalla grossa punta di grafite (era un ricordo di un caro amico scomparso, il marchese Gianfelice Ponti di Varese), con la quale scriveva nomi e numeri, via via che i presenti li pronunciavano su suo invito, per arrivare poi a determinare, magari con un sorteggio finale, una carta o un soggetto su cui compiere l’esperimento. Quella matita talvolta la usava anche quand’era al ristorante con un ospite per improvvisare una scrittura a distanza: coglieva al volo una parola pronunciata dall’invitato, puntava la matita nel vuoto e faceva il gesto di scrivere. “Guardi il suo tovagliolo”, diceva subito dopo e l’ospite, sbalordito, constatava che quella parola era lì nel bel mezzo, impressa dal lapis sulla stoffa, chiarissima. Alla fine, naturalmente, Rol aggiungeva sul conto anche il costo del tovagliolo che l’ospite si portava via per ricordo». (Lugli, R., “Gustavo Rol. Una vita di prodigi”, Mediterranee, 2008 (3a ed.), pp. 49-50)
In uno degli articoli scritti da Rol in terza persona e pubblicati a firma di Renzo Allegri sul settimanale Gente nel 1977, Rol aveva scritto:
«Rol tiene in mano una matita: un lapis corto di bambù, carissimo ricordo di un suo amico, ora scomparso, il marchese Gianfelice Ponti di Varese, eccelso umanista» (citato in L’Uomo dell’Impossibile, vol. VI, 2023, p. 367)
Nell’immagine composita abbiamo messo quattro scatti di questa matita, custodita dai nipoti di Catterina Ferrari, co-esecutrice testamentaria di Rol che l’ha spesso esposta, quando era in vita, in conferenze a lui dedicate (da cui sono tratte le due immagini di mezzo, dentro la scatola originale). Di recente in un gruppo dedicato a Rol sono state divulgate le immagini di una “penna” simile, di Cartier (che in passato ha prodotto e commercializzato molte repliche con leggere differenze dovute alla forma del bambù) che, a quanto risulta allo scrivente, non era di Rol nonostante qualcuno l’abbia fatta passare per tale.
(a tal proposito, avvisiamo che stanno venendo fuori falsi di ogni genere, in particolare disegni, ed anche dipinti e scritti che vengono attribuiti a Rol ma che invece non lo sono. Ne abbiamo trovati in vendita su eBay, altri sono stati spacciati in mercatini dell’usato e altri sono stati proposti direttamente allo scrivente o a conoscenti.
È estremamente difficile trovare oggetti o creazioni originali di Rol messi in vendita, pertanto invitiamo a segnalarci quando questo accade e soprattutto i casi dubbi, nella chat della pagina o all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
)
Nei commenti pubblichiamo anche due video che ci ha mandato cortesemente Riccardo Ferrari, nipote di Catterina, dove mostra nel dettaglio come è fatta questa matita – involucro di bambù al cui interno è inserita una mina spessa di grafite – ragione per cui è corretto chiamarla matita (come lo stesso Rol la chiamava) e non penna.
MARZO 2023
16/03
(da un mio post del 16/03/2023, qui)
Rol era percepito come un personaggio dalle molteplici sfaccettature, perché poteva agire o comunicare diversamente a seconda delle persone che incontrava.
Spesso per allontanare da sé l’idolatria che alcuni gli manifestavano dopo aver assistito a fenomeni “impossibili” o ad amici troppo abituati a vederlo compiere “miracoli”, poteva minimizzare i suoi stessi prodigi o negare di esserne l’artefice. Poteva anche prendersi gioco della credulità di alcuni facendo scherzi che non avevano nulla di paranormale (era tra l’altro un burlone, in questo conformandosi allo status di “briccone divino”) oppure testare il senso critico dei presenti, come nel caso seguente riferito dallo scrittore Dino Buzzati nel 1965:
«Qualche volta Rol si diverte anche a fare il burlone, a prendersi gioco degli amici, quasi per spronarli a maggiore scaltrezza. Come quando, una settimana fa, annunciò a chiusura della seduta: Adesso tenterò un esperimento che fa paura perfino a me: cambierò il colore al dorso delle carte. Prese uno dei mazzi, era il più usato di tutti, fece scegliere tre carte da noi. Chissà come, risultarono un otto, un nove e un dieci. Mi disse: scegli un colore. Risposi: Rosso. Disse: il dorso di queste carte è blu, blu più rosso fa viola, adesso tutti gli otto, i nove e i dieci diventeranno viola.
La signora Franca P. pose una mano sul mazzo. Rol vi appoggiò sopra le sue. Dopo qualche secondo si controllò. Sul dorso, gli otto, i nove e i dieci avevano innegabilmente un colore diverso, più intenso, di intonazione violacea. Era sconvolgente. Soltanto più tardi, sulla via del ritorno a Milano, mi resi conto dello scherzo. Infatti gli otto, i nove e i dieci, cioé i cosiddetti scartini, sono in genere adoperati molto meno. Logico che non fossero sbiaditi come le altre carte del mazzo, che la tinta fosse più viva.
[In merito ad altro esperimento Buzzati invece commenta:]
Ma stasera la burla sicuramente non c'è. Immaginare o semplicemente sospettare un trucco è di gran lunga più difficile e assurdo che ammettere il prodigio».
(cit. in L’Uomo dell’Impossbile, vol. V, 2022, pp. 86-87)
In altre occasioni ha intenzionalmente lasciato un margine di ambiguità sul suo operato, conoscendo l’impatto psicologico che certi fenomeni potevano causare ad alcuni (c’è chi spera in fondo che certi “poteri” non siano reali, e che certe persone non li “posseggano” per davvero, temendo quello che potrebbero fare con essi).
In tale quadro, si può inserire quanto aveva riferito lo scrittore Pitigrilli nel 1953:
«Il mio amico Gustavo Rol, al quale dedico molte pagine, in una comunicazione ultrafanica, sotto dettatura di non so quale spirito (...), scrisse queste parole: "Noi dobbiamo lasciare all’umanità sofferente la speranza eterna che in questi terribili fenomeni ci sia della mistificazione".
Il sospetto della mistificazione è incancellabile. Credo che solamente io, il fratello di Rol, ingegnere elettrotecnico Carlo Rol, residente in Buenos Aires, e pochi altri, abbiano raggiunto la certezza di non essere stati mistificati».
(cit. in L’Uomo dell’Impossbile, vol. IV, 2022, p. 111)
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14/03
TESTIMONIANZE VECCHIE E NUOVE
(da un mio post del 14/03/2023, qui)
Negli ultimi anni le testimonianze su Gustavo A. Rol sono aumentate considerevolmente, soprattutto grazie alle reti sociali dove persone che lo incontrarono hanno potuto far conoscere la loro esperienza in maniera facile e diretta, potendo interagire anche con altri testimoni che ebbero occasione di presenziare magari agli stessi tipi di fenomeni, convincendosi quindi della loro autenticità ed oggettività.
Il confronto ha permesso sia di confermare che di precisare fenomenologia, carattere e pensiero di Rol.
Se prima delle reti sociali qualcuno era stato testimone di fatti ai quali lui stesso faceva fatica a credere, e magari preferiva non parlarne temendo di essere deriso o preso per ingenuo, ora la situazione è cambiata e il fatto poi che esistano pagine dedicate a Rol come questa o gruppi dove si condividano esperienze simili ha sollevato l’asticella della riservatezza o della timidezza nel riferirle.
Naturalmente non tutte le testimonianze sono attendibili, è quindi necessaria competenza e prudenza nel saper discriminare quali lo sono e quali no.
Lo scrivente Franco Rol, creatore e amministratore di questa pagina dal 2011, testimone e biografo di G.A. Rol, nel corso degli anni – oltre ad analisi e spiegazioni dettagliate fornite in rete e in 9 volumi – ha raccolto, catalogato e commentato centinaia di testimonianze sia inedite che non, facendone una selezione opportuna e classificando le “possibilità” di Rol in numero di 50.
Quantità e qualità delle testimonianze sono entrambe importanti, perché rappresentano la base per perfezionare il suo profilo biografico e forniscono elementi aggiuntivi e integrativi alla comprensione della dinamica ed estensione di queste sue possibilità.
Di qui l’invito a chi abbia conosciuto Rol e desideri comunicare la sua testimonianza inedita, a scriverci in maniera possibilmente precisa e dettagliata all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
, associato al sito dedicato a Rol sin dall’anno 2000.
Quelle autentiche e più significative entreranno a far parte della sua biografia, non solo in rete ma anche in pubblicazioni future.
La testimonianza SCRITTA direttamente dal testimone è il documento più attendibile ed auspicabile, non essendoci il filtro di un mediatore (giornalista, autore o "per sentito dire") e al tempo stesso evitando le imprecisioni ed approssimazioni della comunicazione orale.
Essa è migliore anche di commenti frammentari fatti dallo stesso testimone in rete, magari in momenti diversi e a post diversi. Una redazione completa, in buon italiano, è di gran lunga preferibile.
Molti testimoni a causa dell'età ci hanno già lasciato e molti altri presto ci lasceranno. Non si contano le testimonianze perse di chi non ha avuto l'occasione o anche solo la volontà di comunicarle. Chi ha conosciuto Rol e gli è riconoscente ha quindi ancora l’opportunità per far conoscere la sua esperienza e affidarla per iscritto a chi saprà valorizzarla nel modo migliore e collocarla nel giusto contesto narrativo e comunicativo, che renda giustizia alla memoria di Rol.
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03/03
L’UOMO DELL’IMPOSSIBILE – Volume 6
(da un mio post del 03/03/2023, qui)
Con questo volume proseguo la riunione in ordine cronologico iniziata nel vol. IV (anni ’40 e ’50) e continuata nel vol. V (anni ’60 e inizio ’70) di articoli noti e meno noti, relazioni e documenti inediti degli anni ’70, corredati di analisi, approfondimenti e fonti precise.
Come di consueto, fornisco anche spiegazioni del pensiero e del modo di agire di Rol, Illuminato occidentale del XX secolo, nel quadro di una comprensione multidisciplinare dove ogni angolatura (scientifica, spirituale, artistica, psicologica, medica, ecc.) viene tenuta, quando è il caso, in debito conto.
L’incontro tra “scienza e religione” – confluenza dove Rol si colloca come uno degli architravi portanti – può avvenire esclusivamente con l’adozione di formae mentis differenti integrate e sinergiche, dove il metodo scientifico vada a braccetto con l’esperienza spirituale.
Rimango stupito come ancora vi sia chi affermi che Rol in vita non ha fornito alcuna spiegazione, o che sia ancora un mistero, o che nessuno lo ha spiegato, ecc. ecc.
La cosa mi stupisce ancora di più quando a fare queste affermazioni sono persone i cui nomi vedo da anni nelle reti sociali commentare su Rol.
Naturalmente, se le reti sociali o internet in generale, sono le uniche fonti alle quali ci si abbevera, non si può certo pretendere poi di andare oltre a una mera infarinatura.
Come è sempre stato, sono poi i libri a fare la differenza e la volontà di leggerli. Non ci sono scorciatoie. E tra coloro che hanno scritto di Rol, sono l’unico dei testimoni ad aver fornito numerose, per non dire innumerevoli, spiegazioni dettagliate e non solo aneddotica del prodigio o del pensiero.
Nessuno che abbia letto i miei libri, possibilmente tutti, potrebbe affermare che io non abbia indicato con precisione dove guardare per comprendere Rol.
Ho reso disponibile gratuitamente la versione eBook de “Il simbolismo di Rol”, mio primo libro del 2008, già da qualche anno. Questo con la speranza che la gratuità tolga almeno uno degli ostacoli allo studio e mi permetta ogni qualvolta sia necessario rimandare il lettore e il ricercatore a quel volume perché sia facilitato a trovare, molto rapidamente, le prime coordinate necessarie per inquadrare correttamente Rol.
Naturalmente in 15 anni un lungo tratto di strada ulteriore è stato percorso. A quel libro già piuttosto corposo di quasi 600 pagine ho aggiunto – fino al presente volume e senza contare le edizioni in altre lingue – altre 3.500 pagine circa (9 volumi), ovvero più di 4.000 pagine (e piuttosto “dense”).
Certo mi rendo conto che pochi possano avere il tempo di leggere tutto questo e spero arriverà presto il giorno in cui potrò condensare in una breve monografia l’“essenza” del “caso Rol”. Però non trovo più accettabile che lo si continui a considerare un mistero o che si dica che nessuno lo ha spiegato (o almeno iniziato a spiegare) solo perché non ci si è informati abbastanza.
Rol ha aperto un cammino nuovo pur battendo le strade dell’antichità. La sua scienza è troppo grande perché la si possa ridurre a qualche aforisma d’effetto o a qualche semplice “formuletta”, per quanto elegante possa essere.
FEBBRAIO 2023
28/02
PROFILI PERSONALI E PAGINE CHE AMMINISTRO
(da un mio post del 28/02/2023, qui)
Questo post è soprattutto rivolto a chi sia venuto a conoscenza di questa pagina o della mia attività divulgativa su Gustavo Adolfo Rol solo di recente.
Sono un suo lontano cugino, l’ho conosciuto sin da bambino e frequentato da adolescente fino all’età di 20 anni, nel 1992.
Dall’anno 2000 mi occupo della sua biografia sia in rete che in pubblicazioni. Quelle seguenti sono le mie pagine principali che ho creato e amministro:
www.gustavorol.org – sito dall’anno 2000
facebook.com/Gustavo.A.Rol – pagina facebook “Gustavo Adolfo Rol” di “personaggio pubblico” (non gruppo), dal 2011
youtube.com/FrancoRol – canale youtube principale (altri 2 collegati), con contributi inediti dal mio archivio, dal 2013
facebook.com/FrancoRolAutore – mia pagina volta soprattutto alla mia attività divulgativa come autore e autobiografica, dal 2018
facebook.com/franco.rol.9 – mio profilo dal 2010, volto soprattutto alle principali questioni di attualità internazionale (non parlo di G.A.Rol)
facebook.com/FrancoRolPilota – pagina dedicata a mio nonno materno Franco Rol, industriale e pilota di automobilismo, dal 2018.
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16/02
(da un mio post e video del 16/02/2023, su fb e su yt)
Nel 2017 avevo creato un video per ricordare mio nonno Franco Rol, «gentleman dell'automobilismo», industriale, cugino di qualche grado di Gustavo Adolfo.
Ne ho fatto ora una versione "restaurata", migliorando la qualità delle fotografie e sostituendo alcuni degli articoli che erano in copia/B&N con gli originali.
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03/02
(da un mio post del 03/02/2023, qui)
Sul numero di Oggi di questa settimana, attualmente in edicola, è stata pubblicata una mia intervista su G.A. Rol di due paginette (pp. 74-75).
Segnalo solo due imprecisioni:
- nell'occhiello si riassumerebbe un mio pensiero, dove manca però un articolo che ne altera il significato preciso, ed è opportuno che lo segnali subito per evitare indebiti fraintendimenti. È scritto: «non pensate a un mago, ma a Buddha», mentre corretto sarebbe stato: «non pensate a un mago, ma a UN Buddha»: in un caso, il riferimento è a una condizione psicofisiologica e a uno status spirituale, nell'altro a un personaggio storico preciso (Siddhārtha Gautama) col quale non ho mai inteso paragonare Rol, per quanto vi siano ovviamente numerosi punti di contatto (si veda al riguardo il mio articolo del 2021 Rol, un Buddha occidentale del XX secolo, che ho scritto per la rivista Mistero Magazine)
- nelle mie risposte, abbastanza stringate per questioni di spazio, è scritto «Ho visto gli esperimenti "di base" con delle carte da gioco», mentre io ho detto di aver visto gli esperimenti di base soprattutto con carte da gioco, ma non solo.
Per il resto, l'articolo è preciso e fedele al mio pensiero.
p.s. Sul sito dell'editore del mio ultimo libro: Resuscitazioni. Da Lazzaro a Rol, è stata caricata la versione pdf dell'articolo.
(del mio libro, approfitto per consigliare la versione cartacea rispetto a quella digitale, perché in quella cartacea le note – sempre molte – sono poste a fondo pagina in accordo a una mia scelta precisa, che permette una integrazione immediata e visiva della pagina che si sta leggendo, evitando di passare a un'altra schermata o di saltare la nota)
p.s. 2: ho pubblicato l'immagine delle due pagine dell'articolo nel post del 10/02.
GENNAIO 2023
25/01
a) (da un mio post del 25/01/2023, qui)
Come anticipato a maggio 2022 nel vol. III de L'Uomo dell'Impossibile, ho dedicato uno studio al fenomeno della resuscitazione nella storia delle religioni e della ricerca clinica (i casi di morte apparente), partendo dall'episodio che coinvolse mio nonno Franco Rol resuscitato da Gustavo A. Rol nel 1953 al seguito di un incidente alla Targa Florio.
Il libro è in uscita, reperibile nelle librerie e sulle principali piattaforme on line.
b) (da un mio post del 25/01, qui)
È in uscita il nuovo libro di Franco Rol, Resuscitazioni. Da Lazzaro a Rol (per i tipi de “L’Età dell’Acquario”, 2023).
Esso prende spunto dall’episodio – che l’autore indaga in profondità fin dove possibile – in cui Gustavo Adolfo Rol nel 1953 avrebbe resuscitato il cugino Franco Rol, industriale e pilota di automobilismo (nonno dell’autore) che considerava come un fratello, e che aveva avuto un incidente alla Targa Florio.
La trattazione si sviluppa poi con una analisi del fenomeno della resuscitazione nella storia delle religioni – più diffuso di quanto si possa immaginare – passando naturalmente dal caso più noto di Gesù che resuscitò Lazzaro ed altri casi biblici precedenti e successivi, fino a considerare la casistica delle morti apparenti e quella collegata e tremenda dei sepolti vivi, che hanno anche relazione con le performance di certi yogin e fachiri o la tradizione degli zombi nella cultura afro-caraibica.
Un testo inedito sotto molti punti di vista.
[p.s. Per uno sguardo panoramico e introduttivo su questo volume, si veda l'articolo dell'autore, "Resuscitati e resuscitatori", luglio 2023, qui]
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22/01
IL “DEPISTAGGIO” DEI DISINFORMATI
(e/o dei disinformatori)
(da un mio post del 22/01/2023, qui)
Nei giorni scorsi avevo segnalato che si sarebbe parlato di Rol nel programma di Corrado Augias Città segrete (21 gennaio, Rai 3) e avevo anche avvisato che ci si sarebbe dovuta aspettare una prospettiva scettica o comunque allusiva e insinuante sulla autenticità dei prodigi ed esperimenti di Rol, e quindi, giocoforza, sulla sua persona (quando si sostiene più o meno esplicitamente (in evidenza e/o tra le righe) che i suoi esperimenti/prodigi non potevano che essere giochi di prestigio, non è poi possibile evitare la ovvia conclusione che non poteva non essere un millantatore di “poteri” che non aveva, quindi un ciarlatano, per quanto raffinato: non occorre infatti dirlo apertamente, bastano e avanzano le allusioni, che “lavorano” sulla psiche degli spettatori).
Ciò è puntualmente avvenuto e anche peggio del previsto. La puntata può essere rivista su Raiplay.
Si parla di Rol quasi subito all’inizio, per circa 7 minuti (da 00:08:52 a 00:16:00).
Augias sarà ricordato nei libri di storia (anche se lui ancora non lo sa) nelle note a margine, come parte di quel gruppo di persone che al principio del XXI secolo si illudevano di stare dalla parte della scienza e della ragione, e invece – incapaci di comprendere il paradigma Rol – stavano dalla parte dell’ignoranza, del pre-giudizio e della disinformazione plateale.
Si fa fatica a decidere se abbiamo a che fare con ignoranti in buona fede, oppure no, ovvero «se ci sono o ci fanno»... (per ora, optiamo per un mix delle due).
Passerò prima in rassegna le principali fake news emerse nel corso del servizio, quindi aggiungerò qualche altra osservazione e segnalazione di errori.
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FAKE NEWS N. 1
min. 00:11:14 (narratore)
«Nel 1927 si trova a Marsiglia. Una sera assiste a uno spettacolo di magia. Ne rimane affascinato. Compra anche lui un mazzo di carte e comincia a giocarci».
Quello che viene fatto dire al narratore è falso in maniera lampante. Sospetto che qualche illusionista/scettico consulente di Augias gli abbia suggerito questa falsità per farla circolare e fare quello che gli illusionisti in malafede sanno fare meglio: intorpidire le acque e confondere le piste (misdirection as usual). Da nessuna parte risulta che Rol abbia assistito a «uno spettacolo di magia» e che per questo e dopo di questo abbia comprato un mazzo di carte, per di più per poi banalmente «giocarci». È una invenzione di sana pianta. E nel 1927 comunque si trovava a Parigi, non a Marsiglia. Il racconto più dettagliato e attendibile dei suoi inizi – che a grandi linee si conosce già da decenni – è stato da me pubblicato inedito nel 2021 in un articolo per la rivista Mistero, e ad esso rimando (a partire da questo post). In breve, nel 1925 a Marsiglia Rol comprò un mazzo di carte (in altro racconto sono due, ma non occorre qui spiegare le ragioni di questa differenza) per testare alcune sue intuizioni legate al colore verde che gli era rimasto impresso dopo aver visto un arcobaleno. Nel 1927 invece, a Parigi, dopo quasi due anni di tentativi, era riuscito a indovinare tutte le carte di un mazzo.
In merito ai successivi esperimenti con le carte, gradino più basso della fenomenologia ma comunque stupefacente e molto importante nonostante le apparenze, da oltre 10 anni ho reso disponibili, a titolo di comparazione e studio, gli analoghi del gruppo Poutet di Bruxelles, anteriori a Rol (cfr. L’Uomo dell’Impossibile, vol. I o II a seconda dell’edizione). Scettici e illusionisti perseverano nel far finta di nulla, come se questo precedente e questa analogia non esistessero. Ma a un certo punto «la Verità, pur di imporsi, possiede mezzi implacabili e presto o tardi li usa» (Rol, 1978).
Tornando all’affermazione citata, mentre il narratore parla le immagini che passano sullo schermo condizionano lo spettatore ad associare la fake news con il fake movie e la fake music (da circo/cabaret), tutto rimanda all’illusionismo, e alla frase «comincia a giocarci» si associa un giovane illusionista-buffone d’epoca che qualcuno potrebbe persino credere sia Rol, e che ovviamente non è. Nello spazio di 15 secondi insomma, c’è un rilevante concentrato di disinformazione, misdirection e falsità e a vari livelli comunicativi. Un vero gioco di prestigio.
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FAKE NEWS N. 2
00:12:21 (narratore)
«[Rol] preferisce esibirsi solo nel salotto di casa Sua, davanti a una stretta cerchia di amici e curiosi».
Questa è una delle solite fake news che circolano da anni e che come un virus passa da disinformato a disinformato senza protezioni. A parte che non si “esibiva”, come fanno invece i cabarettisti-illusionisti che applicano questo verbo anche a Rol per deformare il suo modus operandi tentando di equipararlo al loro; ma poi gli incontri di esperimenti non solo non avvenivano «solo» a casa sua, ma avvenivano SOPRATTUTTO NON A CASA SUA (lo scrivo in maiuscolo nella vana speranza che qualcuno prenda nota) ma a casa di altri. Per non parlare poi della fenomenologia non soggetta a “protocollo”, ovvero spontanea, che è la maggioranza e che si verificava in qualunque ambiente (strade, ospedali, negozi, ristoranti, parchi, ecc.). Rimando a quanto già scrissi nel mio articolo del 2019: Le 10 principali fake news degli scettici (fake news n. 7), dove si troverà anche un complemento agli altri elementi che analizzo qui.
La ragione del riproporre sempre questa fake news è semplice: voler far credere che Rol, facendo esperimenti solo a casa sua, potesse preparare l’ambiente prima, così come gli illusionisti preparano il loro ambiente nei loro spettacoli, dove tutto è sotto controllo e pre-disposto.
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FAKE NEWS N. 3
00:12:37 (Augias)
«Non mancarono gli osservatori critici come Piero Angela o Tullio Regge che, ricevuti negli anni ’70 conclusero che Rol era soltanto un abile prestigiatore, dotato di una tecnica raffinatissima, quella degli illusionisti, gli inglesi la chiamano “misdirection”, noi diciamo “depistaggio”».
Segue poi la lezioncina su cosa sia la misdirection – e intanto continuano a passare immagini d’epoca di illusionisti e musichette da circo/cabaret –, e si può almeno in questo dar credito ad Augias, visto che la sa usare perfettamente per il ‘caso Rol”, depistando lo spettatore (soprattutto quello che di Rol non sa nulla) e cercando di fargli credere che fosse un illusionista.
Il giornalista afferma che «non mancarono gli osservatori critici» e poi cita sempre i soliti due che vengono menzionati dagli scettici, come un disco rotto, da decenni.
Intanto, quasi si discrimina tra loro e le altre centinaia di testimoni che per forza di cose, come conseguenza logica, non furono «osservatori critici», ergo dei veri imbecilli (incluso lo scrivente, ça va sans dire), degli ingenui, degli “irrazionali” e così via, aggiungete voi ad libitum la collezione di definizioni o epiteti che preferite.
Poi afferma che «conclusero», ovvero caso chiuso e risolto: lor signori menti eccelse hanno battuto il martello e pronunciato la sentenza (ma il karma è un’onda anche lunga e presto o tardi colpisce, anche dopo morti, e mi riferisco alla reputazione, non ad altro).
Se però poi si va a vedere che cosa dissero, si trova (sintesi):
1) che non scoprirono alcun trucco, ma lo ipotizzarono dato che ciò che videro era “impossibile” e per loro solo il trucco poteva spiegarlo (“è infatti inammissibile ribaltare tutte le nostre conoscenze, bla bla bla...”);
2) che erano del tutto incompetenti in illusionismo, quindi non si comprende quale surplus avessero per fare quelle supposizioni, se non il più mediocre pre-giudizio che non è indice di vera mentalità scientifica; invece i conoscitori di tecniche illusionistiche che conobbero Rol, 5 di cui 2 professionisti famosi, nessuno di loro “sapientemente” menzionato da Augias, e che certo erano molto più competenti di Angela e Regge, chissà come mai non la pensano o pensavano come questi due «osservatori critici».
Anzi, uno ha persino cercato più volte di “cogliere in fallo” Rol senza mai riuscirci (si veda per es. il post di pochi giorni fa).
3) che, almeno per quanto riguarda Regge, all’epoca degli incontri e quando Rol era ancora in vita, aveva dichiarato, nero su bianco, in una sua lettera pubblicata da “La Stampa” (11/07/1986, p. 3):
«Non possiedo d'altra parte elementi di giudizio tali da poter criticare o avallare gli esperimenti del dottor Rol».
Un'altra affermazioncina “sapientemente” ignorata da Augias (e regolarmente insabbiata dagli scettici).
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FAKE NEWS N. 4
00:13:51 (narratore)
«Più volte invitato ad esibirsi di fronte ad altri illusionisti, Rol si è sempre rifiutato».
Anche questo è patentemente falso, si veda la fake precedente.
Poi si cita l’immancabile Silvan, altro cavallo di battaglia zoppo e cieco che gli scettici ormai tirano fuori dalle loro stalle maleodoranti convinti di prolungare ad oltranza, quasi per abbrivio, la propria echo chamber autoreferenziale, non vedendo il fosso che si trova sul loro cammino nonostante i cartelli lo indichino molto bene (del resto, col paraocchi i cartelli non si possono vedere).
La patetica scenetta di Tg l’una, trasferita a due millenni fa, suona più o meno così:
«Se sei Figlio di Dio, dì che questi sassi diventino pane», o «gettati giù» dal pinnacolo del tempio, o «scendi dalla croce» (un film già visto, insomma).
Su Silvan segnalo per ora il video che gli ho “dedicato” nel 2018.
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FAKE NEWS N. 5
00:15:09 (narratore)
«Fino alla sua morte nel 1994, Rol si è sempre opposto a che i suoi poteri venissero esaminati in condizioni oggettivamente controllabili».
Rol si è opposto a farsi “controllare” da gente immatura sotto molti punti di vista e che voleva solo trarre un qualche tipo di profitto personale. Non aveva alcuna intenzione di dare le perle ai porci. Né del resto poteva dimostrare quanto si voleva nei termini pretesi. Su questo, ho fornito innumerevoli spiegazioni ormai da anni, anzi decenni, rimando quindi al sito, ai miei libri o ai post di questa pagina.
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FAKE NEWS N. 6
00:15:21 (narratore)
«Si difendeva, sostenendo di essere solo un tramite con gli spiriti scomparsi».
Non ha mai fatto una affermazione del genere, inventata di sana pianta. Piuttosto, diceva di essere «“la grondaia che convoglia l’acqua che cade dal tetto”. Non è quindi la grondaia che va analizzata, bensì l’acqua e le ragioni per le quali “quella Pioggia” si manifesta» (da una lettera pubblicata su La Stampa, 03/09/1978, p. 3).
*
Terminate le fake news, ecco qualche altro elemento da segnalare, cominciando da due errori:
00:11:05 (narratore)
«subito dopo la laurea in Legge, Rol inizia la carriera bancaria».
Rol si iscrive alla Facoltà di Legge (Giurisprudenza) nell’ottobre 1923, a dicembre parte per il servizio militare; inizia la carriera bancaria nel gennaio 1925 a Marsiglia, lavora poi presso varie filiali europee fino al giugno 1934, quando dopo la morte del padre (il 2) si dimette (il 30). Si laurea invece l’anno precedente, nel dicembre 1933.
00:11:43
La moglie di Rol viene chiamata dal narratore «Elma», il nome corretto è invece «Elna».
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Per introdurre Rol, Augias dice (al 00:08:52):
«Non è forse un caso che proprio a Torino sia nato un personaggio circondato in vita dalle sfuggenti ombre dell’esoterismo. Dino Buzzati sulle colonne del “Corriere della Sera” lo descrisse così: “Potrebbe essere la faccia di un guru indiano, ma potrebbe anche appartenere ad un chirurgo, o a un vescovo o a un tenero bambino”. Stiamo parlando di un Torinese della buona borghesia cittadina, forse dotato di poteri magici, forse solo un abile prestigiatore. Quello che è certo, è che Fellini ne rimase turbato, lo definì una personalità sconcertante. Quella personalità sconcertante era Gustavo Adolfo Rol».
Segue poi un filmato del set del film di Fellini “Giulietta degli spiriti” (1964/inizio 1965 la lavorazione), con la scena della seduta medianica, che, per inciso, nulla ha a che vedere con le esperienze di Rol (ma con quelle che Fellini e Giulietta Masina avevano fatto prima di conoscerlo) ma è solo il primo di multipli tentativi più o meno subliminali – come già accaduto in passato – di volerlo associare alle esperienze più banali, deteriori e/o da baraccone, così da annientare completamente quella che era la sua vera personalità, il suo vero modo d’agire, il suo pensiero e la sua eccezionale fenomenologia i cui gradini più alti si trovano solo tra i Maestri illuminati.
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00:11:56 (narratore)
«Dopo la morte del padre trova il coraggio di dimettersi e cambiare vita».
La frase non è sbagliata, ma sono le immagini che vi sono associate – la mano di un illusionista che fa spuntar fuori un asso di picche – ad esserlo: l’allusione è trasparente e non occorre nemmeno commentarla, se non per sottolineare che è un travisamento completo, voluto, dei fatti e delle intenzioni.
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00:00:17
All’inizio della puntata Augias esordisce, per descrivere Torino, con una citazione dello scrittore Guido Piovene (1907-1974), Premio Strega nel 1970. Certo fa molto chic e dà quel sapore intellettuale che serve per dare credibilità alla sua narrazione.
Ma se si fosse informato un minimo probabilmente avrebbe citato qualcun altro, per non cadere nell’imbarazzo di menzionare uno come Piovene la cui reputazione è intellettualmente rilevante e che, caso vuole, conobbe Rol.
Nel febbraio 2020 la prof.ssa Silvia Ronchey in un articolo di un inserto di La Repubblica (Guido Piovene. Scomodi fantasmi, Robinson, 08/02/2020, p. 20) aveva scritto:
«Quando [Piovene] per la prima volta incontrò Fellini, nella sua casa di Fregene, tra i pini, in un’umida serata di settembre, i due parlarono per ore, febbrilmente, non solo narrandosi le esperienze fatte con Gustavo Rol, amico di entrambi, ma scambiandosi i racconti dei propri personali incontri con l’uno o l’altro tipo di fantasma e discutendone la definizione stessa. Per entrambi, il fantasma non era né sogno né visione né tanto meno archetipo o simbolo, ma una realtà empirica e tangibile, emanata dall’esperienza».
Naturalmente, fu soprattutto Rol a dare a Piovene e Fellini quella “tangibilità”.
Nel gennaio 2021 Silvia Ronchey mi raccontava che fu la sua famiglia a fare incontrare Piovene e Fellini nel 1970 o 1971, a Fregene nella casa del regista:
«Mio padre [Alberto Ronchey (1926-2010) direttore del quotidiano ‘La Stampa’ dal 05/12/1968 al 04/05/1973, editorialista di Corriere della Sera e La Repubblica, saggista e Ministro dei Beni culturali e ambientali dal 1992 al 1994] era molto amico sia di Piovene che di Fellini».
«Quando Piovene venne a trovarci [a Fregene] andammo quindi tutti a casa di Fellini. E quella sera si parlò principalmente delle esperienze di entrambi con il “mago Rol”, così veniva chiamato Gustavo Rol, anche con affetto.
Si fece molto tardi, non finiva mai questa lunghissima conversazione che di fatto era tra loro due, intervenivano anche Mimy che era la moglie di Piovene e mia madre che aveva sentito altre testimonianze di persone che frequentavano Rol a Torino».
«Sia Piovene che Fellini riferirono di sedute fatte e in un modo tale da non lasciare adito alcuno a dubbi. Erano persone con una formazione filosofica e una grande cultura, non erano certamente degli sprovveduti ed erano profondamente convinti di questi fatti perché erano stati convinti da Rol. Pur avendo sempre avuto un’attenzione e un’inclinazione per queste cose, i rispettivi incontri con Rol li avevano portati alla certezza e ormai a non sorprendersi più di tanto per questi fenomeni, anche se raccontavano cose prodigiose» (Rol, F., L’Uomo dell’Impossibile, vol. III, 2022, pp. 192-194; il racconto è molto più lungo, qui ho dato solo un breve estratto).
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Per concludere:
Nel mese di agosto mi ero brevemente occupato su questa pagina, ancora una volta, del “caso Piero Angela” (con stracciamento di vesti di alcuni (non a conoscenza della questione) che ritenevano inopportuno ricordare – per chi se n’era appena dipartito per il Nulla al quale ha “creduto” tutta la vita – il suo comportamento in malafede con G.A. Rol) e mostrato quali danni aveva causato sia alla reputazione di Rol, sia, soprattutto, alla conoscenza che lui era disposto a condividere con la comunità scientifica, in termini non avvilenti e che comunque avrebbe deciso lui, come è d’uopo per qualsiasi Maestro (o anche solo docente, accademico, professore, ecc.) che stabilisca i criteri dell’insegnamento, che non sono di regola decisi arbitrariamente dagli allievi, apprendisti, alunni, ecc..
Come si è visto anche nel programma di Augias, Angela viene preso come punto di riferimento ogni volta che si vuole demolire Rol e ciò che rappresenta. Ho già sprecato al riguardo i proverbiali fiumi di inchiostro nell’arco ormai di due decadi (si veda la mia pagina “contro gli scettici” sul sito) contro questa gente che non ha nessuna idea di che cosa sia un autentico approccio scientifico, nonostante la maschera di comodo e di chiacchiere che vestono.
All’esame del fact checking, base di qualsiasi cosa cui si voglia dare il nome di “scienza”, sono tutti ampiamente, inesorabilmente, bocciati. E la storia li ricorderà appunto solo per questo, non differenti dagli aristotelici (complice qualche talebano) che tramarono per imprigionare Galileo Galilei che si permetteva di sovvertire la visione dell’universo quattro secoli or sono. Non si illudano: loro non sono i discendenti di Galilei come suppongono, non ne sono degni. Sono invece i discendenti di quella stirpe di scribi e farisei con cui purtroppo il mondo ha ancora a che fare e che comunque, per l’incessante per quanto lento progresso della Verità, sono destinati ad estinguersi, come i dinosauri.
[p.s. marzo 2024: questo scritto è stato riprodotto e contestualizzato nel vol. X de L'Uomo dell'Impossibile, 2024, pp. 321-329]
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19/01
IGNORANCE AS USUAL
(da un mio post del 19/01/2023, qui)
Come ventilato qualche giorno fa, ci sono legittimi dubbi su cosa Corrado Augias dirà su Rol nella puntata su Torino del programma "Città segrete" in onda domani 21 gennaio su RAI 3 (ore 21:45).
Nel frattempo, una intervista al quotidiano La Stampa di oggi 20 gennaio si chiude con una domanda su Rol. 
La risposta meriterebbe una contro-domanda con contro-risposta:
D.: Corrado Augias è una persona ben documentata, obbiettiva e priva di pregiudizi?
R.: Non scherziamo.
(Nei commenti si riporta l'immagine della pagina con l'intervista completa)
p.s. l'esclusione del "soprannaturale" di cui parla Augias non ha nulla a che vedere con l'apparente "normalità" di cui parla spesso Rol. Per Augias "normalità" corrisponde a "giochi di prestigio" e mentalismo (e al limite, ipnosi), ovvero artifici.
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19/01
IL LIBRO A DISTANZA LETTO COMUNQUE
(da un mio post del 19/01/2023, qui)
Carlo Buffa di Perrero è stato tra i promotori-fondatori, col padre Ermanno Buffa di Perrero ed altri, del "Circolo Amici della Magia" di Torino, noto club di illusionisti. Lui e il padre frequentarono molto Rol, e Carlo sin da ragazzo aveva cercato di "coglierlo in fallo" (bonariamente) per scoprire se era davvero autentico ciò che faceva oppure se era frutto di illusionismo. Multiple evidenze nel corso degli anni lo hanno convinto, senza alcun dubbio, della sua autenticità.
Nel 2003, alla conferenza per il centenario di Rol alla Galleria di Arte Moderna di Torino (presenti tra gli altri anche Catterina Ferrari, Giovanni Sesia e Franco Rol, e tra il pubblico, in prima fila, l'illusionista Alexander, che anche lui conobbe Rol) aveva per esempio raccontato (trascrizione da audio registrato):
«Rol faceva sovente l’esperimento di leggere un libro a distanza. La scelta del libro era casuale, e la scelta del numero della pagina era casuale. Anche se delle persone che non l’hanno visto fare questo esperimento sostengono – e mi è dispiaciuto, tipo l’altra sera Silvan [a "Porta a Porta" del 05/06/2003] – sostengono che era forzato. Ma come fa a dirlo che non l’ha mai visto? Allora vi racconto cosa è successo a me: viene un anno Rol a casa [nostra], fanno questo esperimento, aprono un libro e Rol cita la frase a memoria. Lui era seduto in un salotto e io vedo che però puntava, durante la serata – con una certa attenzione – puntava la biblioteca di casa di mio padre. Allora, andati via, io mi siedo esattamente dove c’era lui e cerco di leggere fra tutti i libri della biblioteca. Cerco di leggere quale dei libri si riusciva da [lì] a vedere. Ce n’era solo uno, che era un libro di racconti della prima scalata del Monte Bianco del barone de Saussure, perché sulla costa della copertina era scritto molto grosso ‘Monte Bianco’. Dico: “Sta a vedere [che] magari la prossima volta mi becca questo libro, e quindi magari ne ha lui uno uguale a casa, e quindi si prepara, legge il libro a casa, e poi quando viene qui ci frega la prossima volta”. (...).
Fatto sta che allora passa tutto l’inverno, verso i primi di settembre venivano loro [i coniugi Rol]. Allora io alla metà di Agosto prendo il libro e all’insaputa di mia madre lo spacco a metà, tolgo metà del libro; e trovo un’antologia di scuola che era delle stesse dimensioni, rompo metà dell’antologia, la metto nel libro, incollo tutto col Vinavil [un tipo di colla], rifaccio tutta la rilegatura e poi dico: “Adesso vediamo: se Rol si becca la prima parte del libro, sono fregato. Ma se per caso le signore beccano la seconda parte del libro ho vinto io. Voglio vedere questa volta!”. Fatto sta che il libro viene scelto dalla Marchesa Sant’Elia, che era un’adorabile signora..., a scelta, e da dove son seduti beccano il libro. Ero sicuro che avrebbero preso quel libro, io gongolavo, dicevo : “Sta volta l’ho fregato!”. Dicono dei numeri a campare. Viene la seconda metà del libro. Ero in uno stato di totale allegrezza. La Marchesa Sant’Elia apre il libro, e Rol le legge la prima pagina del libro di antologia, prima riga... e io sono rimasto fregato!».
(in: Rol, F., L'Uomo dell'Impossibile, episodio IV-23, vol. I, pp. 122-123 (3a ed. 2015))
Quindi: Rol aveva letto in maniera paranormale l'effettiva pagina scelta a caso; se fosse stato un illusionista sarebbe stato scoperto, perché avrebbe riferito una frase memorizzata in precedenza da una copia dello stesso libro, e che ovviamente non poteva trovarsi nell'antologia di scuola che Buffa di Perrero aveva incollato all'interno del volume sul Monte Bianco.
Altri testimoni hanno adottato metodi simili per cercare di cogliere Rol in fallo, sostituendo all'ultimo o anche senza farsi vedere i fogli dove poi sarebbero apparsi scritti o dipinti. E in tutti i casi l'esperimento riusciva comunque.
Va considerato che Rol probabilmente scelse il libro sul Monte Bianco di proposito avendo letto nel pensiero di Buffa le sue intenzioni – e non perché era il libro più evidente – e volendo dargli una dimostrazione inequivocabile che non era un illusionista. Se infatti avesse scelto un altro libro, quella dimostrazione non avrebbe potuto essere data.
(p.s. 2024: per la testimonianza completa di Carlo Buffa di Perrero, incluso questo episodio, cfr. L'Uomo dell'Impossibile, vol. X, pp. 153-176, scaricabile a partire da questo post: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10)
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08/01
IL PARADOSSO DI FERMI
(sintesi: "Ma allora dove sono tutti?")
(da un mio post del 08/01/2023, qui)
«Enrico Fermi gli regalò una matita che Rol conserva ancora con devozione», ricordava Luigi Bazzoli sulla Domenica del Corriere nel 1979, dopo aver incontrato Rol (nell'aprile 1978).
Al momento ancora non conosciamo i particolari dell'incontro/ incontri tra Rol e Fermi (ma la biografia di Rol è ancora "emergente").
Nel frattempo, ricollegandoci ai post precedenti (si veda [qui]), non sarà inutile ricordare l'opinione del grande scienziato, premio Nobel per la fisica nel 1938, sulla vita intelligente nell'universo, nell'ambito di un articolo del 2019 [su Wired] che fa una panoramica delle principali ipotesi in circolazione (inclusa quella "deprimente", la Rare Earth...).
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07/01
(da un mio post del 07/01/2023, qui)
Dopo il devastante conflitto mondiale, in una lettera del 1951 Rol scriveva:
«Qualche cosa di tremendo succederà a spingere gli uomini a formare gli Stati Uniti del Mondo e non è improbabile che questa volta la spinta verrà dall’infuori del mondo stesso... poiché soltanto sotto la sferza della necessità l’uomo rinsavisce».
(Rol, G.A., "Io sono la grondaia...", 2000, p. 146)
In merito alle ipotesi (non fantasiose) che si possono fare sull'affermazione «dall’infuori del mondo stesso», un indizio significativo – se già non si sia arrivati a conclusioni analoghe basandosi su ricorrenti fenomeni cosmici – ce lo fornisce il giornalista investigativo Graham Hancock nelle sue attente ricostruzioni multidisciplinari del nostro passato remoto.
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04/01
(da un mio post del 04/01/2023, qui)
Per chi avesse i voll. 1 e 5 de L'Uomo dell'Impossibile, segnalo un errore di cui mi sono accorto solo ora e che risale ad anni fa quando trascrissi uno dei tanti esperimenti di G.A. Rol.
Esso fa parte della relazione di Piero Cassoli e Massimo Inardi del 1970 e si trova in:
- Vol. 1, cap. V, episodio 57 (p. 150 3a ediz.)
- Vol. 5, p. 201
L'esperimento è troncato a metà, a causa probabilmente del fatto che la riga di mezzo e quella finale terminano entrambe con «due di picche», e così com'è, è incomprensibile.
Lo pubblico qui completo, invitando chi avesse i volumi a stamparlo o annotarlo su un foglio e inserirlo tra le pagine, o annotarlo a mano a margine. Sarà mia premura aggiungere la parte mancante nelle prossime ristampe.
«Al volgere del termine della seduta [Rol] mi invita a prendere un mazzo, a mescolarlo e a tagliarlo; poi mi fa disporre alcune carte sul tavolo, quante voglio, nella disposizione che voglio, una staccata dall’altra, naturalmente coperte. Io ne dispongo una dozzina e Rol si rivolge al Dott. B. e, dopo le solite elaborazioni, su un altro mazzo, risulta che il Dott. B ha in mano il DUE DI PICCHE.
Rol lo invita a lanciare la carta sulle carte che io avevo disposto sul tavolo, dopo avermi invitato a pensare intensamente ad un due di picche verde (mi sembra anche, ma non ne sono sicuro, che nel disporre le mie carte sul tavolo io dovevo avere gli occhi chiusi e dovevo già pensare ad una radiazione luminosa verde). Il Dott. B getta la carta che va a finire su una carta coperta: su invito di Rol la scopro: è il fante di picche. Rol seccato dice che con me è difficile lavorare perchè non sono concentrato ..... io, comunque, guardo la carta immediatamente vicina al fante di picche: è il DUE DI PICCHE».
La parte mancante inizia da «Rol lo invita a lanciare...» fino al termine, e si può notare l'importante particolare del «pensare ad una radiazione luminosa verde».