APRILE 2026

17/04

Giorgio Cerquetti, filosofo e scrittore, ha raccontato in una live del 07/04/2025 un retroscena su (una delle) ragioni/motivazioni che avrebbero portato il giornalista Piero Angela ad attaccare negli anni '70 la parapsicologia/paranormale e anche Gustavo A. Rol. 
Oltre il link al video, ne dò qui trascrizione:

«Ma il grande nemico di Rol, sapete chi era? Piero Angela. Piero Angela ha un figlio che adesso ha continuato il lavoro del padre. Allora, fine anni ‘60, inizio anni ’70, più ’70 che ’60, tra il ’68 e il ’78, c’era un certo Fulvio Rendhell, a Roma, che era uno che faceva cose magiche, diciamolo così, “magiche”.
Il figlio è scappato di casa – è scappato di casa – ed è andato a casa di questo, il figlio – quello Alberto, quello che adesso fa i programmi televisivi –.
Lo “spionaggio” mi arriva da un regista, Rai, che lavorava alla Rai ed era un mistico, insieme a Fellini (...) – che ha detto di quelle cose su Fellini... perché poi Fellini era pappa e ciccia, era molto collegato a Rol.
Lui, che era l'annunciatore del telegiornale, Angela, va dai dirigenti, che erano cristiani, credenti, democrazia cristiana, e dice:
“Ci stanno portando via i figli”.
“Chi?”
“La New Age, l’India, gli hippie, le droghe...”
Allora gli hanno dato 500 milioni [di lire, probabilmente intorno al gennaio 1977, circa 2 milioni e mezzo di euro nel 2026] per fare “Viaggio nel paranormale”, dove lui ha cercato di distruggere Uri Geller, Rol... cioè ha fatto un massacro... e ha riportato a casa il figlio, al punto tale che il figlio lavora alla Rai».

Questo retroscena si va ad aggiungere ad altri, alcuni analoghi, che già ho segnalato nei voll. de L'Uomo dell'Impossibile che ruotano intorno all'anno critico 1978 (cfr. in particolare il vol. VIII, pp. 68-69).


MARZO 2026

05/03

Mia intervista a Radio 24 / Il Sole 24 Ore del 05/03/2026 (qui di seguito gli screenshots dal sito e dal canale instagram di Radio 24 )

Gustavo Franco Rol Nicoletti Radio24 2026
Gustavo Franco Rol Nicoletti Radio24 2026 instagram
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01/03

ROL - IL PILOTA

(da un mio post del 01/03/2026, qui)

(dalla descrizione del video inedito pubblicato ieri 28/02/2026)
«Nei suoi esperimenti G.A. Rol poteva prendere contatto con lo “spirito intelligente” di chiunque, vivo o morto, e poteva all’occasione anche impersonarlo, scrivendo, dipingendo o parlando come lui o in sua vece, come fosse o fosse stato l’individuo che quello spirito intelligente rappresentava.
Faceva questo anche su di un altro piano, non necessariamente, o non solo, sperimentale, ma (anche) simbolico e allusivo, come nei casi più frequenti, ma non esclusivi, del pittore francese François Auguste Ravier (1814-1895) e di Napoleone Bonaparte.

In questa breve registrazione audio, tratta da una conversazione del 2015 tra Franco Rol (biografo di Gustavo Adolfo) e Marisa Di Bartolo, la giornalista di Stampa Sera racconta di quando, all’epoca di alcuni suoi incontri con G.A. Rol negli anni ’80, lui le parlava spesso di un «pilota» di automobilismo (l’industriale e pilota Franco Rol, nonno materno omonimo del biografo) che lei non aveva capito se fosse suo fratello o cugino o chi altro, col quale Gustavo pareva però volersi identificare o lasciare una sorta di ambiguità, di “sovrapposizione”, in maniera simile a quella con Napoleone».

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Nel post del 28/02 (sulla pagina dedicata a Franco Rol pilota, qui) pubblicavo l'audio-video con questa presentazione:

«La confusione emersa nei giorni scorsi tra i due Rol del XX secolo (Franco sposato con Elda e Gustavo Adolfo sposato con Elna) ha ricordato allo scrivente e amministratore di questa pagina una conversazione avuta nel 2015 con la giornalista di Stampa Sera, Marisa Di Bartolo. Ecco cosa disse».

Franco Gustavo Rol


FEBBRAIO 2026

26/02

RITROVARSI DOPO LA MORTE IN UNA VITA SENZA LIMITI

(da un mio post del 26/02/2026, qui)

«...le anime, liberate dai vincoli delle miserie del corpo, sono pre-destinate a ritrovarsi per rivivere, sotto una maggiore felicità, una vita senza limiti nel tempo e senza restrizioni nella felicità stessa» (G.A. Rol, 1932)

(da una lettera privata del 22/10/1932, in: "Io sono la grondaia", 2000, p. 105; il passaggio va collegato alla concezione di Rol della "resurrezione del corpo nell'Infinito" – si veda questo post: https://bit.ly/Rol_Resurrezione_corpo_INFINITO – e in generale a quella della "vita nova" dopo la morte (non certo tornando nelle «miserie del corpo»...))

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19/02

(da un mio post del 19/02/2026, qui)

È finalmente in ristampa il mio ultimo volume Rol. L’Illuminato.
“Finalmente” perché sin dall’autunno 2024, poco tempo dopo la prima stampa/edizione, scoprii due errori semplici ma comunque rilevanti in due testimonianze, riferite non correttamente da chi le divulgò, che avrei voluto correggere subito ma purtroppo quando si dipende da dinamiche editoriali non gestibili direttamente dall’autore queste cose possono ritardare.

Di uno di questi errori riferii già su questa mia pagina in un post del 29/12/2024: una carta che Fellini aveva visto trasformarsi sotto i suoi occhi mostrando nella fase di transizione una poltiglia grigiastra, che un commentatore del 1973 aveva riferito in maniera sbagliata come «giallastra» e ripresa poi da molti altri, me incluso (cfr. https://bit.ly/Rol_Fellini_carta_poltiglia_GRIGIASTRA).

Un altro errore aveva invece una articolazione maggiore, e non sapevo ancora se avrei fatto una nuova appendice ad hoc, sostituendo anche la testimonianza “corrotta” all’interno del testo, con la versione giusta. Ho optato per una soluzione più semplice anche per non alterare i numeri di pagina della prima stampa con inserti più lunghi o più brevi che avrebbero fatto slittare le altre pagine, aggiungendo invece (come anche per l’altro errore di cui sopra) una nota-asterisco al fondo e cambiando lo stretto essenziale nelle pagine interne.

La prima pagina di queste note aggiunte (p. 275) è quella pubblicata qui di fianco alla copertina, quella successiva la pubblico nei commenti al post, a beneficio di chi abbia già comprato la prima stampa (suggerisco di stampare le immagini e inserire i fogli nel libro), insieme alle pagine relative a questo secondo errore che sono state leggermente modificate (pp. 133, 136 e 137).

In sé sarebbe banale se non fosse che proprio intorno a questa testimonianza avevo fatto un’analisi approfondita. Riguarda un episodio ormai tra i più noti, sia perché tra i più datati (riferito la prima volta nel 2000), sia perché tra i più interessanti, sia per la simpatia del testimone, Arturo Bergandi, “factotum” in casa Rol per quasi trent’anni (dagli anni ’60 agli anni ’90). È quello in cui Rol dal balcone del suo appartamento lanciò un grande martello in casa facendogli attraversare alcune pareti. Si tratta di quella “possibilità” che nel 2012 avevo denominato “tunnelling” – inesistente in precedenza con questa designazione nella classificazione “paranormale” storica della “ricerca psichica" – in omaggio alla meccanica quantistica e la cui dinamica analizzo appunto nel libro. Di questo episodio constano ad oggi almeno 4 resoconti, due riportati per iscritto da due autori, Giordano (2000) e Ternavasio (2003) e due riferiti direttamente da Bergandi in interviste/interventi filmati (Bonfiglio 2005, Ceva 2013).

Quello che dice Bergandi direttamente senza il filtro di terzi è, su alcuni particolari, più attendibile e preciso. Purtroppo le versioni scritte e indirette sono precedenti di quelle orali, e io, come altri – e proprio come l’errore della carta di Fellini – le avevo trascritte e date per buone così come erano, sin dalla loro pubblicazione, “trascinandomele” nel mio archivio fino a questi ultimi anni. L’errore principale è da ascrivere a Ternavasio, purtroppo uno degli autori che non poche volte mi sono trovato a dover criticare, sia per altri errori abbastanza rilevanti sia per alcune affermazioni superficiali riguardanti G.A. Rol.

Bergandi in entrambe le versioni filmate afferma che il martello venne trovato alcune stanze più in là su una sedia, sotto ad un cappello. Giordano parla di una «poltrona» (ci poteva anche stare: si trattava per essere precisi di una “poltroncina-sedia”). Invece Ternavasio scrive che fu trovato «sul pavimento». Ed è appunto sbagliato. Lo so che sembra banale, tuttavia se si leggerà la mia analisi – che comunque non ne è stata minimamente affettata – si capirà come un errore di analoga entità “media”, in altro episodio di cui venga fatta una analisi “strutturale”, ovvero di dinamica dell’esperimento, potrebbe portare ad ipotesi, interpretazioni e spiegazioni molto diverse. Qui questo per fortuna non succede, ma in altri casi può succedere. Ecco perché è importante verificare quanto più possibile le testimonianze (correggendole come in questo caso) e cercare di essere precisi.
Teorizzare partendo da fatti imprecisi ed approssimativi può portare ad ipotesi e conclusioni errate, così come un piccolo errore nel calcolare una rotta di navigazione può portare da tutt’altra parte rispetto a dove ci si proponeva arrivare. Persino il battito d’ala di una farfalla può fare la differenza...

Rol Illuminato ristampa 2026
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13/02

ALCUNI PUNTI FERMI SU ROL

(da un mio post del 13/02/2026, qui)

1) Rol non era un sensitivo, non era un mago, non era un medium. Ognuno di questi termini è sia sbagliato che riduttivo e limitato, ciascuno per ragioni diverse.

2) Rol era un Maestro Illuminato, che raggiunse cioè l’illuminazione spirituale, vale a dire “possessore” di uno stato di coscienza diverso – da lui definito “sublime” – e di uno status ontologico diverso da quello dell’essere umano normale, accessibile però in linea teorica da chiunque alla condizione necessaria ma non sufficiente di uno svincolamento dall’ego; saggezza, vasta conoscenza, umiltà, responsabilità e altruismo caratterizzano e determinano l’agire di un tal Maestro, che si manifesta anche con numerosi “doni dello Spirito”, sempre al servizio del proprio prossimo.

3) Rol non andava in trance e nella stragrande maggioranza dei suoi esperimenti e prodigi il suo agire sembrava del tutto normale, naturale, semplice, quasi fossero le cose più facili del mondo, ciò che lasciava ancor più allibiti i testimoni; in un numero minore, a seconda delle circostanze, della tipologia di esperimento e di come Rol si sentiva in quel momento, poteva apparire concentrato o assorto per qualche secondo; in altre molto più rare occasioni poteva aver bisogno di un grande sforzo mentale e fisico, compatibile sempre col tipo di esperimento che si proponeva di mostrare.
4) Rol contestava lo spiritismo non solo nelle motivazioni e nella pratica (senza trance, in ambiente in nessun modo “occulto”, ecc.) ma soprattutto nella teoria, opponendo la sua nozione di “spirito intelligente”, presente – nel suo aspetto “individuato” – in tutti gli individui vivi e rimanente “sulla Terra” anche dopo la morte, sorta di “residuo psichico”, come ne esiste uno organico, per un periodo non infinito; lo “spirito intelligente” NON è il defunto, pur essendo confuso con esso dagli spiritisti ( = loro errore interpretativo) e dai loro epigoni moderni, i “canalizzatori”.

5) Nel manifestare le sue “possibilità” – classificate al momento in numero di 50 – Rol agiva gratuitamente, sempre e solo a beneficio del suo prossimo; e questo beneficio andava ben oltre le sue dimostrazioni o azioni – che avevano sempre un proposito serio, anche quando magari scherzava, mai fini a se stesse, men che meno per “esibirsi” – spendendosi per chiunque “si fosse trovato sulla sua strada” in vai modi, sia col suo tempo e dedizione nei luoghi più diversi o al telefono con sconosciuti che lo contattavano per le loro necessità, sia facendo da tramite magari con medici ai quali indirizzava persone che ne avevano bisogno, sia pagando di tasca sua in tante situazioni, spesso nell’anonimato e facendo donazioni a istituzioni benefiche di vario tipo; il suo dare-avere quotidiano, sia materiale che umano, era sbilanciatissimo dalla parte del dare.

6) NESSUNA delle “possibilità” di Rol era un gioco di prestigio; tutte erano rigorosamente autentiche, dal gradino più “basso” delle carte da gioco – categoria ancora del tutto incompresa ma fondamentale – a quello più alto della bilocazione, dei viaggi nel tempo, del tunnelling, delle materializzazioni e smaterializzazioni, della telecinesi, ecc.

7) Rol ha manifestato le sue “possibilità” soprattutto in ambienti DIVERSI DA CASA SUA. Gli scettico-negazionisti continuano a mentire su questo punto, per poter sostenere che Rol a casa sua preparasse l’ambiente, “montasse lo spettacolo”, ciò che del resto è altrettanto privo di fondamento.

8 ) Rol ha conosciuto, oltre a centinaia di persone che già hanno testimoniato a suo favore, tra cui nomi con curriculum di fama mondiale, anche illusionisti professionisti ed esperti di illusionismo che gli hanno visto fare, da vicino e più volte, degli esperimenti, anche cercando di coglierlo in fallo, senza riuscirci; nessuno di loro ha scoperto qualche trucco e nessuno di loro pensava fosse un illusionista. Esperti di mentalismo non in mala fede hanno ammesso che Rol non può essere inquadrato come mentalista ( = illusionista).

9) Rol faceva quello che faceva per far capire che la realtà sensoriale in cui viviamo non è che una frazione minima di una Realtà molto più vasta, che travalica non solo i sensi, la materia lo spazio e il tempo, ma anche la morte. E quando poi questa arriva “c’è subito un’altra vita” – per chi ha dimostrato sufficiente “purezza di cuore” – nella dimensione dello Spirito.
La vita sulla Terra è preziosissima, sia in se stessa sia perché è solo grazie ad essa, a come è stata vissuta, che si può accedere all’altra.
I suoi prodigi ed esperimenti erano DIMOSTRAZIONI di questa Realtà più vasta alla quale aveva avuto accesso e che voleva – aveva bisogno – di condividere con gli altri.
Naturalmente senza arrivare a “dar le perle ai porci”.

10) Rol riponeva grande fiducia in ciò che si sarebbe potuto raggiungere grazie alla scienza e alla ricerca scientifica ed era convinto, lo ha proprio previsto, che in futuro la scienza sarebbe arrivata a comprendere sia lui che le sue possibilità; ha anche cercato tutta la vita l’incontro e il sostegno della comunità scientifica, senza trovarlo; era troppo in anticipo, troppo rivoluzionario; sul suo cammino ha trovato soprattutto persone inadeguate o non pronte, tra cui anche molti prevenuti, materialisti, superficiali, ricercatori che non avevano tempo – ne sarebbe occorso molto – e pazienza, o avevano paura di compromettere la loro carriera per occuparsi di queste cose; altri che pensavano soprattutto al loro tornaconto personale o professionale, volendo da Rol i suo “segreti”, che tali non erano, sul proverbiale piatto d’argento, disinteressati alle sue premesse spirituali e alle sue spiegazioni, che contenevano anche avvertimenti di cautela con cose che non si potevano maneggiare improvvidamente, su molti livelli, in barba a qualunque principio iniziatico, non diverso da qualunque apprendistato di “cose serie”.

11) Quasi nulla di ciò che Rol ha mostrato durante la sua vita (e anche dopo) era inedito; di ogni sua “possibilità” si troveranno corrispondenti (anche se in certi casi rarissimi) nella storia delle religioni, antica di millenni, e in quella della “ricerca psichica” vecchia di un paio di secoli; ma non si troverà tutto insieme in una sola persona, per di più con coscienza apparentemente normale; meno ancora in qualcuno vissuto in epoca moderna con giacca e cravatta, cultura enciclopedica e savoir faire da gentleman, perfettamente inserito nella vita quotidiana e non recluso in qualche irraggiungibile eremitaggio (Rol era un Maestro ‘de facto’ che mai però si atteggiò o agì come maestro “di forma”, convenzionale).
Per questo pur non essendo inedito quando preso a frammenti, è unico quando preso come intero.

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04/02

ROL NON ERA UN MENTALISTA

(da un mio post del 04/02/2026, qui)

Sempre più frequentemente c’è chi, disinformato o disinformatore, definisce Rol “mentalista”, vale a dire un illusionista – come sintetizza l’IA – «che utilizza tecniche di psicologia, suggestione, linguaggio del corpo e illusionismo per simulare abilità mentali straordinarie»; che «crea un'atmosfera misteriosa, spesso fingendo l'uso di poteri paranormali per stupire il pubblico»; «mentre l'illusionista tradizionale mira a stupire con la destrezza, il mentalista mira a "manipolare" la percezione e il pensiero degli spettatori»; «il mentalismo è una forma di spettacolo teatrale, non un potere paranormale reale».

Il disinformato definisce Rol così perché non sa che cosa sia effettivamente un mentalista; il disinformatore invece cerca di farlo passare così o in maniera esplicita, non nascondendo che un mentalista sia di fatto un illusionista, oppure usando il termine in maniera fuorviante facendo credere che “mentalista” abbia a che vedere col paranormale e non con l’illusionismo, tenendosi alla larga, almeno in prima battuta, da ogni associazione esplicita con questo per potersi mimetizzare meglio e ingannare i destinatari (spettatori, lettori, ecc.) vuoi per far circolare articoli/libri di disinformazione, vuoi per pubblicizzare una conferenza su Rol che si rivelerà poi scettica, vuoi per vendere una “serata” di intrattenimento di pseudo-esperimenti “di Rol” che in realtà con essi non hanno nulla a che spartire e che sono nel migliore dei casi pretenziose e superficiali simulazioni, ad uso e consumo del “performer” che si serve di Rol come specchietto per le allodole per farsi pubblicità.

Ci ha pensato comunque l'esperto di mentalismo Aroldo Lattarulo a mostrare come Rol non possa essere inquadrato come mentalista, in molti significativi passaggi del suo libro dedicato a Rol, tra cui il seguente:

«Gustavo Rol... realizzava una quantità enorme di “esperimenti” ritenuti inspiegabili dai testimoni, e tali fenomeni erano estremamente vari. Nessun mentalista, per quanto iperattivo, riesce a proporre una quantità simile di “effetti”, come si usa chiamarli nel mentalismo.
Per la precisione, nessuno che io conosca (e ne conosco parecchi...) si perita di dimostrarsi “capace” in più di due o tre settori. (...)
...un mentalista, per essere “credibile”... deve obbligatoriamente limitare al minimo indispensabile la dimostrazione delle sue “capacità”.
Con Gustavo Rol, invece, siamo di fronte ad una situazione assolutamente opposta, del tutto anomala. (...)
Erano decisamente anomali – dal punto di vista di un mentalista/illusionista – sia il comportamento di Rol che quello dei suoi “spettatori”.
Rol si presentava un po’ come un principiante, come un ragazzo entusiasta che sciorina al suo pubblico tutti i giochi che ha imparato, e più ne presenta più è contento. Da questo punto di vista, Rol contraddiceva ogni logica di presentazione che qualsiasi illusionista esperto conosce: mai esibirsi invano. Questo limitarsi ha almeno quattro ragioni.
La prima: ogni illusionista ha un suo repertorio, cioè ha un certo numero di giochi/effetti che sa eseguire in modo appropriato. Per quanto il suo repertorio possa essere vasto, ogni illusionista deve stare attento a non esaurire gli effetti da mostrare. Rol, invece... era inesauribile, nel numero e nella varietà dei fenomeni che mostrava.
La seconda ragione è che, per presentare un effetto, ogni illusionista ha bisogno che ci siano le condizioni adeguate. Deve essere giusto il posto, devono esserci gli eventuali mazzi di carte truccati, devono esserci gli attrezzi necessari (piccoli o grandi che siano), deve essere giusto il momento.
Come qualsiasi illusionista sa bene, queste condizioni non ricorrono tutte insieme molto facilmente.
Rol sembrava non avere queste necessità.
Per quanto possa sostenersi che in diverse occasioni Rol possa avere approntato una situazione idonea (ma... anche questa obiezione non ha grande valore, in considerazione dei fenomeni mostrati), è facile rendersi conto, scorrendo i racconti dei vari testimoni, che proprio alcuni dei fenomeni più eclatanti erano fuori dalla logica di un illusionista (...).
La terza ragione, per la quale un illusionista tende a non eccedere con gli effetti da mostrare, è che non bisogna mai “saziare” il pubblico. Gli spettatori devono essere sempre vogliosi di vedere “qualcosa”. Il grosso pericolo di un qualsiasi illusionista è quello di annoiare il pubblico. Bene, con Rol questo non succedeva.
La quarta ragione sta in un fatto ovvio: più volte l’illusionista si esibisce e più volte corre il rischio che gli spettatori scoprano il trucco. Anche in questo caso Rol era “anomalo” (...) lui addirittura ripeteva lo stesso esperimento più e più volte, in continuazione, trasgredendo ad ogni buona regola dell’illusionismo».

(da: A. Lattarulo, Indagine su Gustavo Rol – Volumi 1 e 2, 2016, pp. 122-125; si veda anche una selezione di altri suoi commenti nel vol. X de L’Uomo dell’Impossibile, 2024, pp. 408-417, scaricabile da questo post: https://bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10 )

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01/02

(da un mio post del 01/02/2026, qui)

L’OROLOGIO DELL’APOCALISSE
(lancette che vanno nella direzione sbagliata)

Nell’articolo seguente del 29/01, di cui diamo trascrizione, si possono trovare elementi rilevanti per inquadrare correttamente e contestualizzare storicamente le preoccupazioni che G.A. Rol ha avuto tutta la vita sui conflitti tra le nazioni (e in proiezione futura, eventualmente tra i continenti) soprattutto a partire dal 1945 con l’impiego di testate nucleari.
Il suo auspicio per arrivare agli “Stati Uniti del Mondo” (cfr. l’ultimo ns. post in ordine di tempo, con links anche a post anteriori: https://bit.ly/Rol_Stati-Uniti-del-Mondo ) rispondeva e risponde primariamente e urgentemente al pericolo di una guerra atomica che potrebbe porre fine non solo alla civiltà umana, ma alla vita su questo Pianeta.
Gli interessi egemonici ed economici, gli egoismi e le prepotenze crescenti negli ultimi anni di alcuni attori sulla scena globale stanno purtroppo allontanando sempre più da quell’auspicio, avvicinandosi invece pericolosamente alla “mezzanotte”.

« – "85 secondi alla fine del mondo": cos'è l'Orologio dell'Apocalisse e perché non è mai stato così vicino alla mezzanotte –
(di Stefano Guarrera e redazione della newsletter Login del Corriere della Sera, 29/01/2026)

Da 89 secondi alla mezzanotte agli 85 secondi di oggi: l'Orologio dell'Apocalisse è più vicino che mai all'orario che metaforicamente indica la fine dei tempi, la catastrofe globale. Lo ha annunciato il Bulletin of the Atomic Scientists, fondato nel 1945 da Albert Einstein e che dal 1947 scandisce il tempo che manca alla fine del mondo.
«Un anno fa, avevamo lanciato l'allarme: il mondo era pericolosamente vicino a un disastro globale - dicono gli esperti del Bulletin of the Atomic Scientists - e qualsiasi ritardo nell'inversione di rotta avrebbe aumentato la probabilità di una catastrofe. Invece di prestare attenzione a questo avvertimento, Russia, Cina, Stati Uniti e altri grandi Paesi sono diventati sempre più aggressivi, antagonisti e nazionalisti. Le intese globali duramente conquistate stanno crollando, accelerando una competizione tra grandi potenze in cui il vincitore prende tutto e minando la cooperazione internazionale fondamentale per ridurre i rischi di una guerra nucleare, dei cambiamenti climatici, dell'uso improprio delle biotecnologie, della potenziale minaccia dell'intelligenza artificiale e di altri pericoli apocalittici. Troppi leader sono diventati compiacenti e indifferenti, adottando in molti casi retoriche e politiche che accelerano anziché mitigare questi rischi esistenziali».

Mai così vicino alla mezzanotte

Gli 85 secondi attuali sono «il valore più vicino alla catastrofe che si sia mai visto». A comunicare gli aggiornamenti sull’Orologio dell’Apocalisse per il 2026 è stata, in diretta streaming, la commissione composta da sette uomini e donne tra cui la Premio Nobel per la Pace del 2021, Maria Ressa, e la presidente e Ceo del Bulletin of the Atomic Scientists, Alexandra Bell. «L'Orologio dell'Apocalisse è una metafora delle minacce che mettono in pericolo l'umanità, ma è anche un simbolo positivo - spiegano gli esperti -, una chiamata all'azione per tutti i cittadini, un invito a lavorare tutti insieme. Il tempo di agire è ora»

Il giorno del giudizio: da dove nasce questo orologio

Il doomsday clock («orologio del giorno del giudizio») nasce come detto nel 1947 da un'iniziativa degli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists dell'Università di Chicago. Un'epoca di guerra fredda quindi, quando la minaccia di un conflitto nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica era percepita come verosimile. Fu creato un «orologio metaforico», o meglio, un conto alla rovescia metaforico. Gli studiosi decisero di attribuire alla mezzanotte lo scoppio di una guerra atomica, mentre i minuti precedenti a quell'orario avrebbero rappresentato la probabilità del verificarsi di quell'evento. Al momento della sua nascita, l'orologio fu impostato alle ore 23:53, a 7 minuti «di distanza» da una guerra nucleare.

Da allora, il doomsday clock è cambiato. Dal 2007, per esempio, è influenzato da qualsiasi evento che possa infliggere danni gravi e indelebili all'umanità come i cambiamenti climatici. La mezzanotte non rappresenta più quindi solo il conflitto atomico, considerato comunque da sempre un evento catastrofico per il genere umano. Prende in considerazione anche le minacce che derivano dal cambiamento climatico, quelle biologiche e quelle legate alle nuove tecnologie come l'AI.

Avanti e indietro

L'orologio dell'apocalisse, dal 1947, ha compiuto 28 movimenti, avanti e anche indietro. Nei suoi 78 anni di storia, a suo modo, ha raccontato gli eventi più importanti del mondo. Nel 1949, per esempio, si avvicinò di ben 4 minuti alla mezzanotte segnando le ore 23:57 dopo che l'Unione Sovietica fece un test facendo esplodere un ordigno atomico in un remoto sito dell'Asia centrale. Quando il presidente americano Harry Truman rese nota la notizia cominciò una corsa agli armamenti che preoccupò l'opinione pubblica mondiale. Il risultato fu che quattro anni dopo l'orologio segnava le 23:58 a causa dei test americani e sovietici di bombe all'idrogeno. «Ancora poche oscillazioni del pendolo e, da Mosca a Chicago, le esplosioni atomiche suoneranno la mezzanotte per la civiltà occidentale», scrivevano gli scienziati del Bulletin.

In quell'anno, il 1953, morì Stalin e cominciò la fase geopolitica del «disgelo». Con il risultato che, nel 1960 e 1963, secondo gli studiosi, l'umanità si allontanò dal suo annientamento ritornando alle ore 23:53 e poi addirittura alle 23:48, nonostante la crisi missilistica di Cuba del '62. L'orologio considerò come le due grandi forze avessero evitato lo scontro diretto nella crisi di Suez (1956) e la collaborazione tra scienziati americani e sovietici che culminò politicamente nel trattato sulla messa al bando parziale dei test nucleari.

La paura del conflitto nucleare

Nel 1968 le lancette tornarono ad avvicinarsi alla mezzanotte a causa delle guerre in Vietnam, Kashmir e Israele e per la nuova dotazione nucleare di Francia e Cina (23:53). Si tornò indietro alle 23:50 l'anno dopo e poi alle 23:48 nel 1972 grazie prima al trattato sulla non proliferazione di armi nucleari e poi agli accordi SALT e sui missili anti balistici. L'umanità si riavvicina alla guerra nucleare quando l'India ottiene la sua bomba atomica e Usa e Urss, con le testate MIRV, sono in grado di caricare i missili balistici con più testate potendo colpire decine di bersagli insieme. È il 1974 e sono le 23:51.

Gli anni 80 si aprono con un nuovo avvicinamento alla fine del mondo: 23:53 (1980) e 23:56 (1981). Ciò a causa del fallimento degli accordi sul nucleare SALT, per l'invasione sovietica dell'Afghanistan e soprattutto per l'elezione alla Casa Bianca di Ronald Reagan, che non accenna più al controllo degli armamenti ma parla di voler «vincere» contro l'Urss, definita «l'impero del male». La situazione peggiora ancora quando, nel 1984, si interrompono le relazioni diplomatiche tra le due superpotenze. Sono le 23:57. L'anno prima, il 26 settembre del 1983, si era davvero sfiorata la guerra nucleare, quando un sistema radar sovietico segnala un lancio di missili balistici proveniente dagli Usa. Un ufficiale sovietico, Stanislav Petrov, identificò l'allarme come un errore e decise di non contrattaccare. La sua interpretazione fu corretta e salvò l'umanità. Ciò nonostante, la metà degli anni 80 segnarono uno dei punti più bassi nelle relazioni tra i due paesi.

La dissoluzione dell'Urss

Quattro anni dopo al Cremlino sedeva Michail Gorbaciov, che firmò con Reagan il trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF) che vietava l'uso di un'intera categoria di armi nucleari. Anche l'Europa spinse politicamente per l'accordo. La situazione migliorò e nel 1988, infatti, l'orologio tornò indietro alle 23:54. Nel 1990 il muro di Berlino era caduto e l'Urss era in dissoluzione. Gli stati dell'Europa orientale si liberavano dal comunismo e andavano alle elezioni (23:50). Un anno dopo, le lancette dell'orologio raggiunsero il punto più distante dalla mezzanotte che è stato finora toccato, le 23:43. Questo grazie alla firma degli accordi START tra Gorbaciov e il presidente George H. W. Bush sulla riduzione delle armi strategiche.

L'inesorabile avvicinamento alla mezzanotte

Da quel momento il doomsday clock non ha fatto altro che avvicinarsi alla mezzanotte (con l'eccezione del 2010, dopo che le nazioni si impegnarono a ridurre le emissioni di carbonio alla conferenza delle Nazioni Unite di Copenhagen e grazie a nuove trattative sulla riduzione di arsenali nucleari tra Usa e Russia). Nel '95 segnò le 23:46, nel '98 le 23:51, nel 2002 le 23:53 e poi ancora 5 minuti a mezzanotte nel 2007 e nel 2012 a causa dei test nucleari del dittatore nordcoreano Kim Jong-un. Fino a quando le preoccupazioni sul riscaldamento del clima si sono decisamente imposte sull'agenda: nel 2015 erano le 23:57, due anni dopo le 23:57 e 30 secondi. Nel 2018 è stato eguagliato il record del 1953 con le 23:58: gli scienziati di Chicago sottolineano «l'uso improprio della tecnologia» e la disinformazione ma ricordano che i social media possono servire anche a costruire un «mondo più sicuro e più sano».
Fino ai «record» dei giorni nostri: nel 2020 mancavano metaforicamente 100 secondi all'apocalisse, scesi a 90 nel 2023, a 89 nel 2025 e a 85 quest'anno. L'umanità, secondo gli scienziati del Bulletin, non è mai stata così in pericolo».


GENNAIO 2026

31/01

(da un mio post del 31/01/2026, qui)

Intervista su La Stampa di oggi 31/01/2026 (p. 57, cronaca di Torino) al regista della serie Cuori, Riccardo Donna, che – come già anticipato da mesi – introduce nella nuova stagione il personaggio di un "sensitivo":

«Ci ispiriamo chiaramente, sia pure alla lontana, alla figura di Gustavo Rol che ho avuto la fortuna di conoscere. Ho voluto che fosse il mio amico Giulio Scarpati ad interpretarlo».

Si sapeva che Donna aveva conosciuto Rol, ma al momento non ha ancora raccontato i dettagli, che attendiamo di conoscere.

(p.s. Rol comunque, è opportuno ribadirlo, non era un "sensitivo", termine riduttivo e comunque sbagliato per definirlo)

Stampa 31.01.2026 p.57 Riccardo Donna Cuori Scarpati Rol

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12/01

(da un mio post del 12/01/2026, qui)

In un articolo su Il Foglio di oggi 12 gennaio, il giornalista male informato Vittorio Bongiorno intervista l'illusionista Silvan, scrivendo:

«Nel 1989 Piero Angela fonda il CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, di cui Silvan diventa Socio Emerito. Qualche anno prima aveva smontato sempre in tv i presunti poteri di Gustavo Adolfo Rol, l’inavvicinabile e intrigante sensitivo torinese famoso per essere, tra le altre cose, consigliere di Agnelli, Fellini, Zeffirelli e una lunga sfilza di personaggi famosi. Nella trasmissione “Tg l’una”, reperibile nel suo canale YouTube, Silvan propone al giornalista Enzo Stinchelli di replicare la lettura di un libro chiuso, uno dei famosi “esperimenti” che Rol soleva proporre in casa solo agli amici. Nel video Silvan ingaggia con il giornalista Stinchelli un numero davvero sorprendente: “Rol è un paragnosta... io un prestigiatore”, gli dice con fare teatrale, “tra noi due ora si interpone una nebbia fittissima, giallastra, attraverso questa nebbia io cercherò di indovinare il concetto di quello che lei sta leggendo”. Con esperta arte da consumato attore Silvan sussurra, l’operatore lo inquadra in primissimo piano, gli occhi accesi, le mani grandi che fluttuano nel vuoto, ansima a un certo punto, chiede a Stinchelli di concentrarsi. E poi azzecca la frase scelta a caso, o forse no, che importa. In fondo l’esibizione è stata spettacolare e del resto Silvan lo dice prima di cominciare: lui è un mago e c’è un trucco. Un mago dichiara di mentire, un ciarlatano no. Per la cronaca, il sensitivo Rol, morto a Torino nel 1994, si è sempre sottratto a qualsiasi tipo di confronto, mentre Silvan continua instancabilmente a esibirsi, a studiare e sperimentare.»

Il giornalista è male informato per le seguenti 3 ragioni:

1) Silvan aveva illuso il pubblico (e il giornalista decenni dopo) di poter "smontare" i "presunti poteri" di Rol; si trattò di uno "show" per fare ascolti, sganciato dalla vera fenomenologia di Rol, una simulazione goffa e patetica;

2) non è affatto vero che Rol «si è sempre sottratto a qualsiasi tipo di confronto», queste sono le bugie che Silvan e soci mettono in giro da anni;

3) prima di scrivere l'articolo, e riproporre acriticamente la narrativa scettico-negazionista, il giornalista avrebbe fatto bene il suo lavoro se avesse consultato le fonti competenti ed attendibili, che, nello specifico caso in questione è il dossier "Rol e Silvan" già segnalato più volte su questa pagina nei mesi scorsi, così come presente sul sito di riferimento dedicato a G.A. Rol (in rete dal 2000, impossibile da ignorare).
Può essere scaricato gratuitamente qui.

Detto dossier è peraltro un estratto dal vol. IX de L'Uomo dell'Impossibile, il cui pdf gratuito è stato reso disponibile, sempre su questa pagina e sul sito, sin dal marzo 2024 (si veda il post: https://bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10 ).

La trasmissione Tg l'una vi è trascritta e commentata nel dettaglio, un caso emblematico di "contro-smontaggio" naturalmente censurato dai soliti noti.

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12/01

(da un mio post del 12/01/2026, qui)

Si è visto in un post precedente l'episodio di una carta da gioco che, collocata in un posto a scelta della testimone a qualche metro di distanza, è tornata volando da sola sul tavolo. È quel genere di episodio che scettici e illusionistici si guardano bene dal menzionare – ovvero che censurano – perché è autoevidente l'assenza di qualunque possibile trucco, e nonostante le protagoniste siano le "banali" (presunte tali) carte da gioco. Di episodi del genere ce ne sono molti altri con ogni tipo di oggetti, sia piccoli che grandi. Ad esempio Chiara Barbieri, titolare di un centro veterinario, incontrava spesso Rol al ristorante "La Pace" di Torino. Una volta...

«Gli ero seduta accanto, Gustavo aveva davanti a sé un piatto di insalata, gli mancavano i condimenti: ha schioccato le dita in maniera discreta e poco rumorosa, un attimo dopo ho visto una saliera muoversi nell’aria e arrivare sul nostro tavolo».

(cit. in L'Uomo dell'Impossibile, vol. I, 2012, ep. XVI-19)