| Sono Franco Rol, curatore e scrivente di questo sito. Il crescente interesse per Gustavo Adolfo Rol, cugino di mio nonno Franco Rol, industriale chimico e pilota d'automobilismo, mi ha suggerito l'importanza di creare un 'contenitore' ufficiale che ne illustrasse la vita e il pensiero. Leo Talamonti in Gente di Frontiera racconta di quando (1961) cercò di contattare Gustavo Rol per una intervista, ma in un primo tempo s'imbatté con suo cugino Franco:
«... il mio direttore - che da Milano reggeva le sorti di un noto settimanale - mi tenne questo discorsetto, parola più parola meno: "Giorni fa, a Torino, ho conosciuto un tipo alquanto insolito, capace di fare scherzi che lasciano senza fiato. Sarebbe bene che ti occupassi anche di lui, in uno dei prossimi tuoi articoli sulle frontiere della mente, eccetera. D'accordo?". Prima ancora di sapere a chi si riferisse, gli avevo già detto di sì. Dopo di che, gli chiesi come si chiamava quel tale, e la risposta non fu incoraggiante. Suonava pressappoco così: "Rolla o Rolli, o qualcosa del genere; ma non ne sono affatto sicuro. Ci hanno presentato in occasione di un pranzo in casa di comuni amici, ma non sperare che ti dia il loro nome; non mi garba che siano disturbati per faccenduole come questa. Non dubito però che ti sarà facile rintracciarlo: non è poi così grande, Torino, e chissà quanta gente avrà sentito parlare di lui, soprattutto a proposito di quelli che si occupano di metapsichica (si dice così?). Si tratta di un industriale: altra indicazione preziosa". (...) Dopo l'incarico ricevuto, a me non restò che precipitarmi alla sede centrale della società dei telefoni, a Milano, e passare in sfiduciata rassegna i Rolla, Rolli e Rollo che si susseguivano a schiere compatte nel prontuario telefonico di Torino. Non ci volle molto perché mi convincessi che non era quello il modo più razionale di affrontare il problema; e stavo per rinunciare, quando l'occhio mi cadde su un cognome insolito e caratteristico (Rol) ripetuto solo tre volte. Per uno di quei nominativi figuravano due numeri, uno per l'abitazione e l'altro per lo stabilimento. Non aveva detto, il despota, che si trattava di un industriale? "Spiacente" mi rispose all'altro capo del filo una voce gentile e sconosciuta "ma non può trattarsi di me. Avrei pranzato con il direttore di un periodico? Mai conosciute persone del genere in vita mia, a parte il fatto che da mesi non ricevo inviti a pranzo. Non si tratterà di mio cugino Adolfo? Io non ho il tempo di fare vita mondana; lui sì."». E così Talamonti poi incontrò Gustavo Rol. |
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| Franco Rol nel 1950 alla guida della sua Maserati Grand Prix, durante una edizione della Mille Miglia. | |||||||||||||||||||||
| Anche Franco, come Gustavo, era una persona d'eccezione: industriale chimico con uffici sparsi nel mondo, era anche aviatore, scalatore, sciatore e pilota d'automobilismo. Tra il 1947 e il 1953 aveva partecipato alle più importanti competizioni automobilistiche del tempo: Targa Florio, Mille Miglia, Indianapolis e le prime corse del Gran Premio di Formula Uno. Dopo la settimana di lavoro trascorreva il week-end a preparare la sua automobile; non aveva sponsor, il suo era un "hobby" che si pagava da solo. Nel 1948 vinse, nella classe oltre 2000 (Alfa Romeo) la II Coppa Internazionale delle Dolomiti e nel 1949 arrivò terzo assoluto nella Mille Miglia (e primo nella categoria sport 2000). Lo stesso anno trionfò alla XXXIII Targa Florio e sempre nel 1949 vinse nel Circuito di Pescara (all'epoca di un certo rilievo). | |||||||||||||||||||||
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| Gustavo Rol teneva questa foto di Franco sul comò del suo studio (al centro nella foto a sinistra) | |||||||||||||||||||||
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Franco e Gustavo, persone d'eccezione in ambiti diversi, erano molto legati dalla loro profonda amicizia. Molti li scambiavano per fratelli, specialmente negli anni '40 quando Gustavo aveva ancora i suoi capelli biondi. Per certi versi, Franco aveva sostituito la figura del fratello Carlo Rol emigrato in Argentina nel 1923. Gustavo faceva una certa vita mondana (manteneva pubbliche relazioni di un certo livello per essere a contatto con le persone con responsabilità sociale, politica o economica alle quali prestava consiglio) ma aveva pochissimi amici, era una persona essenzialmente sola e Franco era uno dei pochi con cui aveva un rapporto confidenziale. Franco tuttavia preferiva non assistere agli esperimenti di Gustavo, ne aveva timore e mostrava un certo scetticismo che era più un modo per difendersi da qualcosa che non era in grado di capire che non una diffidenza rivolta ai fenomeni. Quale imprenditore razionale e concreto, quel mondo metafisico gli dava le vertigini. Maria Luisa Giordano, nel suo libro "Rol e l'altra dimensione", accenna a Franco e a sua moglie, mia nonna Elda: «Rol era legato da profondo affetto ai cugini Franco ed Elda Rol. Dopo la morte improvvisa e tragica di Franco, si unì ancora di più a Elda. Tra loro, entrambi dal carattere risoluto, ci fu uno scambio continuo di consigli, opinioni, a volte anche discussioni.(...) Con i suoi esperimenti, riuscì comunque a darle molto conforto e a farle sentire vicino la presenza del marito» La prima volta che mi mostrò le sue 'possibilità' avevo 14 anni. Era ad un pranzo di matrimonio di una nostra parente. Verso la fine, Gustavo chiese ad un cameriere di portargli un block notes e una matita. Arrivato il block notes, strappò un foglio e rapidamente disegnò un cerchio. Poi con la mano sinistra coprì il cerchio e scarabocchiò qualcosa (con la destra). Mi guardò e disse:"Dimmi un numero di tre cifre" io ci pensai un istante e poi dissi:"128". Lui tolse la mano mostrandomi il foglio:" Strano, lo avevo già scritto". Era proprio così. Aggiunse poi una spiegazione: «Io non so se prevedo quello che tu dirai oppure sono io, con il mio pensiero, ad influire sulla tua scelta». |
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| Purtroppo non erano molte le occasioni in cui incontravo Gustavo. Non sapevo che fosse un personaggio così conosciuto e misterioso come poi constatai in seguito. Lo consideravo solo un parente a cui volevo bene e che stimavo moltissimo per la sua straordinaria cultura e il suo "savoir faire". Capii che si trattava di una persona fuori dal comune solo intorno ai 19 anni, forse perché fino ad allora per me era parso normale che si potessero fare "cose" come le sue, anche perché, credo, i bambini e gli adolescenti sono più vicini al Meraviglioso di quanto non lo siano gli adulti... Incominciai ad andarlo a trovare a casa. Lui aveva già 88 anni, camminava ricurvo e si aiutava con un bastone. Sebbene apparisse affaticato dal peso degli anni, tuttavia il suo 'humour' era sempre vivace, raccontava barzellette e alcune, per la verità, anche un po' piccanti. Tra le cose che colpivano di più di lui era lo sguardo: non si poteva guardarlo a lungo, aveva occhi blu che rimanevano fissi e quasi magnetici, ma con grande naturalezza. L'impressione che dava era che sì, si trattava esteriormente di un essere umano, ma dietro quel viso si nascondesse un essere di un altro mondo. Comunque sia, passavamo il pomeriggio a conversare, seduti nel suo salotto. Lui mi chiedeva dei miei studi e dei miei interessi. Poi mi raccontava degli episodi della sua vita, l'incontro con Einstein, la sua passione per Napoleone, la reazione di Mussolini alle sue previsioni di sconfitta. Inframezzava a questi discorsi dei giochetti (non paranormali) o dei rebus che mi sottoponeva. E poi finalmente passavamo al suo famoso tavolo ovale vicino al salotto. Mi faceva vedere alcuni esperimenti con le carte. Lui non maneggiava mai i mazzi, l'esecutore ero sempre io. Mi dava solo le indicazioni di cosa fare. Vidi l'ultimo esperimento nella primavera 1992, due anni prima della sua morte. Andò così:
Ci sediamo presso il tavolo ovale del suo studio a circa un metro e mezzo di distanza l'uno dall'altro. Si tenga presente che Gustavo ha quasi 90 anni, è stanco e provato fisicamente e si sostiene, come dicevo, ad un bastone. * * * * * * * Ed ora alcune considerazioni generali: lo scopo del presente sito è quello di diffondere notizie il più possibile attendibili sulla vita di Gustavo Rol e per offrire a tutti una corretta e aggiornata versione dei fatti, dal momento che i giornali sono spesso molto imprecisi, e per evitare fraintendimenti o plagi indiscriminati e fuorvianti da parte dei parvenus dell'ultima ora, compresi coloro che sostengono che Rol è la loro guida spirituale o che manda loro improbabili messaggi. Certo è possibile che Rol appaia a qualcuno, come ad esempio Padre Pio, o che intervenga nelle diverse forme della "medianità", ma si tratta di manifestazioni non riconducibili alla teoria dello spiritismo, essendo questa una invenzione di tipo pseudo-religioso del XIX secolo alla quale Rol era totalmente estraneo. A tale proposito occorre fare qualche precisazione. Si è già detto che Rol non era un medium (e chi continua ad usare tale termine non conosce bene la sua vita e ignora, o fraintende, la dua dottrina) e questo essenzialmente per due ragioni: una di ordine, diciamo così, tecnico - ovvero l'assenza di uno stato di trance - e l'altro di ordine teorico. Questo secondo punto è riassunto da due concetti fondamentali espressi da Rol: la coscienza sublime e lo spirito intelligente. La prima è relativa all'Uomo ed allo stato di trascendenza metafisica che può raggiungere, il secondo al residuo psichico lasciato dal defunto sulla Terra o alle forze o influssi da parte di esseri ancora in vita. A chi desideri approfondire le principali tradizioni metafisiche e religiose troverà concetti analoghi espressi con parole diverse. Rol non ha inventato nulla di nuovo (l'Assoluto, infatti, è sempre lo stesso) ma ha solo trasposto in termini moderni concetti conosciuti universalmente sin dall'antichità. Soprattutto, lo spirito intelligente NON È IL DEFUNTO, come credono ingenuamente gli spiritisti, e i defunti non sono tra noi (allo stesso modo come noi non siamo tra loro...). Quanto alla reincarnazione, altra teoria erroneamente attribuita a Rol da qualcuno, si tratta anche qui di una invenzione occidentale risalente alla metà del XIX secolo che non ha alcun corrispondente in Oriente come falsamente si crede. Essa è piuttosto il risultato della deformazione e della confusione di teorie diverse, tra cui quella della metempsicosi, presente nell'antichità anche nel bacino del Mediterraneo, che non riguarda comunque il percorso dell'anima. Non intendiamo qui sviluppare tale complesso argomento, e non saremmo responsabili se tentassimo di darne una seppur breve chiarificazione. La tendenza moderna e "democratica" a voler semplificare tutto ha come diretta conseguenza il fraintendimento delle cose più diverse, e in campo religioso ciò è più evidente che mai. Innumerevoli a questo proposito sono oggi i chiacchieroni che pensano di avere una qualche conoscenza di ordine metafisico mentre si tratta molto spesso di nozionismo da cronaca rosa. Per parlare di relatività o di meccanica quantistica è necessario essere un fisico o quantomeno aver approfondito diffusamente i testi "ortodossi" di tali campi. La sfera religiosa, come per ogni altro campo, non fa eccezione. Si può anzi dire tranquillamente che oggi, su qualsiasi argomento, gli incompetenti sono la stragrande maggioranza. Pertanto, chi voglia veramente capire e andare al di là delle apparenze non cercherà facili e comode soluzioni, che non solo non esistono ma sarebbero comunque controproducenti, ma inizierà un suo percorso di ricerca, personale ma tradizionale al tempo stesso, il quale di per sé rappresenta già una preparazione ai benefici del traguardo. Non si può partecipare ad una qualsiasi competizione agonistica senza un preventivo allenamento. Quanto a coloro che pretendono da noi la spiegazione dei fenomeni di Rol insinuando che un nostro mancato "signorsì" ai loro desideri corrisponda ad una nostra impossibilità a dimostrare o "replicare" tali fenomeni, noi rispondiamo che siamo indifferenti a tali esigenze profane e che le risposte, almeno per ora, le possono trovare in 5000 anni di testi sacri. È solo la loro avidya, o ignoranza, a spingerli a formulare tali richieste. Ritornando a quanto sopra, diciamo quindi che Rol non credeva alla reincarnazione (potete ascoltarlo dalla viva voce di Rol, che risponde ad una domanda su questo argomento fatta da una persona durante una serata di esperimenti), e non certo per "non entrare in conflitto con la Chiesa Cattolica" come qualcuno ha sostenuto con vano sforzo psicoanalitico, quanto, semplicemente, perché si tratta di una teoria fasulla. Da ciò ne consegue che è priva di fondamento l'equazione reincarnazionista Rol = Napoleone propugnata dai sostenitori di tale teoria, i quali in verità non possiedono i parametri per capire che tipo di legame avesse Rol con l'Imperatore francese. Su tale argomento, come su ogni altro, Rol è stato più o meno esplicito a seconda della persona che si è trovata di fronte. Le cose che vengono comunicate ad un bambino di prima elementare non sono le stesse che si possono comunicare ad un ragazzo di prima liceo, e queste sono ancora diverse per chi frequenti l'università...Ogni filosofia, dottrina o scienza ha un suo grado conoscitivo, e non tutti possiedono i medesimi gradi di comprensione...così come si semina solo dove il terreno è fertile. Pertanto i detrattori di Rol fanno bene a ravvisare numerose incongruenze, specialmente teoriche, nelle testimonianze che lo concernono, ma questo non è certo dovuto a Rol, quanto a chi di lui ha scritto. Saremo ben lieti, fra qualche tempo, di mettere su queste pagine una lista di giornalisti "lillipuziani", come ebbe a definirne uno una volta Rol a causa della sua superficialità, i quali a più riprese hanno scritto quelle che i francesi chiamerebbero bêtises e contribuiscono, con la loro mancanza di approfondimento, a creare ancora più confusione su di un argomento già delicato. Di recente, ci siamo inoltre sentiti ripetere dalla parte dei soliti noti, frasi del tipo: «Se io avessi avuto i "poteri" di Rol mi sarei messo al servizio della comunità scientifica, per il bene dell'umanità». A tale affermazione profana, noi risponderemmo: «Se tu avessi i "poteri" di Rol, ragioneresti in modo assai diverso da come sei abituato a fare...e forse comprenderesti che vi sono ben altri benefici, non monopolizzabili da nessuno...che puoi apportare alla comunità umana». Ma poiché noi abbiamo poco titolo per venire ascoltati, non essendo altro che dei portavoce, ci piace riferirci ai Maestri, di qualsiasi campo essi siano, in quanto siamo soliti rilevare in loro una comunanza di spirito che si erge al di sopra della così diffusa mediocrità umana: «...se i miei scritti hanno qualche valore, quelli che dopo la mia morte li avranno nelle mani possano servirsene nel modo più opportuno. A nessun costo, però, dovevo consentire alla loro pubblicazione me vivente: le opposizioni e le polemiche di cui sarebbero stati probabilmente oggetto, e il genere di reputazione che mi avrebbero procurato, non dovevano in nessun modo darmi occasione di perdere il tempo che mi propongo di impiegare a istruirmi. Infatti, benché sia vero che ognuno è obbligato, per quanto sta in lui, a promuovere il bene degli altri, e che non essere utile a nessuno significa non valere proprio nulla, tuttavia è anche vero che la nostra cura deve estendersi oltre il presente, e che è bene trascurare le cose che apporterebbero forse un vantaggio alle persone della nostra generazione quando ci si proponga di realizzarne altre che ne porteranno di più ai nipoti». René Descartes (Cartesio) Non molto diverso, seppur su altro piano, il senso di questo testo kashmiro dell'VIII secolo: «Così è stata detta, o Dea, l'ambrosia suprema, sublime. Mai essa dovrà essere confidata ad alcuno, non certo a un discepolo altrui, a un discepolo rozzo, violento, privo di devozione per il maestro. Essa invece potrà essere data senza esitazione a coloro che hanno trasceso il pensiero discorsivo, agli eroi, alle persone d'alto sentire, a coloro che sono devoti alla linea spirituale dei maestri ». Ancora qualche dettaglio: dal momento che stanno nascendo qua e là emuli che niente hanno a che vedere con la personalità e la "dottrina" di Gustavo Rol, si consiglia vivamente alle persone di buon senso di diffidare delle imitazioni. Gustavo Rol non ha avuto figli. Non esistono eredi né di sangue né tantomeno di «poteri», perché queste cose non si ereditano (nè si acquisiscono alla nascita), ma fanno parte delle possibilità che si incontrano durante un rigoroso cammino spirituale, nè è opportuno attribuire loro una importanza eccessiva, essendo di per sé fenomeni "materiali", ovvero relativi al mondo sensibile; non esistono allievi come alcuni articoli di giornale vorrebbere fare credere, perché queste cose non si insegnano (eventualmente, ciò che si insegna è una dottrina, e se veri allievi vi fossero, di certo non lo andrebbero a raccontare in giro). A tale proposito, valga per tutte la seguente affermazione di Rol: « ...si attende da me la rivelazione di formule, di procedimenti e di conoscenze che proprio non posseggo. Sono segreti, questi, che non è dato di tramandare appunto perché segreti non lo sono affatto. Si possono invece intuire, proprio come è successo a me e ad altri». Non esistono infine "biografi ufficiali", altra inesatta affermazione dei soliti giornalisti. Non esiste alcuna biografia autorizzata da Gustavo Rol, ma solo cronache scritte da alcune delle persone che lo hanno conosciuto, così come da altre che non lo hanno conosciuto. Franco Rol (sn) ed Aldo Provera, imprenditore di Torino ed esecutore testamentario di Gustavo, sono stati i suoi più grandi amici. Attualmente i parenti più prossimi di Gustavo Rol sono i figli del fratello Carlo (Vittorio e Umberta) emigrato in Argentina nel 1923. * * * * * * * Il mistero svelato. Una breve pagina per collocare Rol al suo giusto posto...
N.B. In questo sito si troveranno spesso affermazioni fatte al plurale ("Noi riteniamo che...", etc...). Esse non esprimono il parere di individui specifici né di alcuna organizzazione, ma rispondono alla semplice esigenza dello scrivente di raccordarsi alle tradizioni religiose, poiché da noi stessi non possiamo dirci artefici di nulla, né, sotto questo profilo, hanno alcuna importanza le individualità e i meriti personali, se anche ce ne fossero.
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