GENNAIO 2010
Cominciamo il nuovo anno e il nuovo decennio con quella che, lungi dall'essere una nostra passione, è diventata purtroppo una delle nostre occupazioni principali, ovvero la denuncia di prodotti mediatici riguardanti Gustavo Rol che sono ben lontani dall'essere adeguati al personaggio, contenenti superficialità, errori e in generale una mancanza di preparazione da parte di chi li confeziona.
È il caso della trasmissione Mistero condotta da Enrico Ruggeri su Italia 1, andata in onda l'8 di questo mese, e nella quale si è parlato anche di Gustavo Rol.
La redazione ci aveva contattati nel mese di ottobre comunicandoci l'intenzione di dedicargli uno spazio, se non una puntata intera, e per aver disponibilità di materiali d'archivio così come per eventuali interviste e suggerimenti. Ben lieti ci siamo messi a loro disposizione. Il servizio era previsto per dicembre, ma causa riprogrammazione veniva posticipato a data da stabilire. La redazione ci fece sapere che ci avrebbe informati non appena fosse stata nota.
L'8 gennaio, "magicamente", ecco che Mistero parla anche di Rol, senza che ci giungesse alcun tipo di avviso. Ovviamente, sarebbe stata solo una scortesia se non fosse che gran parte delle foto esibite nel servizio fanno parte del nostro archivio, senza che noi le avessimo autorizzate. E ci saremmo risparmiati di divulgare la cosa se almeno i contenuti del filmato fossero stati accettabili, ma almeno per noi non lo sono. Eccolo qui di seguito, e poi i nostri commenti.



- Nel commento del servizio:

1) All'inizio si accenna ai «poteri che Rol affermava di possedere».
- a
) In primo luogo Rol non ha mai parlato dei suoi come di "poteri", ma li ha definiti possibilità, accessibili a tutti gli esseri umani che abbiano raggiunto lo stato psicofisico da lui definito coscienza sublime, analogo al samadhi indù.
- b) In secondo luogo, egli non ha mai affermato di «possedere» alcunché, ma di essere soltanto «la grondaia che convoglia l’acqua che cade dal tetto», uno strumento (cosciente e ben accordato) nelle mani di Dio, e di fare le cose che faceva per «confermare la presenza di Dio».

2) «...Via Silvio Pellico numero 3, dove abita Gustavo Rol».
In realtà, il numero civico è il 31.

2) Nella scaletta di celebrità che hanno conosciuto Rol, viene citato anche Mike Bongiorno, il quale pur avendone sempre sentito parlare da vari personaggi della cultura e dello spettacolo, non lo ha mai incontrato. Il figlio Nicolò ha però fatto su di lui un bel documentario (Rol. Un mondo dietro al mondo, Medusa, 2008).

3) «Oggi alcuni sensitivi affermano... di avere l'anima di Gustavo Rol come guida spirituale... Altri, che di Rol erano abituali frequentatori mostrano di aver sviluppato parte dei suoi stessi poteri, dandone però la dimostrazione solo a poche persone, con la stessa riservatezza del loro maestro».
Non esistono - in Italia e in generale nell'Occidente moderno - persone che ad oggi abbiano dimostrato di possedere la stessa condizione spirituale e le stesse possibilità di Gustavo Rol, così come sono del tutto ridicole le rivendicazioni di chi afferma che l'anima di Rol agisce attraverso di loro. Alcune delle persone che conobbero Rol hanno sicuramente migliorato loro predisposizioni naturali, su questo tema si veda lo studio di Franco Rol Il simbolismo di Rol.

4) «Ma su cosa fossero e siano tali poteri resta ancora il mistero».
Il mistero resta solo per chi non ha approfondito la bibliografia su Rol e non conosce la tradizione metafisica.

5) Si fa riferimento ai «suoi enigmatici quadri dipinti senza toccarne la tela», che però non sono quelli che vengono mostrati, che sono invece quadri dipinti da Rol in modo tradizionale (anche se con altre caratteristiche “speciali”).


- Nella testimonianza del giornalista Renzo Allegri:

1) Allegri afferma di aver frequentato Rol per una ventina d'anni. In realtà, lo conobbe all'inizio del 1977 e lo frequentò - piuttosto intensamente - nella prima metà di quell'anno, successivamente ha scambiato solo qualche telefonata e qualche lettera (si veda ad es. il suo Rol l'incredibile, p. 115 e sg.).

2) «Lui aveva avuto un maestro, un Polacco... non si è mai capito chi fosse, sembra che fosse un monaco».
Rol ha parlato di questo Polacco, è vero, ed ha parlato anche di un vecchio abate, ma non di un “monaco Polacco”. Su questo soggetto, si veda ancora Il simbolismo di Rol.

3) Rol «si è ritirato in questo monastero ed è stato sei o sette mesi».
Rol - al seguito di una profonda crisi esistenziale e dopo aver scoperto le sue possibilità - si è ritirato in una chiesa-casa di preghiera vicino a Torino nel 1928, e vi è rimasto tre mesi.

E con questo abbiamo terminato. Se la redazione della trasmissione ci avesse consultati, non solo avrebbe evitato quanto sopra, ma forse avrebbe potuto incontrare altri testimoni e ottenere interviste e materiale inedito, invece di riproporre le solite cose che Allegri ha ripetute in molte occasioni. Una trasmissione che non porti alcun nuovo contributo, e che per di più diffonda errori e imprecisioni, è inutile e deleteria.


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